La Formula Uno: cosa è andato storto?
- Mauro Longoni
- 21 apr
- Tempo di lettura: 9 min

La Formula Uno è sempre stata considerata il punta di diamante del motorsport, il campionato dove la tecnologia veniva portata all'etremo, per creare prototipi di auto sempre più veloci e sempre più efficienti. Se oggi abbiamo ABS, freni a disco, il cocnetto di aerodinamica ed elettronica è per via dell'innovazione che la Formula Uno ha creato. Questo fino alla stagione 2025.
Il 2026 verrà immortalato nei libri di storia della Formula Uno come un anno caotico e molto polemico. Forse il più caotico che io abbia mai vissuto. Seguo la Formula Uno dal lontano 2000 e da 26 anni a questa parte non ho mai visto così tanta delusione e distacco fra i fans e la Formula Uno stessa.
La mia domanda ora non è tanto quello che si può fare, dato che non sono un ingegnere che conosce le macchine alla perfezione. Quello che mi chiedo è: come mai siamo arrivati a questo punto?
Prima del 2014.
La Formula uno prima del 2014 era una competizione che si concentrava solamente sulla performance. Certo,siamo passati dai V10 dei primi anni 2000 ai V8 del 2007, per una questione di consumi. Tuttavia, queste due versioni di motori avevano due caratteristiche precise: creare un canto che rendeva sordi, ma dannatamente soddisfacente, e un consumo di benzina terrificante. L'unico obiettivo di tutti i team, e specialmente dei motoristi, era quello di creare motori efficenti dal punto di vista della performance. A nessuno importava di bruciare tre o quattro litri di benzina a giro. Quello che contava era la posizione finale alla bandiera a scacchi o dopo una qualifica tiratissima.
Se da un lato quei motori erano bellissimo da sentire e da vedere, dall'altro lato erano in contro tendenza a quello che stava succedendo nel mondo. Il mondo si era reso conto che bruciare petrolio era dannatamente inquinante e che questo inquinamento stava portando il mondo verso una deriva che avrebbe reso la vita sulla Terra difficile, se non impossibile.
L'immagine della Formula Uno ne stava risentendo. Non si poteva bruciare benzine senza alcun ritegno, mentre il mondo stava cercando in tutti i modi di limitare e infine eliminare la combustione di gas e petrolio per produrre energia (sia elettrica che cinetica).
2014 - 2025.
Il motore Turbo ibrido.
Nel negli ultimi anni dell'era V8, la FIA e la Formula Uno hanno deciso di seguire il trend del mondo che, in quel periodo, stava cercando di capire se l'energia elettrica poteva essere un modo per alimentare il mondo e le macchine.
Così, le due organizzazioni, hanno trovato il modo di seguire il trend: i motoristi di Formula Uno si obbligarono a creare un motore turbo V6, che integrava l'energia elettrica come fonte di energia. Quello che ne è uscito fuori fu qualcosa di brutto all'inizio, poi magnifico verso la fine.
Il motore turbo V6 ibrido era, nella sua versione del 2024-2025, assolutamente una macchina perfetta per l'efficienza. Era molto più potente del motore V8 ed era un equlibrio perfetto fra un motore termico ed un motore elettrico. Il concetto di quella "power unit" era geniale: Da un lato si aveva un V6 che spingeva con la combustione, dall'altra parte si aveva un sofisticato meccanismo (tramite la MGU-H e MGU-K) che era in grado di recuperare energia sia dal calore e dalla cinetica, per alimentare costantemente la batteria, la quale lavorara in tandem con il motore V6. Era un pezzo di ingegneria incredibile dove nulla veniva sprecato e tutto veniva convertito in energia per far andare una macchina a 330 km/h. Inoltre la ripartizione della potenza (70% motore termico, 30% batteria), rendeva quel motore molto efficiente, dato che alla macchia serviva meno benzina, grazie alla batteria che dava quello che mancava.
In dieci anni quei motori sono diventati dannatamente efficienti con gradi di perdita di energia bassissimi, riuscendo a recuperare tutto quello che veniva "perso".
L'ego partecipa alla conversazione.
Tutto stava andando perfettamente, tranne per un piccolo dettaglio: pochi motoristi. Fino al 2025 la Formula Uno aveva Ferrari, Mercedes, Honda e Renault che producevano motori. In teoria quattro motoristi potevano essere sufficienti, dato che in Indycar ci sono solo due motoristi: Chevrolet e Honda. certo, un concetto di campionato diverso, però er la dimostrazione che due motoristi possono creare un campionato divertente.
Però la Formula Uno è stata una competizione dove l'ego l'ha sempre fatta da padrone. Per anni, da quando la tecnologia ibrida è stata introdotta, alcuni motoristi (Audi in testa) stavanno strizzado l'occhio alla Formula Uno. Purtroppo per anni non successe nulla, perché per i potenziali motoristi "la ripartizione della potenza termina/elettrica non era sufficiente.
La Formula Uno, che non voleva perdere l'occasione di portare a se nuovi costruttori, decise di cambiare i regolamente. Così, nel 2022 la FIA e la Formula Uno introdussero il nuovo regolamento tecnico, valido dal 2026 in poi.
Il regolamento prevedeva un motore che era diviso 50-50. L'idea di base era che il motore termico garantiva la metà della potenza, mentre la batteria l'altro 50 per cento. Sulla carta suona molto come un qualcosa di rivoluzionario in linea con il trend mondiale dell'elettrico. Questa divisione ha permesso a costruttori come Audi, Ford e Cadillac di entrare in Formula Uno. La cosa divertente é che la Formula Uno ha sempre venduto questi nuovi regolamenti come un passo avanto verso il loro target "Carbon Zero 2030", ovvero essere clima neutrali entro il 2030. Sappiamo tutti che questo cambio non ha nulla ache vedere con il clima. Il clima è solo un effetto collaterale. Questo cambio è stato dettato da Audi, Ford e Cadillac come condizione per entrare in Formula Uno
Sulla carta, secondo la stess Formula Uno, tutto sembrava eccitante: nuove tecnologie, nuove auto e tre nuovi costruttori. Sembrava davvero che il 2026 doveva essere qualcosa di meraviglioso. Spoiler: assolutamente no.
Il malessere dei piloti.
Una volta che il regolamento è stato accettato anche dai team, essi si sono messi subito all'opera per progettare motori del tutto nuovi.
Nelle prime fasi, si trattava di studiare il concetto al simulatore e capire come approcciare il lavoro per la creazione del motore e, specialmente, della batteria. In quelle sessioni di simulazione, i vari piloti di Formula Uno testarono quello che sarebbe stato il futuro della competizione.
Quello che si venne a sapere, oltre ai vari rumor infondati, fu qualcosa di molto particolare: tutti i piloti di tutte le scuderie, parlavano di situazione orribile, ogni volta che veniva chiesto a loro come erano i nuovi motori. Max Verstappen, il più vocale di tutti, affermò già nel 2023 che le batterie si scaricavano subito ed in rettilineo le macchine rallentavano da sole, anche se il pilota schiacciava tutto l'acceleratore, perché il software del motore doveva far recuperare energia alla batteria.
Anche i costruttori, come Ferrari e Ford, mostrarono delle perplessità e dei puti deboli che dovevano essere modificati. Alla richiesta di parte dei motoristi di rivedere ed eventualmente cambiare i regolamenti, la FIA ha risposto: "No, il regolamento va bene! Progettate meglio i motori ed adattatevi".
In sè, la risposta della FIA era anche adeguata: nessuno aveva guidato per davvero quei motori e si parlava solo di simulazioni al computer. Inoltre mancavano ancora più di due anni. Magari le cose si sarebbero messe apposto da sole.
Nel mentre i campionati 2023, 2024 e 2025 passaronno lisci e tutto funzionava alla grande.
2026
E così arriviamo al 2026. Il 2026 non è partito assolutamente bene. Già a Gennaio si annusava puzza di sterco.
Per questa stagione la Formula Uno ha deciso di organizzare nove giorni di test pre campionato, rispetto ai 6 normali, dato che c'erano da testare le nuove power Unit. Si trattava di tre giorni a Barcellona e sei giorni in Barhain.
La cosa davvero strana è stata che i tre gioni a Barcellona erano completamente chiusi ai giornalisti. Nessuno sapeva cosa stesse succedenndo in quei tre giorni: nessun tempo, nessun dato, nulla di nulla. Addirittura la polizia pattugliava intorno al circuito per evitare che i più curiosi potessero vedere e filmare quello che stesse succedendo.
Tutta la community della Formula Uno ed anche i giornalisti, si chiesero: che senso ha oscurare di proposito i test delle nuove auto, di cui la Formula Uno stessa affermava di essere orgogliosa, se non hai nulla da nascondere?
Evidentemente qualcosa di non corretto era presente. Quello che emerse, dalle dichiarazioi ufficiali dei Team a Barcellona fu che "le macchine erano affidabili". Si parlava di Mercedes e Ferrari che macinavano chilometri, macchine affidabili e ottimi tempi sul giro. Era come se tutto fosse perfetto. Per un attimo abbiamo tutti abbassato la guardia, pensando che la Formula Uno stesse esagerando con la prudenza.
La cosa però fu di nuovo sospetta, quando si scoprì che non solo i test a Barcellona furono oscurati. Anche i primi tre giorni del Barhani sono stati anche loro quasi oscurati, ma inn parte. I giornalisti erano presenti, ma le televisioni poterono trasmettere solo l'ultima ora di giornata. Praticamente di nove giorni di test, il pubblico ha potuto vederne solo 3 complete.
I tre giorni del Barhain con copertura mediatica totale, hanno mostrato macchine che andavano tutto sommato forte. Sembrava quasi che nessuno avesse problemi di nessun tipo. Tuttavia, si noto come la batteria si scaricava troppo in fretta e ci voleva tempo per ricaricarla. Però, visti i tempi sul giro, si pensava che tutto fosse quanto meno decente.
Il Dramma del Super Clipping.
E alla fine arriviamo a Mellbourne, prima gara della stagione e li tutti i nodi sono venuti al pettine immediatamente. Era come gettare in filo elettrico dentro uno stagno e vere tutti i pesci morti venire subito a galla. Quelle maledette batterie si scaricavano dopo solo cinque, sei secondi e sul lungo "rettilineo" fra curva 8 e 9 (che a Melbourne è un allungo di quasi un chilometro che curva) le macchine perdevano 50 chilometri orari di velocità alla fine dello stesso, anche se il pilota era con l'acceleratore totalmente schiacciato. Questo capitava con tutte le macchine. Si capì subito che non era un problema di motore, ma un problema di regolamento.
Quello che si è scoperto che le batterie non erano potenti abbastanza da garantire quei circa 500 cavalli, necessari per avere i 1000 cavalli totali che la power unit potrebbe generare, per tutta la durata dei rettilinei. In circuiti con lunghi rettilinei, come Melbourne, le batterie avrebbero dato potenza solo nella prima fase di accelerazione per poi mollare tutto di colpo, facendo rallentare la macchina.
La qualifica fu un disatro colossale, con i piloti che in rettilineo scalavano verso il basso essendo in piena accelerazione. Gli stessi affermaronno candidamente che "si andava forte, andando lento". Il che è un insulto, pensando che la qualifica deve essere un giro al limite, dove si pensa solo ad andare forte e non ha gestire la batteria.
La gara fu anche piacevole e "ricca di sorpassi" nella prima parte, ma quei sorpassi avvenivano solo perché la macchina davanti era senza batteria e quella dietro con la batteria carica. Non erano nemmeno duelli, perché quello davanti non poteva nemmeno difendersi. Abbiamo visto azione, ma solo perché chi era davanti era improvvisamente una lumaca
Il malessere è stato violento sui social, tanto che la Formula Uno stessa su Instagram ha censurato i commenti negativi, nessuno escluso, sotto un post in cui si celebrava il record di sorpassi nel gran premio. Questo ha fatto infuriare ancora di più i fan.
Se pensate che nelle due gare successive a Shangai e Suzuka la situazione sia mgliorata, state sbagliando. In Cina, con tante frenate, la batteria era un problema, ma non gigantesco, quindi le polemiche si sono leggermente affievolite. A Suzuka è stato il delirio. La famosa curva 130r, che negli ultimi vent'anni si è smpre fatta in pieno a più di 320 km/h, in piena accelerazione, nel 2026 si faceva a 270 km/h, mentre la macchina rallentava da sola. La qualifica è stato un disastro come in Australia. Addirittura piloti come Leclerc dissero "queste macchine ti penalizzano se vai forte".
La stupida superbia della FIA.
Fino a prima del primo gran premio la FIA ha ribatito che il regolamento era perfetto e che serviva solo tempo ai team per migliorare i motori. Quello che si è scoperto durante i primi gran premi è che il problema è di regolamento. Una batteria di questo tipo non riuscirà mai a garantire 500 cavalli di potenza per sempre.
A quel punto, visto sia la rabbia dei motoristi, dei piloti e l'ira dei tifosi, la FIA ha organizzato per Aprile degli incontri per decidere sul cosa fare per rendere lo spettacolo meno indecoroso, perché di spettacolo bello per il 2026 non se ne parla proprio. Ci sono varie proposte, vedremo cosa si deciderà.
Comunque resta di fatto che la superbia della FIA è disgustosa. Per anni i piloti hanno detto che questo concetto di motori non avrebbe mai funzionato, eppure la FIA ha sempre negato l'evidenza che la realtà ha portato. Ora si sono trovati con una bomba che gli è esplosa in mano.
Piccole riflessioni.
Tutto questo dramma è successo, perché la Formula Uno ha voluto includere più motoristi, solo per dire "siamo troppo fighi". Audi, Cadillac e Ford hanno messo condizioni inaccettabilli che Formula Uno odierna avrebbe dovuto non accettare, ma è troppo attratta dai soldi e dal prestigio che non poteva dire no. Spesso, il meno è un più. Con il senno di poi si sarebbe dovuto o restare con i vecchi motori, più complicato ma perfetti, oppure passare al V8 con benzine sostenibili. Tre motoristi "elettrici" non si sarerbbero uniti alla Formula Uno, magari altri sì. Preferiamo una griglia con 6 motoristi che vanno a metà gas o 4 motoristi che corrono per davvero?
Ora si tratta solo di limitare i danni d'immagine che sono molti.
M.












































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