Dating: l'ultima guerra di trincea.
- Mauro Longoni
- 17 apr
- Tempo di lettura: 11 min

Questo post è dedicato a tutti i single o a quelli che stanno per ritornare single e che ritorneranno in cerca dell'amore, dopo un periodo di lutto. Per tutti quelli che hanno la fortuna e il privilegio di essere in una relazione sana, non è il post che vi rappresenta e vi parla. Potete sempre leggerlo, per capire il dramma mentale e morale che le anime solitarie vivono prima, durante e dopo i primi appuntamenti amorosi di oggi. Però per voi sarà un momento per ridere ed essere grati di essere innamorati e felici, magari con una famiglia che vi ama e vi riempie il cuore d'amore.
Per chi invece è in una relazione complicata e forzata con le proprie mani (come il sottoscritto), o con oggetti vibranti di varia forma e dimensione, mentre vede corpi nudi solo su uno schermo in 4K, questo è un post necessario.
È tempo di capire cosa non funziona nel mondo moderno delle relazioni amorose e trovare una possibile soluzione per finalmente ricominciare a vivere tutti quei primi appuntamenti necessari per poi arrivare all'amore eterno.
Il contesto.
Se si vuole capire qualcosa di questo momento storico e del perché l'amore per i single abbia deciso di comportarsi come Hans Landa con gli ebrei, è necessario partire dal contesto. Senza sapere in quale arena si sta giocando, è difficile anche capire quali regole seguire per vincere.
In quale arena si sta giocando? In quella che rappresenta la guerra di trincea del 1918. Al momento l'amore ha abbandonato il periodo da buono ed ha abbracciato il male, trasformando qualcosa di semplice in una guerra di logoramento. Da una parte le donne lanciano fiale chimiche e batteriologiche contro la trincea maschile e gli uomini, per sopravvivere, non combattono, ma battono in ritirata a gambe levate. Questa è la situazione attuale. La cosa triste è che non sto nemmeno esagerando. Non si usano fiale mortali, per evidenti motivi legali, ma qualcosa di ancora più fatale: le parole di una cattiveria mai vista nella guerra dei sessi.
Da un lato abbiamo gruppi di donne rumorose e violente, con lingue avvelenate e taglienti, dall'altra parte il completo genere maschile che si mette sulla difensiva, evitando qualunque contatto con il mondo femminile. In queste condizioni è davvero difficile che un uomo e una donna si possano avvicinare, per anche solo parlarsi e capire se ci può essere un'intesa su cui lavorare.
È un momento davvero molto tragico per l'umanità, nel quale uomini e donne non sono mai stati così lontani. Nemmeno quando i figli venivano usati come merce di scambio si era così distanti. La domanda sorge ora spontanea: esiste una via di fuga, quel dettaglio che potrebbe cambiare tutto, ridando quella libertà spirituale di concedere primi appuntamenti come se piovesse?
Partiamo dal vedere la situazione femminile, poi andiamo a quella maschile. Alla fine tiriamo le somme e vediamo quanto tragica effettivamente è la situazione.
Femminismo 3.0: la guerra aperta alla coppia.
Le donne vivono un momento molto particolare. Siamo nel bel mezzo della terza ondata femminista. La prima è stata con il voto, la seconda con i diritti civili e ora siamo a questa. La terza ondata femminista attuale è partita con il chiedere parità di genere (sociale, sportiva ed economica) per poi, una volta ottenuta l'uguaglianza, trasformarsi principalmente nello scardinare e buttare giù il controllo maschile della società. Ora parte del genere femminile (una minoranza, ma molto rumorosa e convinta), si è sobbarcato il peso di lottare per tutte le altre donne, che spesso appoggiano queste lotte con il silenzio, portando avanti una campagna denigratoria contro il genere maschile. Ormai è palesemente una guerra aperta e dichiarata.
Questa guerra aperta è a tutto campo. Ogni elemento della vita viene messo in discussione e distrutto. Si passa dal mondo del lavoro, dello spettacolo, dello sport e della vita di coppia. Specialmente la vita di coppia sta diventando il fronte più sanguinario.
La guerra della vita di coppia è davvero affascinante ed orribile allo stesso tempo. Il concetto di fondo sono due: "l'essere single in una relazione" e "venerazione dell'immagine femminile".
Single, ma non da sola!
Partiamo da un concetto molto semplice: in una coppia entrambi devono avere degli spazi personali, nei quali mantenere rapporti sociali e hobby. Finché si tratta di ciò, non ci sarebbero discussioni e guerriglia. Il concetto dell'"essere single in una relazione" prevede che un uomo accetti che la libertà di una donna non abbia limiti in nessun modo. Una donna deve essere sempre libera, indipendente e nessun uomo può dirle nulla, anche se quello che una donna fa è sbagliato. Per quella frangia estremista di femministe, una donna può tenere rapporti con altri uomini, anche parecchio "intimi", andare per locali fino a tarda notte ad ubriacarsi e flirtare. Se dovesse capitare il tradimento (che spesso capita), lui deve perdonare ed accettare che "una donna è un essere libero e di proprietà di nessuno" e certe cose accadono...sebbene sia in una relazione, quindi obbligandosi a mostrare fedeltà al proprio partner.
Una Dea.
Non solo la libertà, ma anche la venerazione. Per le frange estremiste del femminismo, una donna è un essere divino, perché dà la vita. Per di più lei ha sempre ragione su tutto, perché essere infallibile. Con questa mentalità si esige un uomo che le dia sempre ragione e che sottostia alle sue volontà, perché è donna, quindi superiore all'uomo, considerato un essere inferiore. Suona esagerato e completamente inventato? Magari! Non sono io a dirlo. Andate su Tik-Tok o Instagram e guardate quante donne stanno esprimendo questo pensiero. Ancora peggio, andate a vedere quante donne commentano con supporto quei post.
La rovina.
Questi due aspetti della mentalità femminista impregnano ogni secondo della loro vita, influenzando qualunque rapporto con un uomo. Se una donna ragiona in questi termini nella vita di tutti i giorni, pensate che cambi in amore? No, in amore è anche peggio!
Per cercare una relazione si mettono condizioni specifiche per il primo appuntamento. Condizioni che le stanno rovinando.
Il dramma autoindotto delle femministe parte ancora prima del fatidico primo appuntamento. Sappiamo che con le dating app, una donna ha una scelta enorme. Quindi si cerca l'uomo bello e ricco. Non ci si accontenta della normalità. O meglio, non ci si deve accontentare della normalità quando là fuori c'è la perfezione! Se andate ad ascoltare il Podcast "whatever", o molti altri podcast di donne per donne, vi renderete conto di quante donne, anche sulla quarantina, abbiano la geniale idea di dire "se lui non è alto una certa altezza e non ha un certo tenore di vita non lo considero nemmeno", sebbene lei o sia una poveraccia, o magari non più fertile, oppure con un uso del proprio corpo molto elevato.
Sebbene una donna sia fortunata a trovare qualcuno del genere, il dramma non finisce qua. Proprio perché quell'uomo è ricco, lei si aspetta qualcosa di magico. Nella mente di una di queste donne, un uomo ha il compito morale di creare qualcosa di speciale per il primo appuntamento, che lei adora. Mi chiedo come lui possa fare centro, se non si conosce la donna...
Inoltre lei non guida, lei non si espone, ma giudica, lei non paga e lei non dà nulla. È lui che deve andarla a prendere, lui deve parlare, deve accettare di essere giudicato, lui deve pagare (e anche tanto) e non si deve aspettare nulla, nemmeno un messaggio il giorno dopo (perché lei è una donna libera, quindi senza nessun obbligo). Questo è il primo appuntamento ideale per molte donne là fuori.
Per queste donne "moderne", il caffè da bere insieme è un insulto, perché lui non ci ha messo impegno a scegliere qualcosa di speciale, una passeggiata in un parco è un'umiliazione, perché al parco si porta il cane a fare i bisogni, ed un ristorante qualsiasi, sebbene si mangi da dio, non è a livello della grandezza femminile.
Facciamo un piccolo riassunto. Lui deve essere alto, ricco e bello. Deve essere un telepate e capire quello che la donna vuole, deve spendere centinaia di dollari/euro per un primo appuntamento, deve andarla a prendere, deve esporsi ed essere giudicato, deve pagare ed aspettarsi nulla da lei. Praticamente le donne cercano uno come Henry Cavill con le abilità di Casanova. Non solo, se il primo appuntamento va bene, durante tutti gli appuntamenti, ma anche durante la relazione, lei vuole tenere tutte le porte libere (sto parlando di altri peni), lei può decidere di fare quello che vuole e lui la deve assecondare sempre, solo perché donna, quindi meritevole di tale libertà e venerazione.
Poi si vedono donne che piangono sui social, perché sono single e nessun uomo le vuole, dopo essere state fiere di aver fatto parte del plotone di esecuzione, rimpiangendo di essere state così cattive e violente, generalizzando un mondo maschile che è tutto, ma di sicuro non generalizzabile.
Credo di non essermi perso nulla. Devo dire altro?
Soldati in ritirata: la crisi dell’identità maschile.
Ora ci si aspetta, come appartenente alla categoria maschile, di dire che gli uomini sono esenti da colpe e che noi siamo le vittime innocenti. No, abbiamo anche noi le nostre colpe. Onestamente alla retorica che "solo le donne sono responsabili di questo macello" non ci si può credere. Semplicemente pronunciare la parola femminicidio, farebbe urlare "è tutta colpa dell'uomo". Purtroppo, sebbene le donne adorino usare il femminicidio come scusa per la loro violenza, non è una scusa valida. Non tutti gli uomini sono brutali e non tutti gli uomini hanno problemi mentali. Come ho scritto prima, generalizzare il mondo maschile è sbagliato, come generalizzare che "tutte le donne sono cattive" è sbagliato. Come brave donne stanno soffrendo la violenza delle frange estremiste femministe, ci sono anche uomini validi che hanno enormi difficoltà ad essere felici in amore.
Paura.
Partiamo da un elemento particolare: la paura. Oggi un uomo ha paura di una donna. Non perché una donna faccia paura, ma si tratta di una questione di equilibrio saltato che non si riesce più a trovare. Fino a prima che questa terza ondata femminista partisse, lui era in controllo del racconto. Lei era quella che si esponeva, mentre noi eravamo quelli che sceglievamo. Il discorso del "cacciatore e preda". Se ci pensate l'idea di fondo era che lui faceva la prima mossa, mentre le donne erano sempre in attesa. Certo, le donne magari lanciavano segnali per farsi notare nella folla, ma mai sceglievano direttamente.
Questo dominio maschile portava una piccola contraddizione: le donne avevano l'obbligo di mantenere standard di bellezza molto alti, perché la competizione era feroce, mentre l'uomo non doveva fare molto, perché non c'era una competizione fra gli uomini, perché i maschi erano quelli che sceglievano, costringendo le donne ad accettare quello che capitava. In passato, per esempio, gli uomini che facevano la cura della pelle e delle unghie erano molto pochi e quelli che lo facevano venivano etichettati come gay.
Ora il mondo del dating è cambiato. L'uomo non ha più quel controllo. Quel controllo lo ha preso una donna. Il discorso è semplice: "voi uomini pretendete da noi la perfezione fisica, la vogliamo anche noi!" Da quel momento molti uomini, che prima erano considerati "accettabili", non lo sono più stati, perché le donne hanno messo uno standard di bellezza che un uomo deve sostenere, per poter avere una chance. Il che è assolutamente normale: come un uomo vuole la modella, la donna vuole un uomo mentalmente, economicamente e emotivamente stabile. Gusti diversi per sessi diversi.
C'è solo un piccolo problema: gli standard femminili di estetica maschile sono altissimi. Come ho detto, non tutti sono Henry Cavill con le doti seduttive di Casanova. La retorica del "Sì, ma si possono sempre raggiungere con dell'attività fisica, della dieta equilibrata e andando dall'estetista". No, non si può, come non tutte le donne hanno un corpo da 90-60-90.
Con standard di bellezza assurdi, la paura che un uomo ha non è quella di essere gay, ma quella di essere da solo. Strano, perché in passato era l'esatto opposto: si aveva paura di sembrare gay, ma nessuno aveva la paura di restare solo.
Sesso.
Anche il sesso gioca un ruolo. Il primo appuntamento non capita più, perché le donne "non sono vergini". Moltissime di loro, con la retorica del "corpo mio, scelta mia", arrivano ai vari primi appuntamenti con esperienze sessuali pregresse. Questo non piace a un uomo, perché nel nostro inconscio si tratta di una donna "troppo libera con il proprio corpo". A un uomo piace la donna nuova per due motivi: orgoglio, perché lui deve essere il primo che sale su quella macchina e sicurezza, perché una donna "libera sessualmente" potrebbe essere una donna che tradisce, dato che con quei partner lei mantiene un rapporto. La scusa è sempre la stessa "no, ma siamo solo amici!". Un uomo vede una donna con tanti partner sessuali alle spalle non come una donna con cui avere una relazione stabile ed una famiglia.
Su questo punto sono d'accordo con le femministe. Un uomo può pretendere la verginità alla donna, ma deve essere reciproca la cosa. Se una donna deve essere vergine, lo deve anche essere un uomo. Il doppio standard che un uomo può fare quello che vuole a letto, mentre la donna deve tenere l'istinto a freno, non va bene. O entrambi ci si dà alla pazza gioia, oppure entrambi in castità. Una volta scelta quale lato stare, ci si comporta di conseguenza.
Pigrizia e Inaccessibilità.
Tuttavia, ci sono uomini che sono esteticamente belli e sorvolano sulla vita sessuale di una donna. Tuttavia, un uomo avrà moltissima fatica ad avere un primo appuntamento.
La più grande barriera fra uomo e donna sono le richieste assurde fatte dalle donne agli uomini. Sono eccessive e completamente fuori luogo e contesto. Non tutti si possono permettere ristoranti stellati o chissà quale evento. Anche quelli che se lo possono permettere, dicono "certo, io spendo anche mille euro, dopo si fa sesso!" E invece no, perché una donna non ha alcun obbligo a ripagare l'uomo per lo sforzo fatto. Ricordate? Una donna è una dea che va venerata. A queste condizioni, anche il ricco e bello sta alla larga dalle donne e spende mille euro per una professionista. Se la relazione diventa una transazione senza reciprocità, l'uomo (che ha i mezzi) sceglie la transazione pura e semplice.
Dall'altra parte, noi uomini siamo stati molto deludenti da questo punto di vista. Nella storia del dating, si sono visti primi appuntamenti dentro una macchina, sperando di fare sesso subito, con madri appresso o in incredibili situazioni. L'uomo spesso, per il primo appuntamento, non ha pensato a fare qualcosa di carino. Semplicemente si doveva andare a mangiare e fare sesso dopo. E la donna avrebbe sicuramente accettato la cosa, perché era suo compito morale farlo. Insomma, quei 20 dollari spesi per la cena, invece che per il videogioco, è un investimento meritevole del sesso. La pigrizia maschile alle volte è stata incredibile.
Ora le donne stanno chiedendo creatività ed impegno. Il vero problema è l'esagerazione. Però, sotto la follia, c'è una richiesta tutto sommato legittima. Si sta semplicemente chiedendo qualcosa che, tutto sommato, è pienamente possibile. Ad un uomo non costa nulla mettersi a dieta, andare in palestra o prendersi cura del suo aspetto fisico. Una donna ora, avendo il coltello dalla parte del manico, sta dicendo: "senti, per te mi faccio carina, soffro per essere bella e spendo tanti soldi. Mi aspetto da te uomo un minimo di impegno!" Non mi sembra una richiesta così irragionevole, oppure mi sbaglio?
Piccole riflessioni.
Al netto della follia dell'estremismo femminile che vuole l'annientamento maschile e di chi le appoggia silenziosamente, tutte le altre donne stanno pretendendo dal genere maschile l'uguaglianza di impegno che una donna mette per essere accettabile agli occhi di un uomo. Come una donna tiene ad essere carina agli occhi dell'uomo, anche l'uomo dovrebbe fare lo stesso.
Per quello che mi riguarda è una richiesta ragionevole. Pensateci, una donna si fa la ceretta OVUNQUE, soffrendo, spende centinaia di euro/dollari in cosmetica e parrucchiere, nonché altri soldi per vestiti e scarpe, alle volte di un'incomodità inaudita, solo per farsi guardare dall'uomo che interessa. Per la parità di sessi, che tanto il mondo ostenta, anche un uomo dovrebbe pensare in questo senso. Che cosa costa a un uomo, che cerca una donna per la vita, andare una volta al mese dal parrucchiere, prendersi cura del proprio viso, essere in forma e vivere sani, ANCHE DURANTE LA RELAZIONE? Nulla.
Il gioco della seduzione è cambiato. Ora ci sono due parti che hanno aspettative e necessità che devono essere soddisfatte. Se una delle due parti non è soddisfatta, il primo appuntamento non capita.
Forse è questo il punto: da una parte gli uomini non si vogliono mettere in gioco, mentre le donne sono stanche di essere quelle che devono essere scelte e vogliono scegliere anche loro.
M.












































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