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MotoGP 2026 - Jerez de la Frontera (IT)

  • Immagine del redattore: Mauro Longoni
    Mauro Longoni
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 8 min
Alex Marquz in blue racing gear leaning on a track, surrounded by blurred asphalt. Bike adorned with sponsor logos, creating a fast-paced scene.

Devo essere onesto, queste settimane senza MotoGP sono state lunghe. Maledetto Trump e la sua megalomania compulsiva.

Dopo le prime gare in Thailandia, Brasile e Stati Uniti, questa settimana, dopo un mese di attesa, ritorna la MotoGP e comincia la parte europea del mondiale. Prima tappa, come consuetudine, è Jerez de la Frontera, giunto al suo 40esimo compleanno. Peccato solo che si è saltato il Qatar, sempre una gara bella da vedere.


Questo sarà il primo di una serie di post che scriverò sulla MotoGP. Se tutto va bene, posterò ogni weekend di gara ed eventualmente curiosità dal mercato o storie del passato.

All'inizio non sapevo come impostare questo post, perché la formula classica del raccontare i tre giorni di gara è noiosa. Perciò mi sono detto: perché non raggruppiamo tutto in Top e Flop ed una classifica voti goliardica. Questa è un'ottima idea, perché mi consente di essere libero dallo schema classico, riuscendo a riassumere tutto quello che è successo nel fine settimana.


Sprint.


Top.


  • Marc Marquez. Un venerdì buono, ma non eccezionale. Non sembrava essere uno di quelli che avrebbero lottato né per la pole né per la vittoria. Quello era il fratello Alex. Tuttavia Marquez non si fa impressionare o intimorire e sabato, anche grazie alla pioggia, mette la sua Ducati in pole. In un tracciato dove si faticava a passare, è un bel colpo. Nella sprint mostra a tutti la sua fortuna a dir poco esagerata. Si parte con le gomme slick. A cinque giri dalla fine, mentre era in seconda posizione, dietro a un velocissimo Alex Marquez, perde l'anteriore, per via della pioggia che ha cominciato a cadere un paio di giri prima. Dove cade? All'ultima curva. Quest'uomo ha avuto la fortuna che la moto non si è spenta, di ritornare in sella, in qualche modo rientrare ai box, tagliando persino sul prato, cambiare moto con le gomme da bagnato, rientrare ultimo e vincere la sprint. Ditemi voi se questa non è fortuna.


  • Francesco Bagnaia. Un venerdì brutto, ormai una consuetudine da un anno a questa parte, una qualifica sul bagnato terminata 10º a tre secondi dalla pole e quella sensazione di weekend rovinato. Al sabato, nella sprint, viene completamente graziato dalla pioggia, da una chiamata corretta per il cambio moto, che lo porta per un paio di giri primo, poi subisce il sorpasso di Marc Marquez, e termina secondo, salvando almeno un sabato fino a quel momento brutto.


  • Franco Morbidelli. Il buon Franco lotta per un posto in MotoGP. Sono due anni che non ha un fine settimana di gara pulito. Qualunque risultato positivo è un potenziale motivo per un qualunque team in MotoGP per assumerlo. Come Bagnaia, sta soffrendo il compagno di squadra. Anche a Jerez la storia non cambia: venerdì e sabato costantemente più lento di Di Giannantonio, suo compagnio di squadra, senza alcun avviso di miglioramento. Non era nelle condizioni di fare nulla di particolare per la sprint, poi la pioggia cade, non cade lui stesso per terra, cambia la moto nel momento giusto e fa podio nella sprint. Ottimo.


  • Brad Binder. La migliore KTM con margine, almeno nella sprint. Però si tratta di una sprint matta, dove avrebbe vinto chi rimaneva in piedi. Quindi dire che il buon Brad è tornato, è davvero troppo presto. Però è un quarto posto che lo fa respirare, dopo un inizio di stagione davvero anonimo.


Flop.


  • Alex Marquez. Sei il più veloce nelle prove libere, dimostri di avere un buon passo. Il sabato cadono un paio di goccioline di pioggia e ti fai fregare l'intera prima fila. Vabbè, parte quinto ed ha sempre un buon passo. Parte bene nella sprint, si metti in testa, cade la pioggia, non rientra subito e cade, perché hai rischiato. Certo, a quel punto della sprint (da leader) era anche difficile prevedere che si sarebbe scatenato il nubifragio da lì a qualche secondo. Però, buttare così un buon risultato non è il massimo, specialmente se cominci il mondiale 2026 con una GP26 (moto Ducati ufficiale) e punti al titolo. Dico solo che Martin, nel 2024, ha vinto un mondiale grazie alle sprint.


  • Fabio Di Giannantonio. Un buonissimo venerdì, un ottimo sabato mattina, con un terzo posto in qualifica. Nella sprint parte male, peccato solo che perde tempo sia con Zarco che il contatto con i primi due (Marc e Alex Marquez). Poi la pioggia mescola le carte, cambia moto al momento giusto, ma ormai il distacco accumulato era alto e il podio solo un miraggio. Si tratta comunque di un buon quinto posto, però per quello che aveva mostrato fino a quel momento, un brutto risultato.


  • Fermin Aldeguer. Qualcuno può spiegarmi cosa pensava di fare Fermin? Cioè, pioveva molto, tutti entrano a mettere le gomme da bagnato, lui decide che vuole fare il diverso, resta fuori con le gomme d'asciutto, nonostante con le gomme slick non si restava in piedi nemmeno se si avessero avuto chili di colla. So che ha tentato di fare quello che ha fatto Binder nel 2020, ovvero vincere con gomme slick su pista bagnata, ma una cosa del genere capita una volta nella vita. Infatti è finito ultimo. Grande mossa alla Napoleone Bonaparte, quando decise di invadere la Russia, arrivando lì in inverno.


  • Yamaha. Anche se Quartararo termina settimo nella sprint, graziato dalla pioggia, questa M1 con motore V4 fa comunque pena. Fino all'anno scorso tutti puntavano il dito contro quel motore quattro cilindri in linea, per la poca competitività della moto. Quest'anno che hanno lo stesso motore degli altri, e dopo un anno intero di sviluppo, la moto fa comunque ancora pena. Forse il problema non è la moto di per sé, ma il modo in cui si pensa di progettare la moto.


  • Aprilia. Il discorso per Aprilia è diverso da Yamaha. Anche se Aprilia ha avuto una pessima sprint, la moto è la più veloce. Tuttavia, vedere che solo Fernandez va a punti, mentre Ogura fa 15º, Bezzecchi e Martin cadono sotto la pioggia non va bene. Se Aprilia vuole combattere per il mondiale, e le potenzialità sono lì, certi errori non sono da fare. Anche perché Martin, stesso discorso di Alex Marquez, nel 2024 ha vinto un mondiale proprio grazie ai punti accumulati nelle sprint.


  • KTM. Lasciamo da parte Binder, terminato quarto per miracolo, quello che abbiamo è l'ennesima KTM che parte bene, per poi perdersi in gara. Bastianini 11º, Acosta subito dietro non sono proprio il massimo della vita. Vero che la pioggia ha incasinato tutto, ma in condizioni d'asciutto, le KTM non sono veloci. Il venerdì lo ha ampiamente dimostrato.


Questi sono i risultati: (clicca qui)


Gara.


Top.


  • Alex Marquez. Se la sprint ha fatto schifo, con una caduta sotto la pioggia, la domenica con il sole Alex ha portato a casa l'unico risultato possibile, dopo tutto quello che aveva mostrato il venerdì pomeriggio. Partito dalla quinta posizione, era già terzo dopo la prima curva, poi in pochi giri passa Bezzecchi per la P2, suo fratello Marc per la P1 e da lì è stato un controllo totale della gara fino alla bandiera a scacchi. Niente da dire. Se vinci e controlli per tutta la gara, sei un Top!


  • Marco Bezzecchi e Jorge Martin. Stessa cosa di Alex Marquez. Il sabato cadono con la pioggia, poi la domenica, con il sole, mostrano il potenziale loro e della Aprilia. Una gara "sottotono" per Bezzecchi, se si prendono a paragone le ultime cinque gare dove le ha vinte tutte percorrendo più di 120 giri in testa. Un secondo posto che tutto sommato gli ha consentito di allargare il divario in classifica dal secondo, Jorge Marti.. Per Martin, con una solida quarta posizione, dimostra di essere in forma ed è un altro passo avanti nella conoscenza dell'Aprilia, dopo un 2025 da incubo.


  • Fabio DiGiannantonio. Il buon Fabio sta diventando una presenza fissa della top 10 e del podio in questo 2026 la domenica. Anche oggi, un bellissimo terzo posto, con un bel podio. La Sprint è stato solo un brutto intoppo. Il passo per stare con Alex e Marco Bezzecchi non c'era, ma era veloce abbastanza da tener lontano tutti quelli dietro di lui con tranquillità, partendo da Jorge Martin. Ciliegina sulla torta, ancora una volta ha preso a schiaffi il compagno di squadra che, nel 2026, sta faticando un sacco. Tutto molto bello.


  • Aprilia. Più passano le gare, più il pacchetto Aprilia si dimostra competitivo, non solo con il team ufficiale, ma anche con il team satellite "Trackhouse", dato che Ogura e Fernandez chiudono rispettivamente quinto e sesto, con una bella gara in rimonta nel finale. L'Aprilia oggi ha messo quattro moto nei primi sei, con entrambi i piloti ufficiali primo e secondo nel mondiale piloti. Una bellissima prestazione che conferma tutto quello che Bezzecchi, Ogura e Fernandez avevano offerto verso la fine della stagione scorsa. Che sia l'anno buono per il team di Noale?


  • Zarco. Il vecchietto che dà la birra a tutta la Honda MotoGP. Con la sua P7, e i suoi 36 anni, è un pilota che se gli dai la moto buona, ti fa risultati. Oggi è stato lì in quinta posizione per quasi tutta la gara, salvo poi non averne più verso la fine, venendo superato dalle due Aprilia Trackhouse. Comunque solidissima prestazione, mettendosi dietro tutte le Honda, tutte le Yamaha e tutte le KTM. Ha fatto il massimo che poteva fare con una moto comunque in crescita.


  • Bastianini. Il 2025 ha fatto schifo, su questo non ci sono dubbi. Anche il 2026 non è proprio partito alla grandissima. Però questo fine settimana, specialmente la domenica, ha dimostrato un passo discreto che gli è valso la top 10. Certo, è finito 14 secondi dietro il vincitore (male per un team che punta alla vittoria mondiale), ma è stato il pilota KTM più veloce in pista.


  • Aldeguer. Dopo la follia del sabato che gli è valso un bellissimo ultimo posto, la domenica, con l'asciutto, Firmin ha mostrato la velocità che ha. Un bel nono posto, punti raccolti e un fine settimana finito positivamente. Aldeguer è davvero molto veloce, peccato solo ancora non costante. Appena impara ad andare forte ovunque, questo sarà pericoloso per chi sta davanti.


Flop.


  • Ducati (Ufficiale). Dunque, abbiamo Alex Marquez primo, DiGiannantonio terzo ed Aldeguer nono. Non conto Morbidelli dodicesimo, perché ormai non fa più testo, essendo sempre il più lento delle Ducati, in condizioni normali. E i due piloti ufficiali? Beh, Marquez la perde dopo pochi giri dal via e Bagnaia si ritira per problemi ai freni. Mentre le altre Ducati arrivano alla fine e vincono, questi due (specialmente Bagnaia) non ne prendono mezza quest'anno. Io ho il sospetto che a Borgo Panigale abbiano perso la via dello sviluppo e, cosa forse più logica, abbiano abbandonato questa moto, per puntare le risorse umane e finanziarie al 2027, con moto molto diverse. Il mondiale è lungo, e tutto può succedere, però le Aprilia sono sempre davanti e fanno paura.


  • Yamaha. Niente da dire se non "triste". I piloti Yamaha hanno finito P14, P16, P18, P19 e P20, prendendosi dal mezzo minuto di distacco in su in 25 giri. Praticamente in gara sono stati un secondo al giro più lenti. In una MotoGP che si combatte sul filo dei centesimi, non è accettabile. Sono ormai anni che la Yamaha è schiantata a terra. Cambi persino motore, pensando di risollevare le sorti del destino, ma nulla sembra cambiare.


  • Honda. La metto nei Flop, perché Zarco ha dimostrato che questa Honda può stare con i primi. Magari non può lottare per la vittoria, ma per combattere per i posti che contano la moto è davvero a posto. Vedere gli altri piloti Honda terminare P13, P15 e P17 non è proprio bello. Per carità, a Jerez è difficile passare e se parti dietro fai comunque fatica. Però, Zarco, in qualifica ha fatto secondo (anche se con il bagnato). La moto c'è, i piloti dovrebbero essere più veloci.


  • KTM. KTM sarà sempre nei Flop a prescindere, finché non dimostra di fare sul serio. Per anni hanno detto "siamo da mondiale", proponendo sempre la retorica della moto migliore. Poi, quando si tratta di fare sul serio, la moto non è veloce o i piloti non sono competitivi. Questo giro la moto era competitiva, Bastianini lo ha dimostrato, ma gli altri non hanno sfruttato il potenziale della moto. Non solo, Acosta, quello che dicono essere un fenomeno, centra il pilota davanti a lui in curva 2 nei primi giri, perde parte dell'aerodinamica e distrugge la sua gara. Non è la prima volta che Acosta si sabota alla domenica. La casa austriaca mi fa quasi tenerezza.


Questi sono i risultati (clicca qui)


Questo è stato il weenend di Jerez. Un weekwnd ha due faccie, con un sabato emozionante ed una donemica soporifera. Speriamo che il prossimo appuntamento dia uno spettacolo migliore. Appuntamento alla prossima gara, l'8-9-10 maggio in Francia a Le Mans.


M.

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