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Sex Working: Business ipocrita!

  • Immagine del redattore: Mauro Longoni
    Mauro Longoni
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 14 min
Photographer captures two people sitting on a bed in a dimly lit studio, with soft focus and modern equipment in the background.

In questo post affronterò un tema controverso, poiché esplorerò un aspetto della nostra vita quotidiana che è intrinsecamente contraddittorio. Ciò che rende la questione contraddittoria non è il contenuto in sé, ma il modo in cui viene affrontata, cioè il comportamento e la mentalità. Lo avete probabilmente capito dall'immagine di copertina. Di sicuro non parlerò di poker o Minecraft. Il mio target è orientato a tutti quei contenuti che teoricamente solo gli adulti dovrebbero usare, sebbene anche i più giovani sono più che attivi.


Se non ci siete ancora arrivati, questo post tratterà dell'intrattenimento per adulti, un business floridissimo, davanti agli occhi di tutti, ma dannatamente segreto.

Tuttavia, non ne voglio parlare dal punto di vista della morale. Sprecare il mio tempo per scrivere un post, dicendo che sono pienamente d'accordo con tale business, non fa per me.

Questo post ha un altro scopo. Dato che sembra che il concetto di "sex working" sia per molti una piaga dei tempi moderni, o non capiscono che cosa sia, vorrei davvero dedicare del tempo a spiegare cosa sia e perchè non dovrebbe essere un problema, come lo è tutt'ora.


Cos'è il Sex Working?


Il termine sex working (o lavoro sessuale) è un semplice scambio consenziente di servizi sessuali, prestazioni erotiche o intrattenimento per adulti in cambio di una remunerazione (denaro, beni o servizi).


Il concetto di Sex Working, come avrete capito, è una definizione che racchiude un universo molto ampio e realtà molto diverse tra loro.

Questo universo comprende, ad esempio, la creazione di contenuti digitali su piattaforme come OnlyFans o Fansly, oppure il "Camming", cioè trasmissioni in diretta streaming. Inoltre, ci sono l'escorting, l'accompagnamento e l'uso di servizi fisici, per poi arrivare alla produzione audiovisiva, che include attori e attrici di film per adulti, l'intrattenimento dal vivo come spogliarello, lap dance, burlesque e il Phone Sex, che comprende servizi erotici telefonici o via chat.

La logica alla base del Sex Working sarebbe davvero molto semplice: basta solo offire qualcosa per l'eccitamento del prossimo per essere parte del business. In realtà, non è proprio così. Per essere considerati membri effettivi del Sex Working, si devono soddisfare tre requisiti fondamentali:


Punto uno: ci deve essere consenso. L'atto deve essere concordato tra adulti consenzienti. Questa è forse la condizione fondamentale, perchè questa distingue il lavoro sessuale dal traffico di esseri umani o dallo sfruttamento, che sono crimini punibili con diversi anni di progione.


Punto due: ci deve essere uno scambio economico. Significa che ci deve essere una o più personne che offrono tempo, o anche il proprio corpo, per eccitare qualcuno, e quel qualcuno deve pagare una somma concordata fra le parti. In qualsiasi forma o entità, ci deve esserci un valore specifico per tale prestazione. Se non c'è questo scambio, si tratta solo di sesso, ma non di sex working. 


Il Punto tre non é necessario, ma è un plus: un'agenzia. Nel sex working si può lavorare da soli (come per esempio Onlyfans, Fansly o tutti gli "Hub" o "tube" che esistono), oppure si può essere sotto contratto esclusivo con case di produzione (come Brazzers), o essere sotto un'agenzia particolare che negozia per te i pagamenti e i vari contratti.


Se ci sono questi tre requisiti, allora si è un sex worker, altrimenti è solo piacere personale.


Quando è partita la storia del "Sex Working"?


Il mestiere più vecchio del mondo.


Il business del sesso, come recita il cliché che circola nell'umanità, è uno dei più antichi del mondo, sia nella sua forma libera che nella sua forma di schiavismo e sfruttamento. Per secoli, per via di una morale bigotta e centrata sull'onore, il sex working è stato qualcosa usato massicciamente, perché si scopava come conigli, ma tutto doveva restare lontano dagli occhi di una società di facciata innocente. Un esempio lampante è durante il Medioevo, periodo impregnato dalla religione cattolica, dove le donne che usavano il proprio corpo per soldi, erano costrette a vivere e offrire tale prestazione emarginate dalla società. In poche parole, "occhio non vede, cuore non duole". E sì, il sex working esisteva persino durante un periodo nel quale la Chiesa Cattolica predicava il sesso come mero mezzo di produzione. La cosa divertente è che la Chiesa uccideva donne mentalmente libere, ma risparmiava donne che andavano contro la morale cattolica.


Anche se era effettivamente un business, quasi nessuna donna aveva il coraggio di guadagnare soldi in quel modo, perché nessun uomo o nessuna famiglia l'avrebbe vista come una potenziale moglie e madre. Per secoli, la donna aveva solo un destino: diventare moglie e madre. Questa gabbia, da cui ha fatto fatica ad uscire, era l'unico modo di scalare la piramide sociale. Perciò in passato, una donna che guadagnaava soldi con il proprio corpo, era condannata a vivere e morire da sola, senza marito e senza figli. Per non parlare che era quasi sempre una donna non accettata dalla società, quindi viveva emarginata.


Inizio XX Secolo: attenti alle caviglie!


La trasformazione del Sex Working da "attività immorale e quasi illegale" in "industria" tecnologica, multimediale e specialmente ricca è avvenuta solo durante il XX secolo. All'inizio si trattava solo di foto, nel quale una donna posava in maniera sensuale, mostrando spesso solo una caviglia, la spalla o quelle parti del corpo che una signora era costretta dagli stessi uomini a coprire in pubblico, ma che in privato doveva mostrare.

Quello che mi fa pensare è che per secoli gli artisti hanno riproposto corpi femminili nudi in tutte le salse e tutti hanno apprezzato. Se una donna si fosse spogliata pubblicamente, riproducendo quello stesso quadro, come se fosse una versione "live action" del quadro, scattava immediatamente l'indignazione più feroce. La coerenza, devo dire, è sempre stato un punto forte dell'umanità.


La Pellicola del peccato carnale.


Il business moderno, come lo conosciamo (con video e film) nasce con la liberalizzazione delle leggi sulla censura tra la fine degli anni '60 e l'inizio dei '70 del novecento (specialmente negli USA e in Europa). Pietre miliari come "Blue Movie" di Warhol o "Gola Profonda", fra la fine degli anni 60 e gli inizi degli anni 70, crearono quello che ora definiamo pornografia.

Tuttavia si trattava solo di cinema. Chi voleva vedere della pornografia, doveva indossare mantelli, occhiali da soli, cappelli e recarsi furtivamente nelle sale di riproduzione, perché quel tipo di contenuti erano ancora moralmente inaccettabili...ampiamente usati, ma moralmente discutibili. Per non parlare del fatto che cinema a luci rosse erano spesso nascosti, perché "la gente per bene" non doveva offendersi.


Anche se erano motivo di imbarazzo sociale, la pornografia ha avuto un grande successo. Successo che si è amplificato specialmente negli anni '80 con l'avvento del VHS. I questi anni il business cambia profondamente. Il consumo della pornografia si sposta dalle sale pubbliche alla privacy delle case. È qui che il fatturato esplode: il porno diventa il motore principale che decreta la vittoria del formato VHS. IL VHS per il porno era il mezzo perfetto. Nessuno doveva uscire di casa per guardare persone nude fare sesso, bastava solo un videoregistratore, un televisore, un buon divano, del sapone e tanti fazzoletti. Inoltre si poteva guardare quelle scene quante volte si voleva, pagando solo due volte, una per la pellicola e una per la cura del tunnel carpale.


Sesso a 56k.


C'èra solo un problema: la tecnologia VHS era diventata obsoleta, ingombrante ed anche non protetta. Il nascondere un porno era altamente complicato, perché quelle cassette erano ingombranti. Con l'arrivo degli anni 90, questa privacy ha visto un unteriore miglioramento. Da qualche anno circolavano dischi elettronici sul quale si potevano salvare file, come immagini, musica e video: I I CD-ROM e successivamente i DVD-ROM.


In pochi anni, il modello di business basato sulla vendita di VHS ha subito un brutto colpo. I supporti fisici (DVD) dominano il mercato e danno qualcosa che prima i VHS non davano: privacy assoluta. Un DVD era molto meno ingombrante di un VHS e lo si poteva nascondere ovunque. Inoltre il DVD sfruttava a pieno gli albori della pirateria che permettava di scaricare film gratuitamente da internet e trasferirli su un DVD, cosa che con VHS era impossibile.


Per tutti gli anni 90 i primi del anni del 2000 il DVD era il modo per usufruire principale del porno. Tuttavia, già negli anni '90 nascono i primi siti a pagamento e le "cam girl" (la prima pioniera fu Jennifer Ringley con JenniCam nel 1996, anche se non era strettamente pornografico). Quello fu il primo segnale di una quarta rivoluzione.


Più passano gli anni, tanto più internet diventa sempre più potente, sempre più economico e quindi sempre più accessibile. Verso i primi anni del 2000 linee internet ad alta velocità presero il controllo del mercato, facendo morire lentamente il DVD e lasciando il posto a qualcosa che ora domina il mercato dell'intrattenimento, mainstream e pornografico: allo streaming.

Nel 2007 nasce Pornhub, il cavallo di Troia nel mondo del Sex Working. Seguendo il modello di YouTube, nato un paio di anni prima, introduce il concetto di "Tube site", ovvero piattaforme prettamente video gratuite che monetizzano tramite la pubblicità massiva.


Da un lato questo sviluppo ha portato il porno ad un livello di diffusione quasi totale, ma ha anche quasi distrutto lo stesso business. Le vecchie case di produzione vivevano ancora con la vendita di DVD e con abbonamenti mensili per usufruire dei propri contentuti. Con Pornhub, molti scaricavano i video dai siti originali e li ricaricavano sulle piattaforme "Tube" (che nel mentre si sono moltiplicate come funghi), permettendo a milioni di utenti di guardare contenuti a pagemento completamente grautuito e all'infinito, rendendo il contenuto una "commodity" gratuita e onnipresente.


Ora decido io!


Il 2016 è la data da ricordare. Quest'anno è di sicuro l'anno dove il Sex Working è cambiato completamente ed è diventato un termine di uso comune.

Nel 2016, viene fondata OnlyFans da Tim Stokely. Inizialmente la piattaforma doveva essere una piattaforma di contatto diretto fra creatori e benefattori. Non era pensata esclusivamente per il sesso, ma la sua struttura (niente intermediari, abbonamenti diretti, controllo totale dei contenuti da parte del creator) e nessuna censura preventiva, cosa che avveniva sui social media e su Patreon, l'ha resa lo strumento perfetto per i sex worker.

Il business del sex working, fino a quel momento, si é sempre basato sul "prodotto" (il video, la chat erotica, il sesso a pagamento o la lap dance), mai sulla relazione fra fan e performer. Chi offriva e chi consumava vivevano su due livelli diversi.


Con Onlyfans la mentalità cambia: il fan non paga per il prodotto sessuale in sé, ma per l'accesso diretto alla persona, l'interazione e il senso di esclusività. Ora, paradossalmente, molti sex workers pubblicano volontariamente alcuni contenuti gratis sulle piattaforme "Tube", per poi attirare l'utente su Onlyfans e guadagnare soldi, tramite chat a pagamento, invio di indumenti usati e la creazione di contenuti personalizzati.


Perché il Sex Working è utile?


In questa società il Sex Working fa economicamente paura, con cifre da capogiro e socialmente paura, per un senso di degrado progressivo. Siamo sulla terra da centinaia di migliaia di anni, la società come la conosciamo oggi è in piedi da migliaia di anni, eppure il sex Working non è cambiato di una virgola: ricco e socialmente controverso. Ora, a parte il fatto che il sex working sarebbe la valvola di sfogo perfetta per l'umanità, quello che pochi sanno è che culturalmente ed economicamente, l'industria del sesso è sempre stata una "Early Adopter" tecnologica ed un "Early Adapter" sociale.


Early Adapter.


Il sex working è sempre stato in prima linea a leggere l'uso e costume di una determinata epoca. Lo sappiamo tutto: cambiano le generazioni, le mentalità, quindi le leggi e le abitudini. Quello che era "cool" negli anni 80 ora è obsoleto. Quello che non è cambiato è l'imperfezione umana. Ogni epoca ha sempre lasciato zone grigie o zone non regolamentate. Il Sex Working è stato un maestro in questo senso, sfruttando tutte quelle zone grigie che una società moralista lascia sempre (di proposito) per usare certi servizi.


Se il Sex Workig fosse stata una realtà sociale rigida, si sarebbe spezzata, ma essendo molto fluida, è stata in grado di muoversi fra le pieghe che la società perbenista lasciava. Perché ricordiamo: il mondo odia il sex working, per poi spenderci miliardi.


Early Adopter.


Molte delle innovazioni che usiamo oggi sono state spinte inizialmente da questo settore. Non ci crederete mai, ma i pagamenti online sono stati perfezionati dal sex working, non dal commercio mainstream. Amazon & Co. sono arrivati dopo. Il sex working è arrivato prima, perché i clienti avevano bisogno di un sistema di transazione sicura e discreto con carta di credito.

Lo streaming video senza interruzioni, che oggi amiamo alla follia, è un'altra tecnologia arrivata dalla pornografia. Se ora adoriamo Netflix è grazie a donne nude di fronte ad una telecamera. La tecnologia per vedere video senza buffering è stata spinta dalla necessità di visualizzare contenuti erotici fluidi. Pensate alla frustrazione di avere il pene in man o la vagina umida e un video che si fermava ogni 30 secondi.

Infine abbiamo ila tecnologia VR e Realtà Aumentata. Sebbene Apple e Meta stiano investendo in quella tecnologia, spaciandola per qualcosa di cui solo loro hanno il controllo, non è così. Meta ed Apple hanno un problema: a loro manca l'utilizzo. Per questi due colossi la realtà aumentata è solo un giocattolo, un vezzo tecnologico. A pochi serve usare un Visore VR solo per vedere una mela i 3D. La cosa cambia se se parla di sesso. Immaginatevi di usare il VR e vedere l'attrice o l'attore che apprezzate davanti ai vostri occhi. L'esempio più lampante è Naughty America, sito pornografico americano, dove c'è una sezione dedicata al VR. Non è un caso che attualmente il porno è uno dei settori che investe di più in visori e interattività 3D.


perché oggi odiamo il sex working?


Leggendo fino ad ora, il Sex working dovrebbe essere un qualcosa di ormai accettato. Insomma, l'evoluzione che ha avuto porta a pensare in questi termini. Invece il solo parlare di questo argomento porta problemi e polemiche. Onestamente si creano meno polemiche parlando di sport e politica. Questo post mi ha fatto pensare parecchio e penso di avere la risposta.


In principio ho pensato che la Chiesa Cattolica giocasse un ruolo predominante. Non che la Chiesa sia esente da colpe vista la storia, ma in una società odierna dove nella vita di tutti i giorni non si seguono gli insegnamenti di Gesù, commettendo violenze ed atrocità di ogni genere, la Chiesa non gioca più un ruolo determinante. Ormai l'idea di essere cattolico viene usato solo durante le feste, per restare a casa da lavoro, o quando si deve giudicare un atto violento che noi stessi commetteremmo, se fossimo nella stessa situazione.


Amore Romantico.


Il primo vero punto di "odio" contro il Sex Working è la morale. Per la società, il sesso è qualcosa di intimo e privato. Se ci fate caso, è uno di quegli argomenti di cui si parla, ma non si parla. In che senso? Nel senso che se ne parla in termini del tutto generici, ma nessuno va nello specifico della propria vita. Nessuna coppia sul pianeta si metterà volontariamente a comunicare pubblicamente tutto quello che si fa nell camera da letto. Allo stesso modo, nessuno chiederà mai ad una coppia come fanno sesso. Se qualcuno dovesse anche solo chiedere, sarebbe etichettato come un depravato e pervertito.


Con questa mentalità completamente omertosa, chi fa sesso davanti ad una telecamera, o usa il proprio talento per fare soldi sull'eccitamento altrui, è considerato immorale, perché certe cose non sono da fare alla luce del sole. La cosa davero divertente è che si stupra in privato, ma si odia la libertà sessuale consenziente pubblica apertamente.


Inoltre per molti, l'idea che l'intimità possa essere mercificata mette in crisi l'ideale romantico su cui si fonda la società occidentale. Se il sesso può essere acquistato come un servizio, allora si teme che perda quel valore "sacro" o "speciale" che giustifica la struttura della famiglia tradizionale, basata sul sesso. Chi odia il sex working spesso, inconsciamente, sta difendendo la propria idea di amore.


Non fanno nulla e sono ricchi!


Parlando di business, questo é l'altro pilastro dell'odio. C'è un'idea radicata che il lavoro debba essere sinonimo di fatica fisica o sofferenza ("Guadagnerai il pane col sudore della fronte"). Vedere qualcuno che guadagna (o sembra guadagnare) molto attraverso il piacere o l'estetica genera un disagio e un disgusto molto forte. Le persone pensano: "Non è corretto che io devo stare 8 ore in fabbrica o in ufficio per 1.200€ mentre lei/lui guadagna la stessa cifra con una foto?". Si odia la percezione di una "scorciatoia" che sfida il sistema del sacrificio.


Co questa idea si pensa che il sesso faccia diventare ricchi in fretta. Beh, la cosa è molto più complessa di così. Prima di questo post mi sono informato un attimo, giusto per curiosità. Fra le informazioni che ho trovato ci sono i ricavi medi dei professionisti del settore.

Se prendiamo Onlyfans, il 70% dei content creator guadagna qualche centinaio di euro, il 29% fa qualche migliaio, mentre solo 1% guadagna decine di migliaia di euro e spesso, questo 1%, sono attrici o attori conoscuiti al di fuori della piattaforma.

Poi abbiamo le Camming, che il guadagno può variare dai 3 ai 10 mila euro al mese. Dipende sempre da quanto una persona rimane online in streaming e da quanti partecipano alle sessioni di streaming.

Infine abbiamo l'escorting che varia dai 100 ai 3000 euro a notte, cifra che dipende sempre dal servizio richiesto e dalla durata.

Francamente faccio fatica a capire questo odio. I guadagni non sono immediati e nemmeno da dire "faccio questo tutta la vita a tempo pieno" Oddio, lo capisco, perché su internet si leggono solo grandi cifre di una nicchia estremamente di Elite, però se solo si andassi in fondo, si capirebbe che non tutto quello che luccica è oro. Moltissime delle ragazze sulle piattaforme fanno questo mestiere solo peer arrotondare.


Infine, il denaro guadagnato con il sesso è sempre stato considerato "sporco". Questo crea un timore di contaminazione: si teme che normalizzare il sex working porti i giovani a scegliere quella strada oscura, immorale e peccaminosa, invece di percorsi di studio o carriere "standard". L'odio diventa quindi una forma di difesa protettiva (spesso aggressiva) verso le generazioni future, quasi a dire "guadagnare soldi essendo felice sessualmente è una cosa disgustosa", mentre "guadagnare soldi con fatica ed essere depressi è una cosa giusta!"


Il controllo del corpo femminile.


Il sesso è potere. Per quanto non lo si apprezza, lo si vuole controllare. Chi controlla il corpo femminile, quindi l'accesso al sesso, perché il sesso è sempre stato controllato dalle donne, controlla una parte fondamentale della società. Vi siete mai chiesti come mai le donne in televisione siano spesso tutte bellissime e poco vestite? Perché l'uomo al comanda sa che esse attirano il desiderio carnale maschile e quella voglia morbosa di guardare un corpo femminile nezzo nudo. Una donna bella e vestita in maniera provocante porta ascolti. Se ci si pensa, le televisioni ci vende l'erotismo (quindi una lieve forma di Sex working) mascherato da intrattenimento o informazione. E alle stesse donne sta bene. Tutte le lotte sono per le stesse opportunità lavorative ed economiche, non sul come si vestono, perché anche loro hanno capito il trucco.


Nel porno stiamo parlando della stessa cosa. Il porno era un mondo controllato da uomini che decidevano chi fra tutte quelle ragazze poteva lavorare, come doveva apparire e quanto doveva guadagnare. Tutto si basava su quello che l'uomo voleva vedere. Ora con Onlyfans e non solo, questo potere è sparito. Una donna può dire "faccio da sola" e sfondare nel business. Anche le donne già affermate dicono "ora si fa come dico io!". Questo scardinamento dei ruoli di potere tradizionali spaventa chi è abituato a una gerarchia patriarcale o a standard di comportamento predefiniti.


La De-umanizzazione e l'Oggettivazione


L'odio nasce dalla convinzione che il sex working riduca l'essere umano a un oggetto, a un pezzo di carne consumabile, ritornando al discorso del sesso come qualcosa di alto valore ed intimo. In questo senso, l'odio non è verso il lavoratore, ma verso un sistema che viene visto come degradante per la dignità umana, anche quando la scelta è volontaria.

Il che non è assolutamente vero. Anzi, è completamente il contrario. Quando si parlava di sesso e di sessualità, una donna non aveva la minima idea di cosa fare e come farlo. Non poteva saperlo, perché doveva arrivare al matrimonio vergine. Non c'erano spazi per esplorare quella parte di se stessa. Anche durante il matrimonio, non poteva fare nulla, per la paura della reazione maschile. Se una donna anche solo pensava di esplorare la sessualità con il proprio uomo era una "baldracca".


Ora quella concezione è sparita. Quel potere oppressivo maschile nei confronti di una donna non può più essere esercitato. Una donna, nella società moderna decide del proprio corpo ed esplora tutto quello che deve esplorare. Se poi, nel processo, si guadagnano anche dei soldi, perchè non approfiitarne! Sembra assurdo, ma il Sex Working è forse il luogo "migliore" per esplorare la propria sessualità, avendo a che fare con un industria con varie case di produzione specializzate, specifici settori e leggi a protezione dei lavoratori molto severe. Ad una persona, basta solo andare su internet, trovare la piattaforma giusta, farsi un nome ed aspettare la chiamata giusta per fare quello che si vuole fare.


Non si può definire oggettificazione l'esplorazione di se stessi.


Piccole Riflessioni.


Il sex working non è il problema, ma lo specchio che riflette le nostre contraddizioni. Odiamo vedere venduto ciò che abbiamo sempre cercato di nascondere o controllare, ma la realtà è che la tecnologia ha semplicemente dato voce e potere a chi, per secoli, è rimasto confinato nell'ombra.


Forse, invece di chiederci perché qualcuno scelga questa strada, dovremmo chiederci perché ci spaventa così tanto vedere una persona che riprende il controllo della propria immagine e del proprio valore economico. La libertà, in fondo, è sempre stata la merce più costosa di tutte. E voi, siete pronti a smettere di giudicare per iniziare a capire?"


M.



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