Dating App - Vetrina Digitale, Cuore Vuoto
- Mauro Longoni
- 10 apr
- Tempo di lettura: 11 min

La tecnologia ha reso tutto accessibile, disponibile e veloce. Lo vediamo nella vita di tutti i giorni. Basti pensare ai social media, per esempio, dove tutti possono vedere, scrivere e postare tutto quello che si vuole, dove le notizie vengono riportate nel momento stesso in cui accadono e l'ascesa alla celebrità (come anche la caduta) accade letteralmente nell'arco di qualche giorno, se non qualche ora. Per non parlare della robotica che sta prepotentemente prendendo controllo di tutto, praticamente.
Non solo l'aspetto social della nostra vita è diventato accessibile, veloce ed immediato. Anche le relazioni hanno avuto un cambiamento radicale. Con la tecnologia si può rimanere in contatto con i propri cari ed amici, dovunque si sia. Fra servizi di chat gratuite, app di videochiamate e gli stessi social media la sensazione di stare vicini, anche se lontani, non è mai stata così forte. Oggi si può letteralmente portare con sé chiunque si voglia, basta solo un telefono carico e una buona connessione internet.
Anche in amore tutto è diventato accessibile, veloce ed immediato. Anche se, in questo caso, la tecnologia ha sì aiutato da una parte, ma anche portato lati negativi. So che non è un argomento in trend topic sui social, ma è di sicuro un pezzo della nostra vita con il quale si fa fatica a trovare un equilibrio ed una convivenza pacifica.
Ebbene sì, oggi sono qua a parlare di dating app. In che modo la tecnologia e le app di dating hanno cambiato l'arte della seduzione e della conquista? Ne voglio proprio parlare, perché ci sono troppe voci discordanti che mi fanno impazzire.
La mia storia personale.
Sono single praticamente da quando ne ho memoria. Forse anche nella mia vita precedente, di cui non so nulla, sono quasi sicuro di essere stato single. In questa esistenza non ho mai avuto una relazione, sia breve che di lunga durata. Nessuna donna mi ha trovato decente abbastanza da dire "ma sai che forse non è poi così male questo essere umano maschio?"
Onestamente non ho mai capito questo rifiuto di un'intero sesso nei miei confronti. Probabilmente le donne mi reputano troppo brutto (o troppo stupido) per essere vero. A quanto pare sono così brutto e scemo che ho un campo magnetico che respinge le donne in automatico. Sapevo di non essere una meraviglia di bellezza ed intelligenza, ma nemmeno pensavo di essere repellente. Ero convinto che un'opportunità l'avrei avuta. Invece nulla.
Però ho avuto successo con i gay. Per qualche motivo, più di un gay avrebbe volentieri aperto le gambe al cospetto del mio pitone reale (che poi tanto pitone non è). Peccato solo che sono etero e delle attenzioni dei gay non so che farmene. Per carità, sempre bello essere apprezzati, ma sarei più felice se le donzelle mi apprezzassero. Invece da quella parte del mondo totale silenzio.
Ci ho messo un po' ad accettare la mia bruttezza e la mia stupidità.L'ostacolo più grande è stato togliermi dalla mente tutti quei commenti delle altre mamme che dicevano sempre "ma che bel ragazzo che sei!". Forse avrei potuto avere un futuro con le MILF...purtroppo non lo saprò mai.
A 35 anni, la mia bruttezza e la mia stupidità sono parte di me. So di essere esteticamente brutto e so che non avrò mai l'occasione per essere insieme a qualcuna.
Tuttavia, visto come sta andando il mondo delle relazioni, la mia poca bellezza e la mia poca intelligenza mi stanno salvando, vedendo quanti divorzi, tradimenti e tossicità sono presenti in moltissime relazioni. Sono ad un punto della mia vita che quasi ringrazio la mia bruttezza e il mio cervello per tenermi lontano da un probabile dramma, trauma enorme, perdita di soldi ingente e mesi (se non anni) di terapia.
Ma non è sempre stato così, per almeno dieci anni buoni, dal 2015 fino a poco dopo la pandemia, ho cercato di trovare una ragazza per una relazione seria. L'arma che ho usato spesso sono stati i social media, (Instagram e Facebook in primis) e poi le dating app. Perché non provarci dal vivo? Beh, in principio ero stupido... poi cercavo solo di evitare una denuncia per stalking o un'umiliazione pubblica.
La mia esperienza con i social e le dating app è stata la seguente: pessima. Non ho mai giocato un gioco divertente con le app di dating. La sequenza di eventi è al limite del grottesco: mettevo like, ricevevo like, scrivevo e fine dei giochi. Per anni ho sbattuto la testa nel cercare di capire il perché di questo atteggiamento. So che mi si potrebbe dire "eh, ma lo hai detto tu stesso che sei brutto e stupido! Che ti aspetti?" Ed è un'osservazione ottima. Questo se fossi stato l'unico al mondo ad avere questo problema e tutti gli uomini erano accoppiati o con una lista lunga di donne da chiamare.
Poi, però, ho notato come persone, di entrambi i sessi, anche oggettivamente più belle di me, hanno testimoniato la stessa difficoltà e resa. A quel punto, mi sono detto "allora la cosa è sistematica!"
La domanda sorge spontanea: perché le dating app sono così dannatamente complicate? Beh, le app non sono complicate di loro, il funzionamento è facile. Chi le usa ha reso tutto un dramma annunciato.
Accesso al mondo.
Le dating app hanno un pregio, che diventa molto in fretta una maledizione molto potente: accesso al mondo. Parliamo del pregio prima e delle maledizioni poi.
Dating dal divano.
Non sto necessariamente parlando del mondo intero, cosa che con app come Tinder è possibile, anche se devi pagare, ma del mondo personale di ogni singola persona che usa queste app.
Se prendiamo, ad esempio, i nostri genitori o i nostri nonni, le storie che si sono tramandate sono le stesse: ci si incontra dal vivo per caso, colpo di fulmine e due anni dopo matrimonio con figli.
Se si guarda al momento del primo incrocio di sguardi, l'incontro di per sé è un puro caso. Non si poteva sapere che quella persona sarebbe stata lì in quel momento. Quindi si potrebbe dire che "quello è stato il destino!" Non proprio.
Pensiamo, al prima. Prima di quell'incontro, i nostri nonni non avevano un grande margine di scelta. Se vivevi in una città e non ti spostavi da lì, difficile che si andava a conoscere persone di altre città. Inoltre, anche se ci si sposta da altre parti, la scelta è sempre e comunque limitata al luogo in cui sei. Se si era in una piazza, potevi solo "aver accesso" alle persone di quella piazza, mentre quelle di altre piazze in quel momento non ti erano accessibili fisicamente.
Ora quell'uscire di casa non è più necessario. Quello che occorre è uno smartphone, un'app, un abbonamento. Su quello schermo non solo si ha accesso alla propria piazza, ma altre piazze sia della propria città, che di altre città. Una volta dentro l'app, si deve solo muovere il profilo sullo schermo a destra o a sinistra in base alle nostre sensazioni. Dato che stiamo parlando di app di uso mondiale, migliaia se non milioni di persone le usano. Il che significa che si hanno potenzialmente milioni di match.
La cosa ancora più bella è che non si deve passare per quella fase di imbarazzo nel quale non si sa cosa dire. Prima si approcciava una persona e si sperava per il meglio. C'era sempre il panico dell'aspetto, l'alito, cosa dico, come mi metto e cosa faccio. Insomma, uno psicodramma. Inoltre, in quelle circostanze c'era sempre quel pericolo di essere aggrediti o importunati in maniera aggressiva, dato che alcune persone non accettano un "no" come risposta. Ora con un'app, tutto quell'ignoto scompare del tutto. Una volta che c'è un match, si scrive comodamente dal divano di casa propria, e poi l'altro utente ha il tempo di conoscere o ignorare (per quanto possa essere orribile) l'altro utente. Non esiste più quel rischio. Il dating è un affare protetto da uno schermo, almeno all'inizio.
Questo ampliamento del raggio d'azione ha due effetti collaterali dannosi.
Standard altissimi.
Immaginiamo di essere nel passato e di essere limitati dal nostro esistere analogicamente. Diciamo che si debba scegliere fra dieci persone che non puoi scegliere. Se esci, non puoi sapere chi incontri. In questo caso, se non si ha la fortuna di trovare il principe azzurro, si sceglie il meno peggio e si convive con la propria scelta.
Succedeva così fino all'avvento dei social media. Un uomo o una donna, avendo una scelta limitata dal luogo e dallo stile di vita, potevano scegliere solo fra un determinato numero di persone. Certo, potevano aspettare, finché non arrivava la persona giusta. Giusta osservazione, peccato solo che la società quasi ti obbligava a sposarti presto, altrimenti avevi dei problemi. In secondo luogo, nessuno sapeva dov'era quella persona perfetta. Il rischio di aspettare in eterno era altissimo, quindi si prendeva il meno peggio ed andava bene così, cercando di cambiare per assecondare i gusti del partner.
Ora immaginate di poter scegliere fra centomila persone. Qui la musica cambia e anche di molto. Ora la scelta è molto più ampia e si può fare una selezione quasi maniacale, andando alla ricerca puntigliosa di qualcosa che si avvicini al nostro ideale di bellezza esteriore. È chiaro che la scelta è sicuramente migliore di quella precedente e si riesce a convivere meglio con quello che si è deciso.
Le dating app stanno consentendo alle persone di scegliere non fra dieci, non fra cento, ma fra migliaia di possibili candidati. Di conseguenza, con così tanta scelta, la selezione sarà spietata, perché nella nostra testa c'è l'idea che "fra queste persone c'è colui o colei che ho sempre sognato!". A questo punto non si cerca più il meno peggio, ma davvero la principessa sulla torre o il principe azzurro.
Nessuno verrà.
Conosciamo tutti gli standard di bellezza delle principesse da salvare e dei principi azzurri che salvano. Sono entrambi definibili con una sola parola: impossibili. Non un difetto, non una macchia, non una sbavatura.
Nell'era moderna, una donna deve avere standard fisici altissimi e gli uomini standard economici altissimi. Questo è quanto. Possiamo negare quanto si vuole, ma nella testa di un uomo la donna perfetta è una donna fisicamente attraente e una donna quasi sempre desidera un uomo che provveda finanziariamente e che abbia un fisico statuario.
Piccola domanda: quanti, su questo pianeta, sono così? Nessuno, lo dico già. Anche il più bello o bella del mondo rutta, scoreggia, suda e usa il gabinetto. Solo queste quattro abitudini portano tutta l'idea di perfezione ad un livello umano. Purtroppo questo ragionamento nel nostro cervello non succede. Quando si è sulle dating app si guarda solo una cosa: le immagini. Quelle immagini perfette di persone perfette ci fanno impazzire e ci fanno urlare "Oh mio Dio, questa persona è quella che ho sempre desiderato!" E si lascia il like con grandi speranze.
Cosa succede al resto delle altre persone, quelle che sono vicine o lontane dalla perfezione, ma non sono perfette? Quelle vengono scartate, proprio perché non perfette. Perché accontentarsi della quasi perfezione, quando posso avere il pacchetto completo?
Basta solo un taglio di capelli sbagliato, un viso non perfetto o un corpo non completamente asciutto e si viene scartati a prescindere. Non avete idea di quanto questa "corsa alla perfezione" possa distruggere una persona. Va da sé che se non siamo perfetti, nessuno ci vedrà, rimanendo in quel limbo, dove nessuno ci cerca e nessuno ci vede.
Mentire, sempre e comunque.
Ma noi non vogliamo rimanere nell'ombra. Noi vogliamo apparire. Noi vogliamo essere quella perfezione, perché quella perfezione è l'unica cosa che funziona.
Quindi si fa l'unica cosa che non si dovrebbe fare: cercare la perfezione. La perfezione la si cerca in due aspetti: estetica e retorica.
Aspetto fisico.
Le dating app sono vetrine. Quello che si giudica è solo l'aspetto fisico di una persona. Quindi ognuno di noi fa l'unica cosa "sensata", che poi sensata non è, che può fare: correggere i difetti.
Ovviamente, per motivi sia medici, che logistici, un ritocco dal chirurgo plastico non è possibile. Anche perché sarebbe altamente stupido farsi tagliare la faccia solo per piacere a qualcuno che potrebbe anche non ricambiare il nostro segno d'amore (intendo il like). Quindi si fa la seconda mossa più logica: si ritoccano le foto.
All'inizio si utilizzavano filtri ed app per modificare quello che si era realmente. Si cambiava la forma del viso, del corpo, delle mani e si toglievano con una gomma tutti quei chili in eccesso. Apparivano certi scempi fotografici che a confronto Alien risultava Mister Universo.
Oppure si sceglieva di andare "sul sicuro" e si ingaggiava un fotografo. Si assumeva una persona esperta in fotografia per creare un portfolio di immagini degne per le dating app, apparendo al meglio che si possa apparire. E fidatevi, un buon fotografo sa davvero fare miracoli con la macchina fotografica ed un minimo di ritocco foto con Photoshop. Però era costoso. Un fotografo chiede parecchio, come giusto che sia, dato che deve pagare molta roba per vivere a sua volta.
Ora si utilizza l'IA. Con l'IA non solo si ritoccano foto in maniera gratuita e immediata, ma si possono creare versioni di se stessi che non esistono. Ormai l'IA è così evoluta che può creare versioni di noi stessi dannatamente realistiche in luoghi impensabili. Ed ecco che ci sono persone che fanno sci, sport estremi, vanno in posti esotici con la stessa frequenza con cui Oliver Hutton segna e mangiano in qualunque ristorante possibile. E sono le stesse persone che nella vita reale passano tutto il giorno davanti al computer o a poltrire a casa e l'unica cosa di esotico che hanno visto è l'indiano che ha consegnato loro il cibo.
Ma questo inventarsi una vita parallela non deve essere troppo. La bugia estetica deve esaltare qualcosa che si può tranquillamente giustificare con una menzogna colossale, che suoni veritiera. Non ha senso mostrarsi come ingegnere o avvocato, quando non si sa nulla di edilizia o legge. Però è facile mostrarsi a Bali e poi dire che ci si è stati una volta anni prima.
Carattere.
Non si può mentire solo a metà. Se lo si fa, lo si deve fare bene fino in fondo. Le foto sono bellissime e catturano l'attenzione del pubblico. Ma quella è solo la facciata per attirare le mosche nella propria rete. Quando c'è un match ci si aspetta di parlare. Nessuno dà un'opportunità a qualcuno senza aver scambiato almeno un paio di frasi. Non ho mai sentito di una persona che abbia chiesto al match un appuntamento con la prima domanda e l'altro abbia accettato. Se si vuole un'uscita, perché ad una certa si vuole anche il contatto visivo, a quel punto, si deve mentire come se non ci fosse un domani.
Si deve creare una vita di sé che sia adeguata all'immagine che si dà di sé. Ma non deve essere troppo, per evitare di essere scoperti. L'ultima cosa che si vuole è creare un'immagine troppo distante dalla realtà, magario increbilmente fenomenale e poi venire scoperti e perdere ogni speranza di un appuntamento. Alla fine si vuole conoscere una persona e magari andarci anche a letto.
Non solo, ma bisogna allenarsi sulla retorica. Si deve essere in grado di dire la cosa giusta, al momento giusto, con le modalità giuste. Si deve imparare a flirtare, essere comprensivi, simpatici, carismatici, decisi, ma dolci ed anche romantici...il tutto dietro uno schermo, senza la comunicazione non verbale. È un'impresa davvero titanica.
Ceto, si potrebbe essere se stessi, ma a che scopo? Non serve mostrarsi per quello che si è. Siamo tutti noiosi. Noi vogliamo essere quella versione perfetta non di noi stessi, ma dell'umanità in generale. Vogliamo far cadere ai nostri piedi chiunque con le nostre parole e farci desiderare con le nostre immagini.
Conclusione.
Nelle dating app tutti mentono. Questa è la brutta verità. Sia che si ritoccano le foto, sia che si crei una vita che non esiste fatta di parole vuote, ma dannatamente azzeccate. È triste? Vero, ma è l'unica cosa che si può fare, perché l'avere questo o quel difetto non è accettato. Per lo meno non è accettato fin da subito. Dopo diventa un qualcosa di obbligatorio accettare, se si vuole una relazione. Prima non si accetta. Il primo scambio di parole e il primo appuntamento deve essere con qualcuno di perfetto, che rispecchi perfettamente i nostri sogni di principe azzurro o principessa nel castello. Poi, alla lunga, si deve scendere per forza a compromessi. Il perché il difetto si presenterà come le tasse. Il perché lo si accetta dopo, ma non subito, resterà per me un mistero.
Guardando in generale, le dating app non servono a molto: solo a creare un'immagine finta di sé che, alla lunga, cadrà rovinosamente. Quei siti sono ormai usati da persone con il preciso scopo di fallire, perché il trucco e l'inganno verranno sicuramente smascherati. Ogni appuntamento che si ottiene ha già il grande handicap di essere un appuntamento basato sulla bugia, perché entrambi sono consci che l'altro ha mentito, che sia con le foto, con le parole o con entrambe.
A questo punto, perché usarle? Perché sono la via più sicura. Il fallimento là fuori è orribile da sostenere. Troppe responsabilità, poca sicurezza e poco ego personale. Se si deve fallire, meglio farlo davanti ad uno schermo. Almeno non ci si umilia pubblicamente. A quel punto basta solo schiacciare su "annulla match" e tutto viene dimenticato, come se non fosse mai successo. La stessa storia vale per la rottura. C'è un motivo per cui non si affronta la cosa in faccia: Troppe responsabilità, poca sicurezza e poco ego personale.
Forse ora capisco perché le persone in passato erano più felici nelle relazioni: avevano a che fare con persone con le palle.
M.












































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