Il Circo Iraniano.
- Mauro Longoni
- 9 apr
- Tempo di lettura: 10 min

Quello che sta succedendo in Iran non è normale. Non per il conflitto in sé, quella è di per sé la cosa più sensata che gli americani potessero fare, conoscendo una nazione che spara ai propri figli a scuola, ma quello che è successo prima e che sta succedendo. Siamo di fronte alle follie imperialiste e monarchiche della Casa Bianca, che ha perso completamente il senso della misura, giocando a Risiko con il mondo intero, come se fosse un gioco, quasi uno scherzo. Il tutto per impedire a uno stato di avere l'atomica (e l'egemonia sul petrolio). L'America urla che l'Iran è il lupo nero, comportandosi da pecorella smarrita, quando il lupo nero sono coloro che si fanno passare per pecorella smarrita ed innocente. Ma andiamo con ordine.
Iran e l'amore per l'uranio.
Si pensa spesso che la questione "Iran/Atomica" sia una questione recente. Anche io la pensavo allo stesso modo. Ero convinto che l'Iran avesse pensato all'atomica solo da qualche anno e che fosse un piano interamente pensato dal regime islamico. Non potevo essere più lontano dalla realtà. In verità l'iran flirta con l'uranio già dagli anni 50 del XX secolo.
Volete sapere la cosa comica? Provate ad indovinare come l'Iran ha ottenuto il via libera e il sostegno per l'energia atomica?! Proprio dagli Stati Uniti. Buffa la vita alle volte, non credete? Ora quegli stessi Stati Uniti bombardano Teheran.
Una collabrazione a due...o forse no?
Tutto nasce nel 1957, in piena Guerra Fredda. Sotto il programma americano "Atoms for Peace" (Atomi per la Pace), gli USA e lo Scià Mohammad Reza Pahlavi firmarono un accordo di cooperazione nucleare per scopi civili, quindi la fissione dell'atomo per produrre elettricità e la ricerca scientifica in campo medico. Da lì, fino alla rivoluzione islamica, i due paesi hanno collaborato in questo settore a stretto contatto. In quegli anni, lo Scià sognava un Iran modernizzato con oltre 20 centrali nucleari, supportato attivamente da tecnologie americane, francesi e tedesche.
Il rapporto era così stretto che nel 1967 gli Stati Uniti addirittura forniscono all'Iran il suo primo reattore di ricerca di 5 MW. Quel reattore era destinato all'Università di Teheran per le ricerche scientifiche.
Tre anni dopo, gli americani si posero il problema: "e se l'Iran avesse l'atomica? Uhm, meglio di no!" Così, nel 1970 l'Iran ratifica il Trattato di Non Proliferazione (TNP), impegnandosi a non dotarsi di armi atomiche, pensando di essere un partner alla pari con le altre nazioini del mondo, pensandi di dare il loro contributo per il mondo.
In verità non era proprio così. Piccolo contesto storico: è un periodo un po' strano, dove l'Iran era controllato passivamente dagli Stati Uniti dato che negli anni '50 gli USA avevano ribaltato il governo democratico e nazionalista di Mossadeq per restaurare il potere assoluto dello Scià. Per non parlare che si trattava di Guerra Fredda ed un alleato nel Medio Oriente contro i comunisti come l'Iran (grande produttore di petrolio) era più che prezioso. Questa collaborazione fra Iran e USA è da vedere come gli USA che "usano" l'Iran e non proprio come una partnership fra due paesi sovrani.
Il Ritorno dell'Islam.
Con la Rivoluzione Islamica del 1979, e quindi con il ritorno dall'esilio di Khomeini, tutto cambia. I rapporti con l'Occidente si interrompono bruscamente. Il nuovo regime di Khomeini inizialmente sospende pubblicamente (è importante) il programma atomico, definendolo "anti-islamico", cercando in tutti i modi di evitare di dare l'idea che uno stato islamico possa anche solo pensare di collaborare con il diavolo a stelle e strisce.
Il rebranding avrebbe anche funzionato, se non fosse che, in quello stesso periodo, Saddam dice "oh, c'è crisi in Iran? Ottimo, andiamo a prenderci il loro petrolio!", cercando di impossessarsi del controllo dei pozzi petroliferi iraniani, approfittando del colpo di stato, quindi dell'instabilità interna iraniana. Questa guerra, e il suo esito, porterà poi alla prima guerra del Golfo nel decennio successivo.
Per quasi dieci anni, dal 1980 al 1988, l'Iran si trova coinvolto in una guerra dispendiosa e logorante. La guerra finisce con un nulla di fatto, dato che Iran e Iraq terminano con un pareggio. Quel conflitto, tuttavia, cambia drasticamente la percezione della sicurezza nazionale a Teheran. Khomeini avrà pensato "cavolo, se avessi avuto l'atomica, avremmo sconfitto e ucciso Saddam da anni!".
L'idea fu così brillante che l'Iran avviò le ricerche dell'arricchimento dell'uranio (per uso bellico) in modo del tutto clandestino, stringendo accordi con la Russia per completare la centrale di Bushehr e ottenendo tecnologie, spesso tramite il mercato nero pakistano, per l'arricchimento dell'uranio. Perché in maniera clandestina? Beh, c'erano ancora gli accordi del 1970 in vigore in primo luogo. Dopodiché non puoi affermare pubblicamente che il nucleare era "anti-islamico" e investire soldi in quella stessa tecnologia, che tu stesso ripudi. Infine, se gli Stati Uniti avessero saputo che l'Iran avesse cominciato ad arricchire l'uranio per far saltare il mondo intero, a Washington non l'avrebbero presa benissimo. E l'ultima cosa che Khomenei voleva era far arrabbiare gli americani. Pensateci, l'Iran ci ha messo dieci anni per fermare l'Iraq, con la potenza militare americana, non c'erano speranze. Quindi, nascondi tutto e acqua in bocca in quel di Teheran.
Per qualche anno tutto procedette. Khomeini controlla lo stato, fa fuori l'opposizione e regna sull'Iran come un dittatore islamico farebbe in uno stato islamico, nascondendo alla perfezione il programma nucleare per scopi militari. La tregua, tuttavia, dura poco. In questo mondo è davvero difficile tenere qualcosa segreto per molto tempo.
Nel 2002 un gruppo di opposizione rivela l'esistenza di siti nucleari segreti a Natanz (arricchimento) e Arak (acqua pesante).
La notizia fa il giro del mondo. A Washington e nel mondo in generale (sempre sotto influenza americana) la cosa non fa per nulla piacere.
L'Iran si giustifica dicendo che "quei due luoghi non li abbiamo mai visti!". Si poteva anche pensare che la notizia fosse falsa, ma non lo era. Quando l'Occidente confermò che quelle notizie erano vere, l'Iran disse "ok, va bene! Ci avete scoperti! Ma stiamo arricchendo l'uranio solo per accendere le nostre lampadine! Non vi preoccupate! Noi rispettiamo i patti". Per qualche anno si ebbero sospetti. Insomma, tutti i siti erano costruiti in bunker ultra-protetti sotto le montagne. Il mondo perplesso si chiese: "se crei solo energia, perché proteggere in quel modo le tue ricerche?"
Tuttavia non si ebbe nulla in mano di arricchimento del plutonio per armare bombe atomiche.
Come detto, nulla di serio successe. Però, il mondo non poteva più ignorare la questione iraniana. Per fare in modo che tutto procedesse nel migliore dei modi, l'Iran, gli Stati Uniti e diverse potenze mondiali firmarono il JCPOA, il (Joint Comprehensive Plan of Action), del 2015, trattato che costringeva anche l'Iran ad arricchire l'uranio al massimo fino al 3,67%. Praticamente l'uranio l'Iran lo poteva usare solo per l'elettricità.
La storia sembrava aver trovato il suo lieto fine, invece no. Il sospetto di quei laboratori sotterranei era troppo forte.
Di fatti quei sospetti erano fondati. Nel 2018, il Mossad trafugò da Teheran migliaia di documenti (l'Archivio Atomico) che dimostravano l'esistenza del vecchio "Progetto Amad", un piano strutturato per progettare, testare e integrare una testata nucleare su un missile balistico. Il che significa che lTeheran voleva davvero la bomba atomica.
Il piano di Teheran era molto sottile. L'idea era quella di creare missili senza testate e creare tutto quello che occorre per le stesse, senza montarle. In caso di minacce, l'Iran aveva creato una produzione tale che poteva tranquillamente assemblare le testate in giorni, montarle sui missili e spararle. In caso di controlli preventivi, nessuno avrebbe saputo dei missili fino al loro lancio, dato che prima c'erano solo missili, ma niente testata. Peccato solo che Israele abbia rovinato i piani.
A quel punto, anche l'intelligence occidentale e l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) si attivarono ed accumularono prove che suggerivano obiettivi ben diversi da quelli che Teheran continuava ad affermare pubblicamente. Nel 2023, gli ispettori dell'AIEA trovarono nel sito sotterraneo di Fordo delle tracce di particelle di uranio arricchite all'83,7%. Verso la metà del 2025, i rapporti indicavano che l'Iran possedeva abbastanza uranio al 60% per produrre diverse testate nucleari se ulteriormente arricchito.
Dal 2018 in poi, il "gioco" si trasforma in una partita a scacchi geopolitica. Si alternano fasi di sanzioni durissime e tentativi di diplomazia. Fra il 2002 e il 2026, all'Iran sono state rettificate qualcosa come oltre 5.000 designazioni restrittive attive tra quelle imposte da USA, Unione Europea, ONU e altri paesi alleati. Si parla di sanzioni economiche, energetiche, bancarie, commerciali, di libertà di volo, diplomatiche e chissà cos'altro che hanno di fatto danneggiato l'economia iraniana, mandandola quasi alla bancarotta.
La Guerra.
Il conflitto.
Nell'Aprile del 2025, Donald Trump, aveva incominciato a negoziare con l'Iran. Strano che non aveva immediatamente lanciato missili. Tranquilli, per quello c'è ancora temo. Stava andando tutto bene, quando l'Iran è stata beccata con le mani nella marmellata, lavorando sull'arricchimento dell'uranio, anche se non poteva, a causa del JCPOA del 2015. Inutile dire che questo JCPOA faceva davvero schifo. Quindi Israele (con il supporto USA) ha lanciato un primo attacco di 12 giorni contro i siti nucleari. Questo ha congelato i negoziati per mesi.
A Gennaio, nonostante la fiducia ormai compromessa, si è riprovato a neoziare in nome della stabilità e della pace. Si stavano facendo passi avanti, ma a causa dell'istabilità interna dell'Iran (proteste civili terminate nel sangue), gli americani hanno ritenuto ll'Iran un partner inaffidabile ed hanno deciso di attaccare massicciamente. Della serie "perché parlare, quando possiamo bombardare!?"
Dal 28 febbraio 2026 Stati Uniti e Israele hanno lanciato una massiccia campagna di attacchi aerei mirati contro l'Iran.
Il primo obiettivo era di eliminare la leadership che tanto stava "rompendo le palle agli americani". Un solo missile e la Guida Suprema Ali Khamenei e di altri alti funzionari saltarono in aria. In realtà esplosero. Non credo che abbiano trovato qualcosa dopo l'esplosione.
Alla richiesta di motivazioni da parte del mondo occidentale e non solo, gli USA e Israele giustificano l'intervento militare con la necessità di "eliminare la minaccia iraniana", minaccia che nessuno sentiva o percepiva. Secondo Trump, ll'Iran è accusato di aver accelerato verso la soglia nucleare...una soglia nucleare che gli stessi americani hanno mostrato nella metà del XX secolo. Trump aveva persino dichiarato di voler "scavare e rimuovere" l'uranio arricchito sepolto nei siti colpiti. Il come, non era dato saperlo.
Questo ha inevitabilmente eliminato ogni spazio per la diplomazia tradizionale. Non parli con qualcuno che ti fa esplodere in mille pezzi il leader e parte del gabinetto di governo. Ovviamente ci furono ritorsioni immediate. L'Iran ha cominciato ad attaccare le basi militari americane nel Golfo Persico, creando il panico nei paesi del Golfo e quella sensazione di guerra totale nel Medio-Oriente in tutta Europa. In quel periodo il timore che l'Iran potesse colpire non solo Israele ma anche basi europee e americane era una possibilità remota, ma nel panico generale, anche fin troppo realistica per Trump.
Le forze congiunte americane ed Israeliane, per un paio di mesi, hanno colpito oltre 13.000 obiettivi, distruggendo gran parte delle difese aeree e delle fabbriche di armi iraniane per neutralizzare la minaccia missilistica. Ma furono anche colpiti obiettivi civili.
La Rappresaglia dell'oro nero.
Dato che l'iran non poteva più usare missili per colpire qualcosa e che di soldi per una guerra militare non erano presenti, a Teheran si fecero furbi, dannatamente furbi. Teheran sapeva perfettamente di avere il controllo sulo stretto di Hormuz. Che cosè lo stretto di Hormuz? È un piccolo lembo di mare, controllato dall'Iran. Perchè così importante? Attraverso quello Stretto transita circa il 20% del petrolio mondiale che arriva sia in Europa, che in Africa, Asia e negli Stati Uniti.
L'Iran ha utilizzato la sua posizione geografica come arma di difesa economica: ha chiuso parzialmente lo Stretto al traffico di petroliere. L'iran ha applicato la morsa economica contro il mondo intero, USA compresi. Non è ironico? Trump nel 2025 usa la morsa econoomica (i dazi) per controllare il mondo e l'Iran usa il petrolio per controllare gli Stati Uniti. La sola parziale chiusura dello Stretto ha causato picchi violenti nel prezzo del greggio, arrivato vicino ai 100 dollari al barile, con conseguenze schizzata verso l'alto dei prezzi della benzina.
La solitudine.
Da quel Febbraio 2026 abbiamo assistito a qualcosa di incredibile.
Gli americani hanno attaccato da soli (sostenuti da Israele) l'Iran, cercando in tutti i modi di tirare in mezzo la N.A.T.O. in questo conflitto. La N.A.T.O., essendo una coalizione difensiva, ha risposto "Donald, ma anche no! È la tua guerra, gestiscitela da solo!". Esempio perfetto è la Spagna che categoricamente disse di "no" agli americani fin da subito, facendo adirare così tanto Trump, da fargli persino urlare a sanzioni economiche contro la patria della Sangria. Avevo letto persino di Embargo commerciale. Poi si aggiunsero ache tutti gli altri paesi occidentali uno dopo l'altro, come tessere di mosaico. Persino l'Italia, nota sostenitrice di Trump, ebbe il coraggio di dire "Donald, ma anche no!"
Non solo, questo poi è puro cinema, mentre Trump bombardava e si crogliolava nella sua magnificienza, l'Europa andava in blocco a Teheran, control il "volere" di Trump, per contrattare un accordo per la riapetura dello stretto di Hormuz, solo per le navi europee. Mi immagino la scena degli europei che vanno a Teheran e fanno finta di non aver mai visto Trump e di non aver mai sentito la parola "America" in tutta loro vita, mentre lo stesso Trump urlava al tradimento. Siamo di fronte al giubilo di coerenza: prima l'occidente manda quasi in rovina l'Iran con le sanzioni, isola completamente lo stato, per poi farci accordi quando il trasporto di petrolio smette di funzionare.
In quel momento Trump era solo con Israele, mentre tutto il mondo condannava gli Stati Uniti e faceva accordi con Teheran. Non sapendo più che pesci pigliare, l'8 Aprile 2026 Trump, insieme al governo iraniano, ha decretato un cessate il fuoco di 15 giorni, nel quale la diplomazia si deve attivare per trovare una soluzione. C'è un patto di dieci punti su cui di dovrà lavorare.
È davvero comico pensare che, finché Trump pensava di essere con alleati (con burattini da usare come gli pareva) ha fatto quello che voleva, ma appena ha capito che era solo e stava spendendo miliardi senza alcun motivo logico, ha deciso di attivare la diplomazia.
Ancora più strano è vedere come l'intero gabinetto di governo non parli. Stranissimo questo silenzio radio. Sui social nessuno parla del conflitto, come se non esistesse. Eppure il regime Trump è sempre stato così vocale quando si parlava di policai estera. Davvero strano.
Piccole riflessioni.
Certo, gli americani hanno distrutto basi militari e nucleari in Iran, ma a che prezzo? Trump non ha raggiunto nulla.
Ho persino letto che Trump ha attaccato l'Iran per avere il controllo del commercio del petrolio per ripagarsi il debito pubblico. Anche se fosse, il mondo intero non ha giocato il suo gioco, essendo stufo di vivere in costante stato di allerta e persino accettando di fare accordi con l'Iran. Il mondo preferisce parlare con una dittatura islamica, che non si apprezza, piuttosto che seguire "i salvatori del mondo e i protettori della pace".
Inoltre, se gli americani volevano liberare gli iraniani da un regime oppressivo, hanno completamente fallito. Gli iraniani odiavano il leader supremo ed avrebberoi anche accettato un cambio di regine, ma non in questi termini. Ora gli iraniani odieranno gli americani ancora di più, avendo interferito con la violenza in un contesto in cui gli americani non avevano nulla da dire. Della serie "il nemico del mio nemico è mio amico".
Comunque vada è l'ennesima dimostrazione che la minaccia più grande non viene da "coloro che ci vogliono morti", ma coloro che affermano che qualcuno ci vuole morto.
M.












































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