Quando arriva il 21 marzo, tutto cambia. Il freddo dell'inverno è solo un lontano ricordo e la propria mente pensa solo a una cosa: le tanto volute e desiderate vacanze estive. Le vacanze estive hanno tutte una cosa in comune: evadere. Il periodo che va da giugno a settembre è pervaso da un caldo asfissiante. Sono tre mesi di pura sofferenza fisica, dove si vorrebbe togliere anche la pelle, pur di avere un minimo di sollievo. Per non parlare della propria salute mentale: dopo un anno di stress, sacrifici e problemi di ogni genere, si aspetta con ansia luglio o agosto, per mandare tutti all'inferno e godersi quella benedettissima libertà, anche solo breve. Ma dove si trascorre quel periodo di libertà? Alcuni visitano città, altri lo trascorrono nella natura (foresta o montagna), mentre la grande maggioranza la trascorre al mare o al lago. Se si trascorre la propria libertà estiva in montagna o in città, non esiste nessun problema: ci si veste comodi per sopravvivere alle lunghe camminate, code e al caldo. Ma se si va al mare o al lago? Qui l'imperativo è vestirsi il meno possibile, sia perché ci si bagna, sia per il caldo, sia perché si vuole ottenere quel bellissimo colore sulla pelle che definisce l'estate. Per un uomo è tutto semplice: al mare basta che indossiamo una mutandina e siamo felici. Nessun pensiero di nessun tipo. E per la donna? Beh, anche per la donna è apparentemente tutto semplice: basta indossare quello che di fatto è stato e sempre sarà il simbolo di una lotta di genere: il bikini.