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Ansia Insaziabile dei millennial.

  • Immagine del redattore: Mauro Longoni
    Mauro Longoni
  • 4 apr
  • Tempo di lettura: 14 min
A room with retro gadgets, a TV showing static, a doll on roller skates, VHS tapes, floppy disks, and movie posters on the wall.

Sono un Millennial e fiero membro della Gen Y. Per chi se lo stesse chiedendo, i Millennials sono tutte quelle persone che sono nate fra il 1981 e il 1996. So che è una spiegazione superflua, ma mia mamma potrebbe leggere e lei non sa assolutamente nulla di questa roba qua. Sono fiero di essere uno di quelli che hanno avuto la fortuna di vivere gli anni '90, sebbene non propriamente a pieno, dato che sono nato nel 1992. In quel decennio meraviglioso, ero solo un bambino. Alcune cose me le ricordo, come l'italia ai mondiali e Valentino Rossi in MotoGP, altre meno. Fortuna per me che c'è internet che mi ha permesso di recuperare parte di quello che mi sono perso.


Perché ne sto parlando? Oggi stavo parlando con mia sorella a pranzo, anche lei una Millennial. Dal nulla, o meglio, ho dimenticato il motivo di tale affermazione, ha esordito con un'esclamazione incredibile: "I Millennials sono ansia formato umano!", cominciando ad elencare senza alcun ritegno, vergogna o qualsivoglia freno inibitore, ogni singola cosa che causi o abbia causato ansia ai Millennials nella loro vita. Quell'elenco dell'ansia mi ha messo ansia.


Dato che il giochino era davvero perverso, ho voluto partecipare con la gioia di quei giorni di festa, sapendo che si sarebbe dormito più a lungo. Il gioco era semplice: fare un elenco di tutto quello che di negativo i Millennials hanno visto e vissuto. Questo post è il risultato. Quando ho riletto la lista mi sono reso conto di essere come Thanos: un sopravvissuto. Peccato solo che mi manchino le gemme dell'infinito, per poter riscrivere la storia di miliardi di sopravvissuti.


Dai che oggi ci divertiamo.


Ansia dell'insalata.


No, questo paragrafo non ha nulla a che fare con i vegani. In verità i Millennials non hanno avuto a che fare con i vegani in alcun modo. Eravamo tutti belli felici di uccidere mucche, vitelli, capre, agnelli, manzi, maiali e persino cavalli per gustarne il sapore della loro carne. Nessuno ci giudicava, anzi alle grigliate si aggiungeva gente che, a sua volta, portava altra carne. Ho visto grigliate a Ferragosto o a Pasquetta che avevano così tanta carne da sfamare un reggimento dell'esercito. Quella roba del "non si uccidono gli animali" l'hanno inventata la Gen Z, una generazione strafatta di social e dipendente dalle Fake News, che non si rende conto che l'essere vegani fa più male al pianeta che sparare in fronte a un vitello.


L'insalata in questione ha il significato del dramma e il gusto del plutonio arricchito. Nell'aprile del 1986, la centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina, fece un botto che riecheggia ancora, una di quelle botte atomiche che ha mandato all'estinzione un'intera città e nel panico tutta Europa. Quell'esplosione fu il più grande disastro atomico per uso civile mai visto sulla faccia del pianeta. Giusto, c'é stata anche Fukushima! Non sia mai che non includa Fukushima nel club, dato che nel mondo di oggi si deve includere tutto. A differenza del Giappone, nel quale la povera centrale è stata colpita prima da un terremoto e poi da uno tsunami (anche l'ingegneria giapponese ha un limite), in Ucraina fu un disastro nucleare causato dalla centrale stessa.


A Chernobyl la centrale saltò da sola e la cosa divertente è che scoppiò durante un test. Cioè, la centrale funzionò per anni senza essere testata, quando la testarono scoppiò tutto.

L'incidente avvenne durante un test programmato per verificare se le turbine potessero generare energia sufficiente a mantenere attive le pompe dell'acqua in caso di blackout elettrico. Della serie "vediamo se questa centrale funziona anche se non paghiamo le bollette".

Per farla breve: hanno tolto tutti i sistemi di sicurezza (la prova era appunto se la centrale tenesse se nella centrale stessa vigesse anarchia di sistema). Durante l'esperimento, il reattore si è scaldato troppo e l'acqua che lo avrebbe dovuto raffreddare si è trasformata in bolle di vapore. In quel tipo di reattore, meno acqua c'era e più lui diventava potente e bollente. È iniziato un effetto valanga: più calore = più vapore e meno acqua = ancora più calore. Quando i tecnici hanno capito che la situazione era pericolosa, hanno schiacciato il pulsante di emergenza per inserire le "barre di controllo" (che servono a spegnere il fuoco nucleare). Ma quelle barre avevano la punta fatta di grafite che, per un istante, invece di spegnere il reattore, ha fatto schizzare il calore al massimo.

La pressione interna è diventata così forte che il coperchio del reattore (che pesava mille tonnellate!) è volato via come il tappo di uno spumante. L'aria è entrata, ha toccato il materiale bollente e c'è stata una seconda esplosione enorme che ha sparato fumo radioattivo nel cielo.

Cioè, testarono se la centrale fosse sicura, quella scoppia, rilascia una nube radioattiva in giro per l'Europa e chiunque abitasse nel raggio di 50 chilometri fu portato via di forza. Beh, che dire... poteva andare peggio, no? Vorrei proprio leggere il report di quel test cosa dice. Conoscendo i sovietici, ci sarà scritto "leggero malfunzionamento! Nulla di serio! Qualche crepa sul tetto da riparare ASAP!"


Quella nube si sparse per i cieli di Chernobyl e non solo. Le correnti atmosferiche, non capendo che quella nube era un intruso pericoloso, se la sono portata via belle contente e felici, disperdendo quella massa per tutta Europa e spargendo il panico.

Parte della popolazione pensava che la civiltà fosse destinata a finire. Le radiazioni sarebbero state la fine per un miliardo di persone. La fobia che si aveva era che le radiazioni si posassero sull'acqua, sul terreno, anche sui campi agricoli, portando alla distruzione di ogni vegetale ed essere animale sul suolo europeo e la morte di ogni singolo essere umano per digiuno e disidratazione.

In tutto questo terrore della morte, i politici seppero dire solo una cosa: disinfettate la verdura e andrà tutto bene. Come se le radiazioni di plutonio e uranio si potessero lavare via con del disinfettante. Stupidi a Hiroshima e Nagasaki che non l'hanno capito subito che il plutonio ha il terrore del sapone.

Mia madre fu colta anche lei dal terrore. Mia sorella nacque il 10 aprile, la centrale scoppiò il 26. La povera donna aveva il timore che se non avesse lavato la verdura mia sorella avrebbe avuto tre gambe, quattro occhi o sei dita.


Solo dopo, si scoprì che quella nube era così poco carica di radiazioni che non avrebbe avuto alcuna conseguenza nell'ambito europeo. Nessun bambino o adulto sarebbe diventato Hulk o sarebbe morto. Quello che si visse fu pura e semplice isteria di massa, del tutto comprensibile: avendo a che fare con l'URSS non si sapeva mai esattamente cosa aspettarsi, dato che i sovietici sono sempre stati famosi per dire mezze verità o direttamente insabbiare tutto.


Ansia del pieno.


Il petrolio è stato uno dei grandi attori protagonisti di tutto questo periodo. Il petrolio alimenta le centrali elettriche e tutto il trasporto sia civile, che commerciale e militare. Per non parlare della plastica, prodotto proveniente dalla produzione di benzine, amatissimo e praticamente ovunque, anche nel corpo umano.

Chi aveva il controllo del petrolio, aveva il controllo sul mercato globale. Perché la chiave dell'economia è solo una: il costo del petrolio. Se il petrolio è economico, l'economia cresce, altrimenti siamo tutti sotto un ponte.

Questo è il primo principio fondamentale per capire il dramma degli anni '90 e del 2000. C'è un'altra cosa da capire: sebbene paesi come gli Stati Uniti o la Russia abbiano giacimenti di petrolio che possono usare, la stragrande maggioranza delle riserve petrolifere si trova nel Golfo Persico, regione del mondo di "dominio" arabo e ovviamente nota zona di grande stabilità politica e sociale...


Fino al 1989 tutto scorreva più o meno liscio. Fra una guerra santa contro Israele e due golpe in Iran, il commercio del petrolio scorreva bene e tutto il mondo era ben fornito, con il prezzo del barile stabile ed economico. Tutto girava come doveva girare.

Nel 1990, Saddam Hussein, dittatore dell'Iraq, decise di invadere il Kuwait. Perché invadere un paese minuscolo? Perché il paese sarà stato anche piccolo, ma produceva il 20% del petrolio nel mondo. E dato che l'Iraq veniva da una fallimentare e costosissima guerra contro l'Iran, le casse dello Stato dovevano essere riempite in fretta. Se poi Saddam fosse arrivato in Arabia Saudita, avrebbe avuto il controllo del 50%, dominando in lungo e in largo l'economia mondiale. Una sua parola e tutto il mondo cadeva in una crisi profonda, mentre l'Iraq avrebbe avuto palazzi e strade d'oro.

In quel momento, il mondo vide quello che successe e 37 paesi, con a capo gli Stati Uniti, supportarono il Kuwait e scoppiò così la prima guerra del Golfo. Quella fu la prima guerra trasmessa in diretta TV nella quale il mondo vide la brutalità della guerra e capì che il mondo può anche andare a rotoli, ma l'Occidente deve avere il controllo del petrolio a tutti i costi. Per settimane si assistette a bombardamenti aerei contro l'esercito iracheno, fino a che non partì l'offensiva di terra che, in 100 giorni, fece arretrare l'esercito di Saddam entro i confini iracheni.


Pericolo scampato? Ma nemmeno per sogno. Nel 2003 si ritorna da quelle parti un'altra volta. Questa volta il petrolio c'entra, fino a un certo punto. La ragione principale per cui americani e inglesi attaccarono Saddam di nuovo fu la presenza di fantomatiche armi di distruzione di massa. Nessuno sa ad oggi quali bombe fossero, perché non furono mai state prodotte. Quella fu una scusa a cui tutto il mondo abboccò.

Il petrolio fu una ragione, non tanto per la sua produzione, ma per la sua vendita. Saddam Hussein aveva cominciato nei mesi prima a vendere il suo petrolio in euro, la neonata moneta unica europea. Questo avrebbe significato per gli americani una perdita economica e di controllo sul mondo inaccettabile. Dovevano per forza intervenire. In poche settimane, Usa ed Inghilterra occuparono Baghdad e Saddam scappò. Fu ritrovato anni dopo, nel 2006, dentro un covo sperduto e fu giustiziato.


Ed oggi abbiamo l'Iran. Nel 2026 il re Trump ha deciso di attaccare l'Iran, uccidendo il suo capo spirituale e politico, nonché una bella fetta del gabinetto di governo. La scusa era che l'Iran stava costruendo l'atomica. Strano, dato che CIA e Pentagono dicevano di no. Di risposta l'Iran ha chiuso lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale passa il 20% del greggio mondiale. Se ora si vedono prezzi alle stelle, sapete il perché.


Ansia del kebab.


Il petrolio ha destabilizzato una regione già ampiamente instabile di suo. Se il Medio Oriente è una polveriera, noi abbiamo acceso la miccia di proposito e visto la polveriera esplodere. Ora ci chiediamo "ma come mai il mondo arabo ci odia?!" Vi giuro, non saprei... noi occidentali siamo sempre stati così rispettosi della sovranità araba da quelle parti...


L'ansia del Kebab avviene in tre luoghi e fasi distinte.


Dopo il 2003 e l'invasione degli americani in Iraq, il paese rimase senza governo, portando la popolazione a una lotta sanguinaria per il potere fra le varie fazioni che si crearono. In quel disastro civile, chiunque con un minimo di carisma avrebbe regnato incontrastato.

Due anni prima, nel 2001, gli americani invasero l'Afghanistan. Non per il petrolio questa volta. L'11 settembre spazzò via più di 3000 persone a New York e fu il primo attacco che gli americani videro sul loro suolo. Perché per quanto gli americani abbiamo combattuto ovunque, nessuno gli attaccò a casa loro. Quella fu un'umiliazione inaccettabile. Gli americani dissero "È colpa di Osama Bin Laden e di Al-Qaeda" (Al-Qaeda era una cella terroritstica). Al-Qaeda chiese prove del coinvolgimento della cellula e di Bin Laden. Gli americani non diedero prove e minacciarono Al-Qaeda che avrebbero pagato le conseguenze se non si fossero arresi e smantellato le basi di addestramento. Al-Qaeda si rifiutò e gli americani invasero l'Afghanistan. In poche settimane gli americani arrivarono a Kabul e i talebani scapparono in Pakistan.

Da quel momento, in Afghanistan gli americani occuparono il territorio cercando di dare la democrazia al paese (la famosa frase del "esportare la democrazia") mettendo a capo un uomo che avrebbe svolto il compito: Hamid Karzai. Guardando la storia oggi mi chiedo quale compito fosse...


Dal 2003 al 2011 ci fu una guerra logorante e dispendiosa. Gli USA e la coalizione internazionale (inclusa l'Italia con la missione ISAF) cercavano di ricostruire il Paese e dare la caccia ai terroristi. I talebani, nel frattempo, si riorganizzarono, finanziandosi con il traffico di oppio e lanciando attacchi continui contro le truppe straniere e il nuovo governo afghano.

Nel maggio 2011 Osama Bin Laden fu trovato in Pakistan ed ucciso. Catturato Bin Laden, l'opinione pubblica occidentale si chiese come mai gli americani erano ancora lì, dato che l'obiettivo principale di quella guerra era finito. Dieci anni dopo, nel 2021, gli americani lasciarono il paese. Quello che successe ebbe dell'incredibile. Non per le immagini di gente che ha assalito l'aeroporto, pur di scappare dal paese. L'incredibile fu altro: non appena le truppe americane lasciarono il campo, l'esercito regolare afghano crollò in pochi giorni e i talebani ripresero il potere, tornando esattamente dove erano nel 2001, senza sparare un solo colpo. Si vede come gli americani hanno esportato la democrazia ed aiutato il paese a ricrescere.


Poi abbiamo la Siria. Nel 2011, scoppiò una guerra civile fra i sostenitori e il governo di Assad e quelli che quel regime (dato che Assad era un dittatore) lo volevano distruggere. Fu una guerra civile feroce.


Dunque abbiamo un Afghanistan pieno di talebani rancorosi contro l'Occidente, un Iraq in guerra civile, anche lui rancoroso contro l'Occidente e una Siria che viveva un'instabilità di governo incredibile.


In questo caos senza regole, nacque lo Stato Islamico nel 2014, guidato da Abu Bakr al-Baghdadi. La sua visione era semplice: uno stato islamico dove la Sharia sarebbe stata legge. E ci riuscì, più o meno. L'espansione dello Stato Islamico fu incredibile. Nel 2014 conquistò Mosul, la seconda città in Iraq e vasti territori in Siria. Controllavano banche, pozzi di petrolio e con le tasse al limite dello strozzinaggio, divenne un'organizzazione potentissima, la più potente organizzazione terroristica mai vista. Questi soldi vennero usati per produrre propaganda, comprare armi, per addestrare nuovi soldati, e per finanziare attacchi terroristici in Europa. L'Europa... la stessa Europa che prese parte alla prima guerra del Golfo e ha strizzato l'occhio (seppur ufficialmente condannando gli atti) alle guerre in Iraq ed Afghanistan.

Chiaro che anche noi europei eravamo nel mirino. Strano che nessuno se ne fosse reso conto. Dal 2015 al 2020 l'Erupa vide violenza e sangue. Si parla di Parigi nel 2015, Nizza, Bruxelles e Berlino nel 2016, Manchester, Londra e Barcellona nel 2017 e Vienna nel 2020. Più tutti gli attacchi del "lupi soliutari", non finanziati dall'ISIS, che però la stessa ISIS ne rivendicava la proprietà intellettuale. In cinque anni lo Stato Islamico ha fatto male, dannatamente male. Non solo dal punto di vista delle vittime, ma dal punto di vista del panico.

Dal 2001 fino al 2020, per quasi 20 anni, noi millennials abbiamo avuto paura. La vita è andata avanti, certo, ma ogni arabo era una potenziale minaccia e ogni giorno poteva essere l'ultimo. Non ci si pensav costantemente, perché la vita quitidiana doveva andare avanti, ma il terrorismo era sempre un qualcosa che si aveva nell'anticamera del cervello. Ora il terrorismo non è più una minaccia, lo è il razzismo, ma questo è un altro problema.


Ansia delle monetine.


Il 2002 in Europa ha segnato un momento di lutto: la nascita dell'Euro. Il primo gennaio 2002, i paesi dell'Unione Europea smisero di avere una politica monetaria indipendente e adottarono la moneta unica, gestita da Bruxelles. Quello fu il giorno in cui anche il minimo barlume di stabilità e crescita economica sparì dalla faccia dell'Europa. La moneta unica avrebbe dovuto portare richezza e crescità in Europa, ma ciò che ha portato fu solo una gigantesca truffa. In primo luogo, i paesi più deboli, come Italia, Spagna e Grecia, furono fortemente penalizzati, avendo a che fare con un debito pubblico non più gestibile, mentre quelli forti, come la Germania, ne approfittarono parecchio. Si creò un'Europa a due velocità.


I prezzi raddoppiarono. Pensate che anche gli stipendi raddoppiarono? No, nemmeno per sogno. Dal 2001 ad oggi, gli stipendi sono aumentati molto meno rispetto all'inflazione. Il risultato? Molti uomini e donne sono ancora a casa dei genitori, perché non possono permettersi un affitto da soli. L'unica soluzione per andarsene è dividere le spese con qualcuno, ma se non hai nessuno, si resta a casa.


Ogni cosa che possediamo è diventata sempre più cara. Fra guerre, pandemie e crisi economiche siamo passati da "oh, 10 mila euro per una macchina sono troppi" al "40 mila euro sono un furto! Ah, rimpiango quando con 10 mila euro ti portavi a casa una macchina nuova!"

Nessuna persona con un lavoro a tempo pieno può permettersi di vivere ed avere una vita indipendente. Se non ci sono i genitori non si può fare nulla. Nessuno può pianificare nulla, perché tutto è troppo caro per essere comprato. Siamo passati dal nonno che con la terza media e lo stipendio da operaio si comprava la casa al mare e la macchina, a noi che con una laurea e un tempo indeterminato dobbiamo chiedere il permesso al banchiere anche per cambiare il tostapane.


Ansia del raffreddore.


Correva l'anno 2019. A Wuhan la gente cominciò a tossire troppo spesso. Tutti pensavano fosse un semplice raffreddore. Poi le stesse persone cominciarono a morire e ad intasare gli ospedali. Si pensava "cavoli, certo che l'influenza in Cina si fa sentire!" Quello fu l'inizio di qualcosa che non avrei mai pensato di vedere.


In principio il mondo prese sottogamba questo problema. Quando videro che la Cina isolò la città come se fosse cominciata un'invasione zombie, tutti i leader mondiali dicevano "ma non è nulla! È solo un raffreddore! Certo che i cinesi sono proprio esagerati!"

Poi quel virus fu visto circolare anche in zone della Cina lontane da Wuhan. A quel punto l'intera Cina si bloccò. Il mondo continuò imperterrito a non prendere la cosa sul serio, ritenendo quell'atteggiamento del governo comunista assolutamente non ragionevole ed isterico. Poi, nel Febbraio del 2020, ci furono i primi casi in Europa. Ed anche lì, si continuava a dire "non è nulla di grave! Continuate a vivere la vostra vita!"

In qualche settimana, l'intera Europa fu infettata da quel virus partito da Wuhan. Il Covid-19, o Corona per gli amici, divenne un compagno di viaggio fin troppo scomodo.

Quando ormai fu troppo tardi, si divenne isterici come la Cina, se non peggio. Non si capì nulla di quello che stesse succedendo e come mai la gente moriva e finiva in terapia intensiva. Fummo tutti reclusi in casa, bloccati fino a nuovo ordine, per evitare di far collassare il sistema sanitario. La quarantena cominciò e fu un momento che segnò l'umanità per gli anni a venire.


Nel 2020 quel virus circolare, a forma di corona, divenne il nemico pubblico numero uno per un intero pianeta. Nessuno si salvò. Per due anni si navigò a vista. Non si sapeva cosa fare, come farlo e quando farlo. Ogni paese aveva le sue regole e i suoi modi di contrastare il virus. Era un continuo guardare gli altri cosa fanno per avere la strategia migliore per uscire dal casino. Persone rimasero a casa a lavorare per mesi, ragazzi furono costretti a stare a scuola, isolati dal mondo e l'economia ci mise anni per riprendersi, non del tutto.


In quel periodo tutti ci chiedevamo se domani saremmo stati vivi o se avessimo avuto ancora un lavoro ed uno stipendio, dato che tantissime realtà chiusero e molti lavoratori furono costretti a cercarsi un nuovo lavoro. Ricordo ancora le immagini delle bare a Bergamo e i report quotidiani drammatici della CNN. Come ricordo anche tutti quelli che negarono, dicendo che era tutto una montatura per controllarci o coloro che creavano le più belle ed affascinanti teorie del complotto mai lette dall'umanità.


Per fortuna che la pandemia è solo un brutto ricordo. Ora, con l'intero pianeta vaccinato, la vita è tornata normale. Però le ferite morali sono ancora belle profonde.


Ansia a stelle e strisce.


Dal 2001 gli americani sono stati un bel dito in culo del mondo. Io non so chi sia stato quel genio che ha dato agli americani le chiavi del mondo. Perché è stata una pessima scelta. Va bene, hanno aiutato a vincere la Seconda Guerra Mondiale, ma mica l'hanno vinta da soli. Ora, farsi passare come i paladini della giustizia o i salvatori del pianeta, mi sembra davvero eccessivo. Eppure i boomer hanno accettato gli Stati Uniti come faro per la democrazia e la libertà. Anche perché l'alternativa era la Stasi e il comunismo.

Giusto un piccolo recap degli ultimi 20 anni di comando americano sul mondo. In ordine: Guerra in Afghanistan ed Iraq (con il terrorismo), Crisi economica del 2008, e Trump (due volte) con tutti dazi, giravolte e conflitti. Siamo davvero sicuri di aver fatto la scelta giusta? Gli Yankee non mi sembrano molto interessati alla pace nel mondo. Più che altro, adorano mettere a soqquadro il mondo, per poi trarne profitto.

Gli Stati Uniti sono diventati un problema per il mondo. Con Trump non sai se ti svegli una mattina da vivo o da morto. Questo dal nulla annuncia dazi, invasioni e crea crisi diplomatiche come se non avesse nulla da fare. Invece con Biden non si sapeva se il presidente fosse sveglio. Ormai è più di un decennio che l'America fa quel che vuole senza che nessuno dica nulla. Siamo come passeggeri su un aereo dove i piloti litigano per il telecomando della TV mentre l'aereo è in picchiata, e noi non possiamo nemmeno alzarci dal sedile.


Dal 2016 viviamo in una costante ansia. Nulla è certo e quando hai una minima certezza ti viene tolta da sotto i piedi da qualcuno che vive dall'altra parte dell'oceano e che tu non hai mai visto e sentito in vita tua. La cosa ancora più triste è che il mondo ha accettato gli USA come leader del mondo... leader che non hanno alcun interesse nella pace del mondo, ma solo nel loro portafoglio.


Piccola Riflessione.

Se i boomer mi dicono che siamo pigri o spaventati, gli tiro un pugno. Tutti gli uomini al potere sono boomer e stanno mandando noi al manicomio, con politiche degne della guerra fredda. Non capiscono che la generazione che stanno comandando è una generazione di figli dei fiori. Noi vogliamo uscire dall'ansia e vivere in pace. Non ci interessano le guerre, gli equilibri geopolitici o fare soldi a tutti i costi. Vogliamo solo stabilità, pace ed armonia. Abbiamo visto fin troppo a lungo guerra, morte e devastazione. Quand'è che vedremo un programma diverso?


Forse lo stato d'ansia costante che attanaglia i millennials sparirà quando i boomer al potere moriranno. Vista la medicina moderna, credo che sia ormai quasi un miraggio.


M.



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