Matrimonio: Il gioco del rimpianto.
- Mauro Longoni
- 3 minuti fa
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La guerra dei sessi è una di quelle tematiche che danno problemi. Non dovrebbe più essere un problema, invece lo è. Questo la dice lunga su quanto l'umanità non si sia mossa di un centimetro da secoli. Che sia un uomo o una donna a iniziarla non fa alcuna differenza: quando si comincia si entra in un campo minato, bendati e ubriachi, finendo sempre per litigare e insultare l'altra parte.
Io, che non sono molto sveglio e mi infilo in discussioni in cui non dovrei infilarmi, ho deciso di parlare di qualcosa che divide uomini e donne in modo anche strutturale: il matrimonio.
Se ne vedono, leggono e sentono di ogni sul matrimonio: gente che tradisce ed esce vincitrice dalla causa di divorzio, altri che si annoiano e mollano, oppure la coppia scoppia per una guerra interna che non poteva essere più controllata. Come mai, in questo periodo storico, il matrimonio non dura? Non solo coppie "fresche" divorziano dopo poco, ma anche coppie con 20 anni di matrimonio alle spalle si arrendono e ognuno va per la propria strada. Le donne danno la colpa agli uomini e gli uomini danno la colpa alle donne. Quello che mi chiedo è: chi ha ragione? Quale delle due fazioni ha ragione: il romanticismo di una donna o la paura maschile?
Il Matrimonio secondo la sposa.
Una donna vive la sua vita amorosa seguendo le vibes. Non ragiona spesso usando la logica, ma seguendo le emozioni che sente. In una relazione, questa caratteristica è assolutamente visibile. Quante donne là fuori tendono a gettarsi in relazioni stranissime, solo perché "il cuore le dice di buttarsi" (anche se quel buttarsi si deve intendere giù per un fosso, da quanto la relazione sarà tossica)? Fidatevi, ci sono abbastanza casi da poter dare ad altre donne la possibilità di avere un business di critica sociale. Non mi sto inventando nulla: tutto è documentato sui social media.
La visione dell'amore di una donna è piuttosto semplice: innamorarsi, ricevere un anello e il matrimonio. E il dopo? Cioè: dopo il matrimonio che cosa dovrebbe succedere? Andiamo con ordine.
"Sono innamorata".
Una donna è alla ricerca costante del primo pezzo della trinità. Si vuole innamorare perdutamente e sentirsi desiderata sia mentalmente che fisicamente. Quindi fa di tutto per attirare le attenzioni maschili, anche attuando tattiche discutibili. Il detto è molto chiaro: in guerra e in amore tutto è lecito.
Quando lei trova lui e si innamora, per i primi mesi tutto procede bene: si è inebriati così tanto dall'amore che non si capisce nulla. I colori sono più vivi, i sapori più intensi e la vita sembra avere un diverso significato. Improvvisamente quel vuoto inspiegabile viene riempito e ci si chiede come è stato possibile sopravvivere senza la sicurezza di quell'amore.
Poi qualcosa accade: tanto più passa il tempo, tanto più il rapporto si sedimenta e diventa una routine. Ed è un evento del tutto logico e naturale: un rapporto, di qualunque natura, tende a vivere un momento di picco (la novità), per poi adagiarsi e stabilizzarsi alla "velocità di crociera". Non si può costantemente correre a mille, ci saranno momenti di "stanca" o di "monotonia".
Ma non è un evento logico e naturale per una donna. Questa routine, nella mente di alcune donne, fa paura, perché significa che il rapporto sta morendo, rischiando di perdere tutto quello per cui si è lavorato fino a quel momento. La cosa potrebbe anche non essere vera, ma quando la paura bussa alla porta, la realtà si distorce. È imperativo eliminare la noia e la monotonia dall'equazione.
"Mi vuoi sposare?"
A quel punto si spinge per uscire da quel "sentiero oscuro". Ed è il momento che il secondo tassello del "rapporto perfetto" si presenta. All'inizio è stata una conoscenza, poi ci si è innamorati, ora è tempo dell'ultimo passo: il salto di qualità, ovvero la proposta di una vita insieme, celebrata con un vestito bianco.
Quella relazione, che dura ormai da diverso tempo, nella mente femminile deve fare il salto di qualità, altrimenti ci si chiede il senso di tale rapporto, anche se magari la coppia non è mai stata così sana e in sintonia e vive insieme.
Però una donna non lo dirà mai apertamente. Piuttosto dirà che "la relazione è a un vicolo cieco e non vedo futuro per noi, a meno che non ci si sposi". Nella visione distorta del mondo, agli occhi di una donna un uomo che non si impegna (cioè non chiede la mano) è un uomo che non vuole correre rischi e non vuole legarsi, mantenendo sempre una via di fuga aperta, anche se l'uomo è già legato mani e piedi a quella donna, perché innamorato folle.
Quindi lui, pur di non perderla, le fa la proposta. Mi ci gioco 100 euro: non tutti gli uomini sono convinti di quella proposta. Anzi, forse nessuno è completamente convinto. Un uomo propone per non perdere quello che si ha. A quel punto una donna, che aspettava quel momento da anni, accetta la proposta, non perché sia innamorata, ma per il semplice fatto che la coppia è uscita dalla monotonia, c'è un "piano per il futuro" e finalmente qualcosa da esplorare. È come se si giocasse a un videogioco e la casa che lo sviluppa rilascia un aggiornamento.
Da quel momento in poi, la donna ha qualcosa di nuovo e quelle emozioni dei primi tempi sono tornate. Il pianificare il matrimonio diventa il basamento per una vita d'amore (come se prima non lo fosse). Lei supervisiona tutto, lei decide per tutto (anche per il suo vestito) e tutto gira intorno a lei. Quel giorno è "il suo giorno perfetto", dove deve percepire "il significato dell'amore eterno!". È lei che vuole quel giorno, non lui. Lui si sposerebbe anche in comune, in un bar o davanti a un grill. A lui non frega nulla del posto, basta che rappresenti la coppia e la relazione. Tutto questo non conta per una donna. Lei vuole vestito bianco, invitati, location, danza, balli e tutto quello che si può immaginare in un matrimonio, perché quello è l'inizio dell'amore eterno. Quel momento deve assolutamente rappresentare la fine della monotonia e l'inizio di una nuova avventura costante.
Dall'esterno è palese che quel matrimonio non ha nulla a che fare con la celebrazione dell'amore, perché la pianificazione del matrimonio non ha nulla a che fare con l'amore. È solo una guerra di nervi e una corsa contro il tempo. Non c'è assolutamente nulla di romantico. Io lo vedo solo come un passatempo costosissimo per ammazzare la noia.
"La tomba dell'amore!"
Poi il matrimonio arriva, finalmente il terzo pezzo cade e si ha il puzzle completo. La vita smbra piena, la cerimonia è grandiosa e si scattano centinaia di foto. Lei è felice e non vede l'ora di cominciare quell'avventura che durerà tutta la vita, dove ci sono tantissime cose da scoprire. La sera, o il giorno dopo, si parte per la luna di miele in un posto bellissimo e, alla fine, si torna a casa. Quelle quattro mura sono l'inizio della fine per la coppia.
Il problema del matrimonio, per una donna, è che la cerimonia è come essere sotto sostanze allucinogene: Prima e durante la cerimonia si vede una vita che non esiste; finita la cerimonia, quindi finito l'effetto allucinogeno, si vede la realtà per quello che è, ovvero che si tratta della stessa relazione prima del matrimonio, ovvero quella fatta di monotonia da cui si è cercato di scappare. Quando la donna lo scopre e se ne rende conto, cercherà in tutti i modi di evitare la noia. Ci sono donne che vorranno fare corsi, si butteranno sulla carriera, useranno il loro marito per fare cose o, nei casi più estremi, cercheranno un figlio, pensando che tutto ciò possa salvare qualcosa. Tutto ciò è solo un modo maldestro di non ammettere la realtà dei fatti, ovvero che un rapporto duraturo è un rapporto "noioso", nel senso che si basa su una routine che si ripete e presenta sempre e comunque, non importa quello che si fa. Non si può scappare ed è impossibile che ogni giorno sia come il primo. Quell'avventura eterna è solo un'immaginazione di una mente non pronta per affrontare la verità.
Quando lei si accorge che effettivamente il matrimonio non significa nulla (perché è solo un anello al dito, non cambiando nulla della relazione pre-matrimonio), lei accuserà lui di non essere un buon marito, di trascurare il rapporto, di non fare nulla per "non mantenere la scintilla dell'amore" e chiederà il divorzio.
Il divorzio diventa l'ultimo atto di quella ricerca di emozioni: dopo aver provato il matrimonio e il figlio, la distruzione totale della famiglia è l'unica scossa rimasta per sentirsi di nuovo vive.
Il Matrimonio secondo lo sposo.
Per lui il matrimonio è una galera da cui si esce da morti o con le ossa rotte. So che suona come una di quelle ovvietà che si sentono sui social, ma è una realtà che non si vuole vedere.
I sentimenti e le emozioni che una donna ha, pensando al matrimonio, non esistono nella parte maschile. Il fidanzamento è un ricatto subdolo e il matrimonio la paura di perdere tutto. Ma andiamo con ordine.
Chiedo la mano per paura.
Ho scritto prima che per una donna il fidanzamento è un mezzo per allontanare quel senso di "relazione morta", facendo pressioni all'uomo con la scusa del "voglio che tu mi mostri che fai sul serio". Lui non capisce questa richiesta, perché nel suo cuore esiste solo una persona. Lui è già in modalità "matrimonio" e non fa alcuna differenza se c'è un anello al dito o meno. Quello che conta per lui è quell'attaccamento emotivo e fisico che prova, nonché quella condivisione della propria vita in tutti i suoi aspetti.
Però comprende che per lei è "fondamentale" avere una prova costosissima del suo amore. Perciò, pur di non perderla, spende migliaia di dollari per un anello, si mette in ginocchio e propone. Non sto dicendo che lui non vuole stare con lei per sempre, anche perché lui ha già scelto lei. Dico solo che quella richiesta spesso non viene fatta spontaneamente, ma segue sempre quell'ultimatum velato della propria donna: o mi sposi, o ti mollo, perché tu non fai sul serio.
Pace vs Follia.
Anche il matrimonio di per sé è una colossale fregatura. Lei pianifica, lei sceglie e lui accetta e spesso paga. So che, in alcune famiglie, è la famiglia di lei che paga, ma in altri casi, è lui che paga per tutto. La scena di Friends fra Chandler e Monica è iconica e descrive bene quello che succede: lei felice, perché pianifica il SUO giorno più bello della SUA vita (spacciandolo per un giorno di coppia), lui deve vedere il conto andare a zero per un matrimonio assolutamente esagerato e, spesso, nemmeno voluto più di tanto.
Si prende parte a quella cerimonia, di cui non importa nulla, solo per farla felice. Come ho detto prima, un uomo potrebbe sposarsi in spiaggia, con dieci persone di numero, con il grill che va e sarebbe forse il giorno più bello della sua vita. Tuttavia, la retorica è sempre quella: "happy wife, happy life!" Dato che lei vuole esagerare, perché per lei è il primo passo in un'avventura continua, lui accetta, pensando di farla felice, quando in verità, sta solo alimentando un gioco sadico. Se lei è sotto l'effetto di acidi, lui ha la vista e la mente lucidissima.
Tornati dalla luna di miele, lui ricomincia a vivere come ha sempre vissuto, consapevole di quello che la relazione è: una maratona con passo costante. Il matrimonio è stata solo una parentesi surreale e dispendiosa. L'uomo è un essere pragmatico che non segue le emozioni, ma la logica. Sa che un rapporto duraturo si basa sulla ripetitività e gli sta benissimo, perché gli dà certezza e stabilità, essendo un essere che segue la pace. Il fatto che ci sia un anello al dito o una persona in più a casa, non cambia la prospettiva o la natura della sua esistenza.
Quando vede che sua moglie diventa matta a cercare mille modi per cambiare le cose, non capisce che cosa stia succedendo e non capisce le richieste della propria moglie, perché per lui quel rapporto è perfetto. Concettualmente per un uomo è incomprensibile quello che una donna chiede. Quando una donna pretende mistero, sorprese, romanticismo, imprevedibilità e un pizzico di dramma, all'uomo gli si sbriciola il terreno sotto i piedi. Tuttavia, per amore di coppia e per il quieto vivere, lui cerca di accontentarla in qualsiasi modo. Purtroppo fallirà, perché un uomo non è capace di soddisfare tutte le richieste della propria moglie. Un uomo arriva fino a un certo punto, ovvero fino a quando non vede la sua pace minacciata da uno stile di vita imprevedibile ed estenuante, esattamente quello che una donna vuole.
La fine del dramma.
A quel punto, lui si rende conto di aver fallito, lei si sente intrappolata e gli consegna le carte del divorzio. È qui che si verifica il dramma. Fino a quel momento, lui si occupa di tutte le spese: mutuo, debiti, bollette e altre spese. Lei, pur lavorando, raramente contribuisce economicamente perché "i miei soldi sono i miei soldi e l'uomo deve provvedere!".
Con il divorzio, lui perde la casa e l'auto (che continuerà a pagare), potrebbe anche perdere i figli e tutto ciò per cui ha lavorato sodo per ottenere o costruire. Inoltre, deve provvedere al mantenimento dei figli e della moglie. Come se non bastasse, deve trovare un altro posto dove vivere.
Per un uomo è meno costoso e pericoloso assumere una escort per mille euro al mese, piuttosto che sposarsi. Brutto da dire? Sì, ma questa è la verità.
Piccole riflessioni.
In conclusione: chi ha ragione? Probabilmente nessuno. La donna insegue un’epifania emotiva che un contratto firmato non può darle, e l’uomo accetta un contratto di cui non legge le clausole per paura di restare solo.
Il matrimonio oggi sembra essere diventato una partita a scacchi dove lei gioca per cambiare le regole e lui gioca per non perdere i pezzi. Forse il segreto non è capire chi ha ragione, ma capire che finché vedremo l'altro come un avversario da "incastrare" o un "carceriere" da cui difendersi, l’unico vincitore resterà l'avvocato divorzista. E lui, statene certi, non si annoia mai.
Se siete arrivati a leggere fin qui e siete ancora convinti di sposarvi... beh, almeno non dite che non vi avevo avvertito.
M.












































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