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Top & Flop: MotoGP Le Mans 2026

  • Immagine del redattore: Mauro Longoni
    Mauro Longoni
  • 3 giorni fa
  • Tempo di lettura: 6 min
French Grand Prix scene with racing bikes on track, crowd waving French flags. Large sign reads "Grand Prix de France, French GP."

Dopo Jerez e la vittoria di Alex Marquez, la MotoGP approda in Francia per uno dei Gran Premi più ricchi di storia: si corre sul famosissimo circuito di Le Mans. L'anno scorso il padrone di casa Johann Zarco trionfò sul bagnato con una gara impeccabile, conquistando la sua prima vittoria nella classe regina dopo quasi dieci anni di attesa, il tutto davanti a una cornice di 300 mila spettatori.


Come per lo scorso appuntamento, questi sono i Top e Flop di "MotoGP Le Mans 2026". Per parlare di questo fine settimana, come nel post precedente, dividerò la mia analisi fra Sabato e Domenica. Cominciamo.


Top e Flop MotoGP Le Mans 2026


Sabato.


TOP.


  • Francesco Bagnaia: Un sabato estremamente positivo. Si prende la Pole Position mostrando un ottimo passo, confermando quanto di buono fatto vedere durante le tre sessioni di libere. Nella Sprint non parte benissimo, perdendo due posizioni a vantaggio di Martin e Bezzecchi. Pecco impiega un po' a superare Bezzecchi per la seconda piazza e, una volta riuscito, si ritrova a un secondo e mezzo da Martin. Avendo lo stesso ritmo del leader, non riesce a ricucire il gap e chiude secondo. Un buon risultato, considerando l'inizio difficile del suo 2026.


  • Jorge Martin: Ha dimostrato una velocità incredibile, anche se non lo davo per favorito nella Sprint partendo dall'ottava casella. Invece, Martin scatta come un razzo e dopo la prima chicane è già in testa, tirando una staccata all'esterno che ha sfidato le leggi della fisica.. Da lì spinge forte, gestisce la gara e incassa otto punti, accorciando il distacco dal leader del mondiale Bezzecchi.


  • Marco Bezzecchi: Parte terzo, supera Bagnaia e Marc Marquez portandosi in testa prima della curva 1, salvo poi subire una staccata all'esterno esagerata dal compagno di squadra che gli chiude la porta. Viene poi superato da Bagnaia nel corso della Sprint, dimostrando di non avere il passo dei primi due. Resta comunque una gara solida: non cade, porta a casa sei punti e se mette a posto la moto per la domenica, potrebbe davvero dire la sua.


  • Fabio Quartararo: Con una Yamaha al momento fallimentare, riesce a strappare il sesto posto in qualifica e il quinto nella Sprint. Fa male vedere un talento simile perdere tempo da quattro anni con una casa che sembra aver smarrito la rotta. Per dare un'idea del miracolo: le altre Yamaha hanno chiuso la Sprint al 12°, 13° e 14° posto (e sarebbero state più indietro senza le cadute altrui). Se avesse una moto competitiva, il francese sarebbe un serio contendente al titolo.


  • Honda: Mir sesto, Zarco nono e Moreira decimo. Certo, ci sono state delle cadute davanti, ma bisogna comunque spingere per essere lì. Se Marini non fosse scivolato, avremmo probabilmente avuto quattro Honda in Top 10, evento che non si vedeva da anni. Lo sviluppo giapponese sta finalmente andando nella direzione giusta.


  • Ai Ogura: Chiude settimo dietro alle Aprilia ufficiali, ma a metà Sprint ha mostrato un passo superiore a Acosta, Quartararo e Mir, che gli erano davanti. Con i 27 giri della domenica, il giapponese potrebbe puntare a un grande risultato, a patto di partire bene e che il meteo resti asciutto.


  • Jonas Folger: Sale sulla moto di Vinales il venerdì con un solo giorno di test e dopo anni di assenza dalla MotoGP. Tenendo conto di tutto ciò, va forte. Un venerdì solidissimo e un sabato ottimo fino alla caduta. Merita il "Top" perché guidare queste moto senza una preparazione fisica e tecnica adeguata è un'impresa notevole.


FLOP


  • Marc Marquez: Dopo la caduta di Jerez, arriva un altro pesante zero nella Sprint. Questa Ducati non sembra così competitiva nelle sue mani; nonostante il secondo posto in qualifica, in gara non è mai sembrato avere il passo per recuperare. Sembra che la "magia" del 2025 sia svanita. Per domenica deve solo sperare nel meteo.

    Nota del blogger il Lunedì. Non ci sarà nessuna domenica per Marq. Nella caduta si rompe e non solo salterà la gara di Le Mans, ma anche quella di Barcellona, tornando forse per il Mugello a Giugno. Una stagione da dimenticare.


  • VR46: Un dramma sportivo. Entrambi i piloti a terra. Se per Morbidelli non è quasi più una novità, per Di Giannantonio è un vero peccato: partiva quarto, ma ha sbagliato completamente lo stacco, si è ritrovato nel traffico e, nel tentativo di rimontare, ha forzato troppo ed è caduto. Tuttavia, le prove libere hanno dimostrato che il potenziale per fare bene domenica c'è tutto.


DOMENICA.


TOP


  • Jorge Martin: Che gara per Jorge! Parte ottavo e, pur non trovando lo stesso scatto fulmineo della Sprint, riesce a gestire l’imbottigliamento della prima chicane. Per i primi giri resta tranquillo, lascia entrare in temperatura la gomma anteriore dura e poi inizia a martellare con un passo stupendo. Li infila tutti, uno dopo l’altro, si prende la testa della corsa superando il compagno di squadra e da lì controlla fino alla fine. Ora Jorge si trova a un solo punto dalla vetta, occupata proprio dal compagno che ha appena battuto. Tutta un’altra musica rispetto al 2025.


  • Ai Ogura: Gira sulla falsariga di Martin. Parte ottavo, recupera un paio di posizioni nel primo giro e resta in attesa nella prima fase. Poi, come lo spagnolo, sfodera un passo gara folle (a tratti anche mezzo secondo più veloce dei leader), risalendo fino al terzo gradino del podio. Peccato solo aver agganciato i primi un po' troppo tardi, ma questo terzo posto ha un sapore dolcissimo. Già l'anno scorso da rookie aveva mostrato una gran gestione gomme; quest'anno ha fatto lo step definitivo. Lo avevamo già visto ad Austin prima del guasto, ma stavolta a Le Mans non lo ha fermato nessuno. Se solo partisse più avanti, sarebbe un contendente pericolosissimo per la vittoria.


  • Marco Bezzecchi: Una prestazione molto solida. Gli mancava forse un soffio di passo rispetto a Martin, ma chiude un weekend da incorniciare: terzo nella Sprint e secondo in gara. C'è poco da aggiungere: se mantiene questa costanza, il mondiale è una realtà concreta. È presto per fare calcoli, anche perché il compagno di squadra sembra averne di più, ma sognare non è affatto proibito.


  • Fabio Di Giannantonio: Dopo il sabato amaro, si riscatta alla grande. Un quarto posto di spessore, con un ottimo ritmo e la performance dei giorni migliori. La caduta nella Sprint è stata solo una parentesi sfortunata, dimenticata in fretta con una gara concreta e un bel bottino di punti. La classifica è ancora corta, anche se la forza delle Aprilia ufficiali renderà la lotta per il titolo molto serrata. Però questa stagione può essere davvero ricca di soddisfazioni.


  • Pedro Acosta: Con una KTM attualmente non competitiva, è lui a salvare la baracca. Anche oggi è il migliore dei suoi per distacco, restando attaccato al gruppo di testa per quasi tutta la gara e chiudendo a soli tre secondi dal vincitore. Senza di lui la casa austriaca sarebbe in crisi profonda; uno scenario che preoccupa in ottica futura, visto che Acosta sembra destinato alla Ducati per l'anno prossimo.


  • Fabio Quartararo: Nella gara di casa ha fatto molto di più di quanto la Yamaha potesse offrirgli. Un sesto posto che quasi non ha senso se paragonato al passo degli altri piloti del marchio. Fabio è sempre l’ultimo baluardo, l'unico capace di fare la differenza. Gara stupenda.


  • Jonas Folger: Gira "solo" due secondi più lento di Martin. Considerando che la sua ultima gara in MotoGP risaliva a tre anni fa, è un risultato grandioso. Non ha commesso errori, ha fatto il suo dovere ed è arrivato al traguardo. Davvero una bella prova.


FLOP


  • Francesco Bagnaia: Dopo il secondo posto nella Sprint e le buone premesse, arriva la domenica e con essa la caduta che spegne i sogni di gloria. È dall’ottobre scorso (Giappone 2025) che Pecco non riesce a chiudere un weekend pulito e veloce. In un fine settimana dove Marc Marquez è fuori per infortunio, avrebbe dovuto approfittarne e portare a casa punti pesanti, invece finisce a terra. Peccato.


  • Honda: Finiscono tra i flop perché, dopo i segnali positivi per tutto il 2026 e per tutto il venerdì, arrivano due cadute e due piazzamenti fuori dalla Top 10. Per una moto che lotta stabilmente per le prime dieci posizioni da inizio stagione, è una domenica negativa. Paradossalmente, questo malumore sottolinea quanto la Honda sia effettivamente migliorata.


  • Yamaha: Un progetto che al momento appare fallimentare. La moto doveva essere il mezzo del riscatto, invece è costantemente nelle ultime posizioni. Tolti i miracoli di Quartararo, i piloti "normali" faticano enormemente a tenere il ritmo.


Questi sono i risultati della gara.


Questi sono stati i Top e Flop del Gran Premio di Francia. Un fine settimana caratterizzato da un livello altissimo, con quasi tutto il gruppo racchiuso in un secondo di distacco per tutte le sessioni. La competitività attuale è quasi impressionante. Qua i risultati della Sprint.


Settimana prossima si corre a Barcellona, in un tracciato che ha sempre visto poco grip e molto caldo, dove chi riesce a controllare meglio lo scivolamento della gomma posteriore e le temperature, avrà un vantaggio enorme.


M.

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