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Liberali: I veri architetti del caos moderno.

  • Immagine del redattore: Mauro Longoni
    Mauro Longoni
  • 3 giorni fa
  • Tempo di lettura: 5 min
Persona vista da dietro con cappello a tesa larga dai colori dell'arcobaleno davanti a una folla sfocata

Da ormai anni, specialmente da quando sia la destra che la sinistra si sono radicalizzate, si osserva un dialogo politico e sociale a dir poco folle, dove non si discute più sulle idee, ma ci si accusa a vicenda. Se si guarda a quanto succede, a destra si dice che a sinistra siano dei terroristi, mentre a sinistra si replica che a destra siano dei nazisti. Discutere in maniera costruttiva non è più un'opzione, perché qualunque proposta diventa solo l'ennesimo campo di battaglia dove ci si insulta in ogni modo possibile.


Ma come siamo arrivati a tutto questo? Perché quando ero adolescente, e persino fino a prima di Trump, la politica ha sempre vissuto sul dialogo. C'erano diversi partiti con differenti visioni, ma i leader hanno sempre mantenuto quell'educazione e quel rispetto verso il prossimo che permettevano di comunicare e trovare un accordo. Ora quel garbo è sparito, lasciando il posto solo alla violenza verbale e alla sordità reciproca.

Per quanto possa sembrare incredibile, Trump non è la fonte del problema; per quanto si sostenga lo sia, non lo è. Certo, lui ha accelerato il processo, ma quest'ultimo si è messo in moto senza di lui.


Il vero mostro che vediamo ogni singolo giorno lo ha creato la parte liberale del mondo, ovvero tutte quelle sinistre che, quando erano al governo, hanno pensato solo a due cose: inclusione e clima. Questo ha portato il mondo a vivere un dramma che sarà difficile da risolvere.


Liberali e l'inclusione.


Onestamente non so quando sia iniziata questa follia, ma a un certo punto i movimenti di sinistra, appoggiati dagli stessi governi, hanno spinto per un'inclusività totale: accettare chiunque e renderlo partecipe della società allo stesso modo. Inoltre, questo concetto ha finito per significare anche accogliere un'immigrazione senza alcuna regola, perché "tutti erano i benvenuti". Tutto ciò ha creato una frattura enorme fra liberali e conservatori; e questa volta, questi ultimi avevano e hanno ragione.


Partiamo dall'integrazione delle minoranze. Perché dovrei farlo a ogni costo? Non sono contrario al principio in sé, però deve esserci un contesto. Forzarlo non è solo stupido, ma anche dannoso, perché sembra sempre a senso unico: la comunità bianca eterosessuale deve includere al proprio interno realtà come quella LGBT o le minoranze etniche. Domanda: accade il contrario? Queste realtà integrano la maggioranza bianca ed eterosessuale? No, non lo fanno. Le minoranze possono godere dei loro privilegi in quanto tali, ma io non posso esercitare i miei privilegi di maggioranza.


Prendiamo ad esempio il "Pride Month". Per l'intero mese di giugno il mondo deve celebrare gay e transessuali. Perché dovrei festeggiare qualcosa che non mi appartiene e non mi interessa? Perché non esiste un mese in cui poter celebrare l'essere etero? Non posso perchè altrimenti offedo una comunità LGBT sensibile? Beh, anche vedere uomini vestiti in modi osceni mi offende, eppure devo accettarlo perchè "è la celebrazione delle minoranza!" Non mi sta bene.


Per non parlare dell'immigrazione. Capisco perfettamente che, politicamente, sia fondamentale per sorreggere il sistema fiscale, lavorativo e pensionistico. Ma accettare chiunque solo perché "poverino, ha subito la guerra" non va bene. Uno Stato non può e non deve accogliere tutti: non può perché mancano spazio e risorse; non deve perché un flusso incontrollato è un costo che la collettività non può e non deve permettersi.

Questo ha portato i conservatori, che vedono nelle tradizioni e nella religione un caposaldo, ad avere paura per il futuro, vedendo i valori che hanno reso grande il loro Stato sgretolarsi in favore di princìpi che non dovrebbero nemmeno esistere. Il risultato è stata la protesta contro i liberali i quali, dalla loro posizione di potere governo, hanno ignorato le istanze conservatrici. Queste ultime, alimentate da timore e rabbia, hanno così iniziato a sostenere e votare movimenti di destra violenti e radicali.

Non si può accettare chiunque solo perché debole e indifeso. Mi dispiace, ma ci sono un equilibrio interno e una sicurezza da mantenere. Se si lasciano entrare persone senza controllo, il rischio di degenerazione e violenza è altissimo. Lo stiamo vivendo sulla nostra pelle tutti i giorni da almeno dieci anni.


Liberali e il clima.


Il clima è stato un altro grande problema, e lo è tuttora. Quella maledetta Greta Thunberg, invece di andare a scuola come tutte le adolescenti, di venerdì ha iniziato a saltare le lezioni per protestare contro una politica climatica assente, che stava portando il clima ad impazzore. Gesto nobile? Sì, se sai come gestirlo una volta che diventa imponente.


Invece, mentre il movimento cresceva giorno dopo giorno, quello che poteva essere un momento di dialogo costruttivo per raggiungere un mondo pulito per le future generazioni, è naufragato. Greta è andata alle Nazioni Unite a scagliarsi contro il mondo intero, usando parole e toni inadatti a una sede politica. Inoltre, con la scusa del "non ci ascoltano", ha alimentato una retorica aggressiva (basata su slogan come "stiamo morendo" o "dobbiamo fare tutto e subito") che ha radicalizzato i suoi seguaci. Se oggi abbiamo attivisti che si incollano all'asfalto in Germania o che imbrattano i monumenti in tutta Europa, lo si deve a questa comunicazione quasi da guerriglia, adottata sia dal suo movimento che da altri gruppi legati ai "Fridays for Future".


La cosa incredibile è che le nazioni sono cascate nel giochetto. Ogni governo ha abbracciato l'idea della "green energy" come qualcosa di necessario che avrebbe salvato il pianeta. Il circolo è stato incredibile: appena abbiamo avuto un disastro ambientale, subito è stato legato al cambiamento climatico, che ha alimentato ancora di più la fiammo degli attivisiti, facendo ancora più pressione ai governi, che hanno investito sempre più soldi, accelerando a ritmi forsennati. Per anni abbiamo accettato passivamente che Greta e i suoi seguaci avesse ragione, sia nel merito che nel tono. Ogni nazione industrializzata ha intrapreso questa corsa folle per diventare "clima neutrale" entro il 2050. Prima della pandemia di Covid-19 sembrava un obiettivo fattibile — in fondo si parlava di un arco di trent'anni. In realtà, non lo è mai stato, a meno di non voler distruggere la propria economia, cosa che sta puntualmente avvenendo.


Sapete cos'è la cosa comica? Che proprio ora, nel 2026, le grandi potenze hanno notato come questa politica agressiva e violeta non sta portando da nessuna parte, se non a mandare a roroli l'intera economia. Di fatto, i governi stanno facendo marcia indietro. Si sono finalmente accorti che tutta questa fretta nel voler essere ecologici a ogni costo è dannosa: senza un piano concreto si producono solo macerie. Speriamo che da quest'anno in poi si possa tenere un ritmo sostenibile per la transizione.


Piccole riflessioni.


I liberali, sostenitori dell'inclusività a ogni costo e di un ambientalismo ideologico, hanno gettato il mondo nella confusione. Questo gruppo, piccolo ma rumorosissimo, rappresenta una fetta di società che sta radicalizzando la controparte conservatrice, costretta a combattere per la propria sopravvivenza. Da quando i liberali hanno conquistato il potere e ottenuto piattaforme da cui urlare, non hanno prodotto altro che danni. Prendete l'esempio della Disney: da quando l'azienda ha adottato la dottrina "woke", ha perso un miliardo di dollari al botteghino con flop colossali, tra cui l'intera produzione Marvel e il discusso film su Biancaneve, dove un'attrice di colore è stata scelta per interpretare un personaggio storicamente bianco.


Questa deriva rischia di portarci alla rovina, perché si fonda sull'ignoranza di chi si lascia condizionare da chiunque e pretende che l'ultimo trend del momento diventi legge dello Stato.

Mi dispiace profondamente vedere il mondo liberale ridotto in questo stato. In passato, i liberali sono sempre stati la forza motrice del cambiamento e, grazie a un giusto equilibrio mentale, hanno permesso alla società di compiere passi avanti straordinari. Ora, invece, sono diventati un pericolo per la stabilità, minando le fondamenta stesse di ciò che costituisce uno Stato. La cosa ancora più grave è che chiunque osi opporsi viene immediatamente etichettato come nazista, razzista o omofobo, anche se si tratta di una persona equilibrata e a sua volta inclusiva, che semplicemente detesta questi eccessi.


M.

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