WWE Backlash 2026.
- Mauro Longoni
- 10 mag
- Tempo di lettura: 6 min

Dopo la mezza delusione di WrestleMania Vegas ad aprile, siamo già arrivati al PLE successivo: WWE Backlash
Onestamente, non avevo grandi aspettative per questo evento. La WWE ha avuto a disposizione soltanto tre settimane per imbastire delle storyline che potessero risultare interessanti: decisamente troppo poco tempo. Purtroppo, con il ritmo di un PLE al mese, diventa difficile sviluppare narrazioni profonde tra uno show e l'altro. Tuttavia, ho seguito l'evento cercando di godermi queste tre ore scarse di spettacolo. Vediamo com'è andata.
WWE Backlash.
Seth Rollins vs Bron Breakker.
Questo match avrebbe dovuto aver luogo a WrestleMania, ma purtroppo nei primi tre mesi del 2026 la Vision è stata colpita da una serie di infortuni che ha azzoppato una storyline nata con premesse davvero interessanti. Si trattava della sfida per il "passaggio della torcia" tra Seth Rollins e Bron Breakker, pensata per consacrare quest'ultimo come la prossima grande superstar.
Alla fine il match è arrivato un mese dopo: meglio tardi che mai.
L'incontro in sè mi ha divertito, partendo subito con un ottimo ritmo e una narrazione semplice ma efficace: il veterano (Rollins) che lotta per mantenere il potere contro l'ascesa di Bron Breakker, deciso a detronizzarlo. Per tutta la durata della contesa, Bron ha messo in mostra una superiorità fisica evidente, che si è fatta sempre più schiacciante con il passare dei minuti.
Nella seconda metà, però, siamo passati alla "degenerazione" totale. Seth e Bron se le sono date di santa ragione e Rollins ha dimostrato una resilienza incredibile, rifiutandosi di arrendersi.
Il finale è stato piuttosto prevedibile: Paul Heyman ha provato a distrarre Seth, mentre la Vision (Logan Paul e Austin Theory) ha tentato di interferire, ma Rollins non è caduto nella trappola. Alla fine Bron Breakker ne è uscito vincitore, anche se ci ha messo troppo tempo. Intendiamoci, la vittoria è arrivata, ma è mancata quella dominanza assoluta che ci si aspetta da un vero leader. Anzi, resta il dubbio: senza l'intervento della Vision, Bron sarebbe riuscito a vincere?
Sami Zain vs Trick Williams.
Questo era il match valevole per il titolo degli Stati Uniti, ma onestamente non mi è importato granché dell'incontro in sé. Trovo Sami Zayn assolutamente noioso ormai da qualche anno, mentre al contrario trovo Trick Williams estremamente interessante: adoro il suo "swag". Vi giuro, ce lo vedo benissimo come campione di un titolo principale, magari proprio detronizzando Cody Rhodes.
Com’è stato il match? Beh, per quanto io odi il personaggio di Sami recentemente, bisogna ammettere che lui è una garanzia di qualità sul ring; quindi, tecnicamente, è stato un bel match.
L’aspetto interessante è stato il fatto che non abbiamo assistito alla solita sfida tra "buono" e "cattivo", quanto piuttosto a una gara a chi fosse più spietato. Inizialmente Sami ha provato a combattere in maniera più o meno corretta, ma poi ha iniziato a comportarsi da vero stronzo: prima ha finto un infortunio al ginocchio, poi ha sfruttato una distrazione dell’arbitro per colpire Trick Williams con la kendo stick.
Nel finale abbiamo assistito praticamente a un Triple Threat, con Lil Yachty che è diventato parte integrante del match. Per fortuna, Trick Williams è riuscito a vincere, mantenendo salda la cintura.
Kit Wilson & The Miz vs Danhausen e un tizio misterioso.
Nemmeno in questo caso mi è interessato minimamente ciò che succedeva sul ring. Tutto ruota attorno a Danhausen che voleva The Miz come mentore; al suo rifiuto, Danhausen ha iniziato a tormentare il povero Miz fino allo sfinimento, anche se alla fine quella che ha subito di più è stata Maryse, la moglie di The Miz.
Il General Manager di SmackDown, vista la situazione strana, ha acconsentito ad un Tag team Match solo a patto che Danhausen trovasse un partner, e lui all'incontro si è presentato con un nano. Sinceramente, trovo che tutto questo non sia degno di un PLE, specialmente considerando il costo dell’abbonamento. Verso la fine, poi, abbiamo assistito a un'invasione di "mini Danhausen" e il "vampiro" si è aggiudicato la vittoria.
In sintesi: un match inutile di cui non mi è importato nulla.
Iyo Sky vs Asuka.
Questo era un altro match che avrei voluto vedere a WrestleMania, ma come si dice: meglio tardi che mai. La storyline è stata piuttosto semplice, basata sul reciproco odio tra le due, sfociato finalmente in questa sfida. È stato un bel match, tecnicamente il migliore della serata, ma a livello narrativo non mi ha trasmesso nulla.
Secondo me siamo ormai "oltre tempo massimo" e, alla fine, nessuna delle due ne è uscita davvero rafforzata; è rimasto solo il gusto di poter dire: "Ti ho battuta". Se lo avessero inserito nella card di WrestleMania avrebbero avuto molto più respiro per la costruzione, mentre con sole tre settimane a disposizione non si è potuto imbastire nulla di profondo.
Vince Iyo Sky e si passa al prossimo capitolo.
John Cena Classic.
John Cena entra nell'arena ed annuncia un torneo in suo nome, con tanto di titolo a lui decidato. Praticamente è una serata dove "il meglio di oggi inconterà il meglio di domani", con tanto di voto del pubblico. Che cosa sarà non lo si sa, ma vedremo quello che sarà.
Roman Reigns vs Jacob Fatu.
Questo è un match che, per quanto mi riguarda, non ha molto senso. Jacob è in WWE ormai da un paio d’anni e ha guadagnato bene, eppure per tutto questo tempo non si è mai interessato alla zona titolata, combattendo praticamente per il nulla. Poi, non appena Roman diventa Campione dei Pesi Massimi, Jacob avverte improvvisamente la necessità di "provvedere alla famiglia" e il titolo diventa fondamentale. Ma la famiglia c’era anche prima e a lui non importava nulla: sembra che solo quando c'è di mezzo un parente (essendo cugini), Jacob si senta un "poveraccio" senza quella cintura. Inoltre, nelle settimane precedenti, Jacob ha usato la Tongan Death Grip, una mossa "proibita" dalla famiglia che andrebbe usata solo contro avversari esterni. Questo elemento dovrebbe dare più spessore alla faida, ma ai miei occhi Jacob resta un personaggio incoerente.
Nonostante queste premesse, il match è stato sorprendente. Jacob si è dimostrato un osso duro, dando vita a uno scontro fisico, rapido e molto intenso che non mi aspettavo; è riuscito davvero a tenere in piedi l'incontro. Roman, dal canto suo, è stato bravissimo a vendere lo stupore, il dolore e il disorientamento per tutta la durata della contesa.
Nel finale i due se le sono date di santa ragione, sfoderando l'intero arsenale a disposizione per piegare l'avversario, ma ogni tentativo sembrava vano. Jacob ha intrappolato Roman nella Death Grip più e più volte, cercando di soffocare ogni sua reazione. Alla fine, Roman Reigns è riuscito a mantenere il titolo, ma con una fatica davvero immane.
Subito dopo, Jacob perde completamente la testa: attacca brutalmente Roman e mette fuori gioco l'arbitro, tentando nuovamente di soffocare il cugino. La situazione degenera al punto che l'intero corpo dei dirigenti WWE è dovuto intervenire per tentare di placarlo: ci sono volute ben sette persone per arginare la sua furia.
Un assalto davvero brutale. Per un istante sembrava che Jacob si fosse arreso all'evidenza e stesse per ritirarsi, invece è tornato sui suoi passi, fiondandosi di nuovo sul ring per finire il lavoro. L'immagine finale di Jacob che posa con il titolo sopra un Roman sofferente e distrutto è, visivamente, un momento di grande impatto.Poi Jacob perde la testa ed attacca prima Roman, poi mette a terra l'arbitro, cerca di nuovo soffocare Roman. Alla fine entrano tutti i dirigenti della WWE per fermare Jacob. Ci sono volute sette persone per fermare Jacob. Un assalto brutale. Sembra che abbia ceduto all'idea e poi torna di nuovo sul ring per terminare il lavoro. La scena di Jacob che posa con il titolo con Roman sofferente è una belll'immagine.
Piccole riflessioni.
In definitiva, non avevo aspettative per questo show e ho fatto bene a non averne. È stato un PLE piuttosto noioso, fatta eccezione per il Main Event in cui Jacob ha messo in mostra tutta la sua malvagità, brutalità e spietatezza. Per il resto, non c'è stato nulla di memorabile: nessun momento, oltre all'incontro finale, che mi abbia spinto a dire: "Caspita, che bello show!".
Ora non resta che voltare pagina e aspettare il 31 maggio per il primo, storico PLE in Italia: "Clash in Italy".
M.












































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