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Formula Uno: Canadian GP

Immagine del redattore: Mauro Longoni
Mauro Longoni
25 mag
Tempo di lettura: 8 min
Canadian GP Formula 1 logo over a red-and-white Canadian flag with a maple leaf, bold racing branding, energetic feel

Siamo alla puntata numero cinque di questo stagione 2026 di Formula Uno. Siamo in Canada, per il Canadian GP, in una delle piste più iconiche di tutta la Formula Uno. Il circuito di Montreal, realittazo sull'Isola artificiale fuori città grazie ai materiali di risulta della costruzione della metropolitana di Montreal, è uno di quei circuiti tecnici, ma dannatamente insidiosi, con muretti molto vicini e curve molto veloci. Una combinazione che porta spesso ad incidenti come nel 1999 dove tre campioni del mondo del tempo (Schumacher, Hill e Villenueve) si sono schiantati sul muretto dell'ultima curva, portando nella leggenda il "Wall of Champions".


Ma come è andato queso fine settimana di gara? Come al solito, andiamo a capirlo con la Top e Flop. Per questo post, userò una top ed una flop per tutto il fine settimana, raggruppando sia la sprint del Sabato che la gara di Domenica, dato che entrambe hanno mostrato esasttamente le stesse cose.


Canadian GP: Top.


Mercedes. Metto la Mercedes tra i Top perché ha letteralmente monopolizzato l'intero fine settimana: doppia pole position di Russell, Sprint Race vinta dall'inglese e gara della domenica firmata dal compagno di squadra Antonelli, arrivato alla sua quarta vittoria consecutiva. Tuttavia, ci sono un paio di appunti fondamentali da fare.


Ormai è palese: tra Antonelli e Russell è guerra aperta per il mondiale. Se Russell ha commesso l'errore di non prendere sul serio l'italiano nelle prime due gare, adesso ha cambiato decisamente registro. Lo si è visto chiaramente già nella Sprint, dove ha letteralmente chiuso la porta in faccia ad Antonelli in curva 2, sventando un sorpasso che gli sarebbe costato il comando della corsa. La faida è proseguita per metà della gara domenicale, con i due compagni di squadra decisi a darsele di santa ragione in pista. Sarebbe stato fantastico godersi questo duello fino alla bandiera a scacchi, ma purtroppo quest'anno Russell sembra perseguitato dalla sfiga: la sua Power Unit ha deciso di abbandonarlo proprio sul più bello, mentre era in testa e nel pieno della battaglia. Risultato? Venticinque punti regalati al compagno di squadra e uno svantaggio nel mondiale che scatta da 11 a ben 36 punti.


Antonelli, dal canto suo, nella Sprint ha mostrato una certa immaturità – che a diciannove anni e al secondo anno in Formula 1 è anche comprensibile, per carità. Quando Russell gli ha chiuso la porta in curva 2, il pilota italiano ha letteralmente perso le staffe e la concentrazione, sprecando preziose energie mentali a lamentarsi via radio di una presunta difesa irregolare. Un atteggiamento che ha fatto perdere la pazienza sia al suo ingegnere di pista che al Team Principal. Questa scivolata psicologica non solo gli ha precluso la vittoria della Sprint, ma gli è costata persino la seconda posizione a favore di un Norris bravissimo ad approfittare del dramma interno in casa Mercedes. Poi la domenica si rifà, controlla la gara, vince e si porta a casa la quarta vittoria consecutiva, aumentando il vantaggio in classifica e cominciando ad imporsi come l'uomo da battere.


Ferrari. La metto comunque tra i Top perché la scuderia è riuscita a salvare il fine settimana grazie a una prestazione domenicale solida. Hamilton termina secondo dopo una battaglia estenuante durata 68 giri con Verstappen, difendendo con le unghie e con i denti un secondo posto che fa benissimo sia al morale sia alla classifica.

Per Leclerc, invece, è stato un fine settimana decisamente da dimenticare. Male il venerdì: si qualifica sesto e termina quinto nella Sprint; poi si qualifica ottavo e agguanta la quarta posizione la domenica. Tuttavia, bisogna essere onesti: quel quarto posto è un mezzo miracolo dovuto principalmente al fatto che, davanti a lui, le due McLaren si sono sabotate da sole e Russell è stato costretto al ritiro. L'unico vero sorpasso in pista Charles lo ha messo a segno su Hadjar, prendendosi così la quarta piazza finale. Senza i vari ritiri e colpi di scena altrui, avrebbe tagliato il traguardo in settima posizione. Va detto, però, che anche nei weekend più storti e complicati, il monegasco riesce sempre a metterci una pezza e a salvare la baracca quando si presenta l'occasione.


Red Bull. Nonostante la macchina non sia competitiva, la vera fortuna del team delle bevande energetiche è quella di avere in squadra due piloti fortissimi. Entrambi fanno letteralmente i salti mortali con il materiale a disposizione. Nella qualifica della Sprint le cose non si mettono benissimo: si qualificano in quarta fila e, nella gara breve, Verstappen non va oltre la settima posizione, mentre Hadjar termina in fondo allo schieramento (con due giri di ritardo) per via di un contatto nelle primissime battute di gara.

La gara della domenica, fortunatamente, va molto meglio. Verstappen riesce a chiudere sul podio dopo una bellissima lotta con Hamilton durata tutta la gara, mentre Hadjar artiglia un ottimo quinto posto finale. Il piazzamento del giovane pilota, però, è arrivato con tanto di penalità sul groppone: il francese ha infatti rischiato di provocare un brutto incidente a 340 km/h con Leclerc, chiudendogli la traiettoria in pieno rettilineo in maniera decisamente irregolare. Al netto dei brividi e della sanzione, resta comunque una gara solida da parte di entrambi.


Alpine. Gli altri team, esclusi i quattro top, si trovano ormai a lottare stabilmente per gli ultimi due posti rimasti nella zona punti. In questo fine settimana l'Alpine ha capitalizzato al massimo ogni singola opportunità, risultando a tutti gli effetti la migliore squadra del pacchetto di mischia. Il bottino parla chiaro: un ottimo nono posto nella Sprint con Colapinto, seguito da un settimo e un decimo posto la domenica, rispettivamente con l'argentino e con Gasly. Che sia finalmente la gara della svolta per la scuderia francese?

Piccola nota a margine: è davvero bello vedere Colapinto tornare a spingere forte, proprio come faceva in Williams nel 2024, l'anno del suo debutto fulmineo. La speranza è che l'Alpine riesca a garantirgli con costanza una vettura in grado di lottare per il nono e decimo posto, mettendolo perché no in condizione di approfittare puntualmente degli errori o dei ritiri dei primi della classe.


Canadian GP: Flop.


Distacchi. Questa gara è stata davvero incredibile da questo punto di vista. Se il 2025 è stato l'anno delle sorprese – con tutte le macchine vicinissime e miracoli sportivi indimenticabili (penso al doppio podio di Sainz, a quello di Hadjar in Olanda o al quarto posto di Bearman in Messico, capace di tenere dietro persino Verstappen). Inoltre, nella passata stagione, in moltissime gare non si sono quasi visti doppiati, proprio perché le vetture avevano un passo decisamente simile tra loro.

Quest'anno siamo all'esatto contrario. Nel 2026, la situazione si è completamente ribaltata. Basti pensare che su un circuito corto come il Canada, dove un giro in gara dura appena 76 secondi, il settimo classificato (Sainz su Williams) si era già preso ben 60 secondi di distacco dopo poco più di venti giri. Praticamente, dal settimo in poi, si girava a 3 secondi al giro più lenti dei primi.

Il verdetto della pista è impietoso: solo quattro piloti sono finiti a pieni giri. Già a partire dal quinto classificato scattano i doppiati, per non parlare degli ultimi due, Bottas e Stroll, che si sono beccati addirittura 4 giri di distacco. Questo nuovo regolamento fa schifo per davvero. Siamo passati da un 2025 in cui chiunque poteva sognare il podio, a un presente in cui persino il quinto in classifica si prende un giro di distacco dal leader.


McLaren. Il fine settimana era anche partito sotto i migliori auspici, con entrambi i piloti rapidissimi e pronti a lanciare la sfida alla Mercedes. Nella qualifica della Sprint la McLaren era riuscita a blindare la seconda fila mostrando un ottimo passo, concretizzato poi in gara con un secondo e un quarto posto. Anche la qualifica per la gara della domenica ha confermato lo stesso verdetto, riproponendo i due piloti in seconda fila: c'erano tutte le premesse per una spettacolare lotta a quattro per la vittoria.


La domenica, invece, si è trasformata in un incubo. Per tutto il fine settimana non si è fatto altro che parlare del meteo, con previsioni che davano freddo e pioggia battente per l'intera giornata. Di fatto, poco prima del via, ha iniziato a piovigginare e sullo schieramento di partenza cadevano già le prime gocce. A quel punto la scuderia ha tentato l'azzardo, decidendo di far partire sia Norris che Piastri con le gomme intermedie – perché non abbiano minimamente differenziato le strategie resta un mistero insolvibile. La squadra sperava che l'intensità della pioggia aumentasse da un momento all'altro, ma purtroppo il diluvio non è mai arrivato e da lì in poi la gara è della McLaren è andata completamente a rotoli.

Dopo essere stati costretti a rientrare per montare le gomme medie, l'obiettivo era semplicemente quello di limitare i danni, dato che la vittoria era ormai un miraggio. Norris stava recuperando bene, ma all'improvviso la macchina lo ha abbandonato, costringendolo al ritiro. Piastri, nel pieno della rimonta, ha commesso un grave errore in frenata: ha centrato in pieno Albon, rompendo l'ala anteriore. Risultato? Altra sosta forzata ai box per sostituire il musetto e una penalità di 10 secondi sul groppone per la collisione. L'australiano ha chiuso così all'undicesimo posto, beccandosi addirittura due giri di ritardo. Un fallimento totale, specialmente se si pensa che parliamo della scuderia che ha letteralmente dominato il mondiale 2025.


E gli altri team? Beh, non c'è molto da dire su Williams e Racing Bulls. Entrambe hanno messo in scena una gara del tutto anonima a centro gruppo, senza mai mostrare guizzi, sia in positivo sia in negativo. Le uniche due vere note stonate sono Albon, letteralmente centrato da Piastri e costretto al ritiro, e Lindblad, che non è riuscito nemmeno a prendere il via. Episodi sfortunati, certo, ma che non lasciano un segno tale da meritare una Top o una Flop. Anche la Haas ha vissuto un fine settimana nell'ombra, ma ormai questa sembra essere la norma. Forse le bellissime prestazioni di inizio stagione erano solo una splendida eccezione, e adesso stiamo vedendo il reale livello della scuderia americana.


Se per questi team parliamo di anonimato, per gli ultimi tre della classe la situazione è ben peggiore. Non ho detto nulla su Audi, Cadillac e Aston Martin semplicemente perché parlarne sarebbe come infierire sulla croce rossa. Per quanto riguarda l'Audi, godo apertamente del fatto che sia così lenta, essendo a tutti gli effetti la principale responsabile di questo scempio regolamentare. Lato Cadillac, invece, non c'è alcuna sorpresa: sapevamo fin dall'inizio che sarebbe andata esattamente così.


La situazione più triste, però, è senza dubbio quella della Aston Martin. È desolante vedere un campione come Alonso costretto al ritiro per l'ennesimo problema tecnico, mentre Stroll passa ormai più tempo all'interno del box che in pista. Il tutto tenendo conto che il proprietario ha investito miliardi di euro con l'unico obiettivo di creare un team stabilmente da prime due file per questa stagione. Una débâcle totale.


Piccole riflessioni.


Questo è stato, in sintesi, il Gran Premio del Canada. Una gara che ha visto Antonelli scappare via nel mondiale, una Mercedes velocissima ma tutt'altro che perfetta e una McLaren capace di farsi del male da sola.

La prossima tappa ci porterà dritti verso il weekend più noioso e geometrico dell'intero calendario: Monaco! Un circuito corto, stretto e dove i sorpassi sono ormai un miraggio fantascientifico. Inoltre, data l'assenza di lunghi rettilinei, queste Power Unit non dovranno nemmeno faticare troppo per recuperare energia come accaduto in Australia. Prepariamoci quindi a una processione domenicale soporifera che, di fatto, si deciderà già al sabato con le qualifiche.


L'appuntamento in pista è tra quindici giorni, dal 5 al 7 giugno. Noi ci vediamo qui subito dopo per il prossimo report!


M.



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