1910-1920: Fra stelle e inferno.
27 mag
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Dopo aver analizzato il primo decennio, un decennio pieno sicuramente di grandi invenzioni e progresso, ma anche di grandi ombre, Il decennio 1910-1920 è stato uno dei più tumultuosi della storia moderna. è stato un decennio che di sicuro fu dominato quasi interamente dal primo conflitto globale e dal crollo di imperi secolari.
Ma andiamo davvero con ordine, perché altrimenti rischiamo di perderci.
1910-1920: Grandi scoperte e progressi tecnologici.
Polo Sud.
Partiamo questo paragrafo con il 1911 e Conquista del Polo Sud. Questa è stata una gara a chi arrivava prima fra l'esploratore norvegese Roald Amundsen che batte sul tempo il britannico Robert Falcon Scott, raggiungendo per primo il punto più a sud del pianeta. Amundsen arrivò il 14 dicembre 1911, usando i cani da slitta e un'organizzazione impeccabile; Scott arrivò solo un mese dopo, trovando la bandiera norvegese, e purtroppo perse la vita nel viaggio di ritorno.
Questo evento segna la fine dell'"Epoca d'oro dell'esplorazione antartica". L'uomo aveva sì toccato i punti più estremi dei continenti, ma vaste aree della Terra (come l'interno dell'Amazzonia, le fosse oceaniche e, poco dopo, lo spazio) erano ancora completamente inviolate.
Titanic.
Parlando di ghiaccio, il 1912 fu l'anno del "ghiaccio assassino". Ovviamente sto parlando dell'affondamento del Titanic.
Il Titanic è stato il più grande e lussuoso transatlantico fino ad allora costruito. L'umanità fu così estasiata da quel bestione d'acciaio che tutti pensavano che si fosse costruita una nave inaffondabile; l'arroganza della Belle Époque credeva infatti di aver sottomesso la natura con l'acciaio.
Quella nave, considerata indistruttibile e sicura, fu equipaggiata con pochissime scialuppe e con un numero di marinai insufficienti. Da tenere a mente.
I biglietti si vendettero come il pane. Alla partenza dall'Inghilterra, con destinazione Stati Uniti, accorsero in massa a salutare quello che di fatto era già celebrato come un successo annunciato. Purtroppo, in quel periodo non esisteva ancora il detto "mai dire mai".
Durante il suo viaggio inaugurale, il "transatlantico inaffondabile" urtò un iceberg nel bel mezzo dell'Oceano Atlantico che nessuno a bordo vide per mancanza di sorveglianza (le vedette Frederick Fleet e Reginald Lee, sulla prua, non avevano infatti in dotazione i binocoli). La nave imbarcò acqua e le scialuppe non furono in grado di salvare tutti (essendo sufficienti per circa 1.178 persone, a fronte di oltre 2.200 passeggeri imbarcati). A salvarsi furono in gran parte quelli di prima classe, dato che i passeggeri della terza classe rimasero intrappolati sottocoperta, sia per la complessità strutturale dei corridoi, sia perché i cancelli che separavano le classi rimasero chiusi per ore. Poi la nave si spezzò a metà e colò a picco, causando la morte di molti innocenti.
Quella fu la vera prima grande tragedia civile in mare che si sarebbe potuta evitare se solo gli iceberg fossero stati messi sotto osservazione, se la nave avesse avuto scialuppe di salvataggio sufficienti e se ci fossero stati turni di guardia h24.
Quell'evento portò alla nascita della convenzione SOLAS (Safety of Life at Sea) nel 1914, che impose finalmente regole ferree: scialuppe sufficienti per tutti i passeggeri, turni radio di guardia h24 e l'istituzione della Pattuglia Internazionale del Ghiaccio.
L'atomo di Borh.
Poi abbiamo la scienza. Se con il Polo Sud e il Titanic l'umanità ha misurato i propri limiti fisici e tecnologici di fronte al macroscopico.
Nel 1913 lo scienziato Niels Bohr pubblica il suo modello della struttura atomica, introducendo l'idea che gli elettroni orbitino attorno al nucleo in livelli di energia definiti.
Quella fu la prima mattonella per tutto lo studio della chimica, fisica, biologia ed energia. Da quell'anno in poi la comunità scientifica ha studiato i materiali che conosceva dal punto di vista atomico, capendo come moltissimi fenomeni fisici osservati realmente avvenivano (penso ad esempio, alla trasmissione di calore). Grazie a questa scoperta ha permesso, decenni dopo, di sviluppare tecnologie come il laser e i semiconduttori che tutti noi usiamo oggi nei nostri smartphone e computer.
La catena di montaggio.
Mentre in Europa la scienza ridefiniva l'infinitamente piccolo e l'universo profondo, negli Stati Uniti stava prendendo forma la spina dorsale della civiltà industriale moderna. Nel 1913, a Detroit, Henry Ford introdusse nei suoi stabilimenti la catena di montaggio per la produzione della Model T.
Non si trattò semplicemente di una pur brillante innovazione tecnica, ma di una rivoluzione sociale ed economica senza precedenti. Frammentando il lavoro in mansioni ripetitive e portando il pezzo direttamente all'operaio tramite nastri trasportatori, Ford abbatté drasticamente i tempi di produzione e, di conseguenza, il costo finale del prodotto. L'automobile smise così di essere un giocattolo di lusso per pochi aristocratici e si trasformò nel primo vero bene di consumo di massa.
Piccola nota a margine. Per permettere ai propri operai di acquistare l'auto che essi stessi producevano, Ford raddoppiò il salario minimo a 5 dollari al giorno e ridusse la giornata lavorativa a 8 ore. Nacque così la moderna classe media consumista.
Questa formidabile accelerazione industriale non cambiò soltanto l'urbanistica delle città e lo stile di vita dei cittadini americani, ma fornì agli Stati Uniti quel gigantesco e inarrestabile apparato produttivo che, pochi anni più tardi, nel 1917, si sarebbe rivelato decisivo per ribaltare e concludere le sorti della Prima Guerra Mondiale.
La relatività di Einstein.
E poi abbiamo la Relatività Generale di quella mente fuori dal comune di Albert Einstein. Il fisico tedesco espanse la sua teoria precedente, spiegando che la gravità non è una forza, ma la curvatura dello spazio-tempo causata dalla massa. Questa teoria fu la base di tutta la scienza astrofisica moderna. Se oggi sappiamo perché la Terra giri intorno al Sole a questa velocità e distanza, è proprio per via dell'applicazione della teoria di Einstein. Non fraintendetemi: Newton aveva scoperto la gravità applicandola sia agli oggetti sul nostro pianeta sia ai corpi celesti (la gravitazione universale). La vera magia della Relatività Generale di Einstein, però, è che spiegò il perché profondo: la Terra non è "tirata" da una fune invisibile chiamata gravità, ma sta semplicemente andando dritta in uno spazio che la massa del Sole ha "curvato" come un peso su un tappeto elastico. Inoltre, Einstein permise di spiegare cose che Newton non poteva prevedere, come i buchi neri, le onde gravitazionali e la deviazione della luce delle stelle.
La Grande Guerra (1914–1918).
Ed eccoci al momento che di fatto ha segnato una pagina assurda e sanguinosa della nostra storia. Per parlare approfonditamente di tale evento ci vorrebbe un libro di mille pagine; in questo paragrafo vorrei solo citare alcuni momenti salienti.
Già prima dello scoppio della guerra nel 1914, la tensione fra gli imperi europei era altissima. Lontano dai riflettori si stava creando una fitta rete di accordi e alleanze che aveva diviso praticamente in due l'Europa: da una parte Germania, Austria-Ungheria e Italia (la Triplice Alleanza) e dall'altra Russia, Regno Unito e Francia (la Triplice Intesa). Nel secolo precedente erano già avvenuti eventi che ora si possono considerare come le prove generali dello scontro, in particolare le tensioni nei Balcani e in Marocco.
La guerra di fatto scoppiò per via di una svolta sbagliata. Siamo nel 1914. L'arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono d'Austria, era in visita ufficiale a Sarajevo. Quella mattina doveva recarsi al municipio della città e lo fece in macchina (scoperta, non come quelle blindate di oggi) fra la folla. Quella stessa mattina fu tentanto di assassinare l'arciduca con una bomba, il tentativo fu fermato, però si decise di cambiaare tragitto. L'autista, che non fu informato del cambiamento, sbagliò strada a un incrocio e, durante la manovra, la macchina si trovò davanti Gavrilo Princip, un giovane nazionalista che lottava per l'indipendenza del proprio popolo e che assassinò l'arciduca. Quell'evento senza precedenti scatenò il sistema di alleanze a catena che portò allo scoppio della Prima Guerra Mondiale.
Dopo un periodo di neutralità, l'Italia, nel 1915, firmò il Patto di Londra e scese in campo contro gli Imperi Centrali.
La Prima Guerra Mondiale fu una guerra stazionaria e di logoramento, combattuta al fronte nelle trincee, in mezzo al fango, respirando costantemente polvere da sparo, terra e gas tossici (come il cloro e l'iprite). Questo tipo di conflitto portò a una sola conseguenza: la conquista di territori ridicoli a fronte di una quantità di morti inconcepibile. Le battaglie di Verdun e della Somme, nel 1916, segnarono l'apice della guerra di trincea, con milioni di vittime per guadagni territoriali minimi.
Nel 1917, l'ingresso degli Stati Uniti nel conflitto al fianco della Triplice Intesa spostò l'equilibrio della guerra in maniera irreversibile.
L'11 novembre 1918 fu firmato l'armistizio, ponendo fine ai combattimenti. Quello che si firmò, tuttavia, fu un "cessate il fuoco", non un vero e proprio accordo di pace. Una situazione per certi versi simile a quella che si sarebbe verificata decenni dopo con le due Coree, anche se in quel caso un trattato di pace non è mai stato firmato.
Il 1919 vide infatti la firma del Trattato di Versailles, che impose dure condizioni alla Germania, creando di fatto i presupposti per la nascita del nazismo, dell'Olocausto e per lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale nel 1939.
1910-1920: Rivoluzioni e Crolli di Imperi.
La Prima Guerra Mondiale non solo ha causato la morte inutile di milioni di soldati, ma ha anche sancito di fatto la fine di moltissime realtà. Nel giro di quattro anni, quattro degli imperi più potenti del pianeta crollarono definitivamente, cancellando secoli di storia dinastica: l'Impero Tedesco, l'Impero Austro-Ungarico, l'Impero Russo e l'Impero Ottomano scomparvero dalle carte geografiche, lasciando il posto a una mappa geopolitica completamente frammentata e instabile.
Non solo la prima guerra mondiale fu un momenti di cambiamento e non solo l'europa fu attraversata da cambiamenti epocali.
Nel 1910 avvenne la Rivoluzione Messicana. Certo, non è importante come la prima guerra mondiale, ma è sintomo di un mondo che stava cambiando senza sosta.
Il Messico era governato da trent'anni dalla dittatura di Porfirio Díaz (il cosiddetto Porfiriato), un regime che si era arricchito vendendo le risorse del Paese agli investitori stranieri e schiacciando i contadini. In Messico inizia una lunga guerra civile che trasformerà la struttura sociale e politica del paese. La rivoluzione guidata da figure leggendarie come Pancho Villa al nord ed Emiliano Zapata al sud dimostrò che il vecchio modello di sfruttamento coloniale e latifondista non era più tollerabile. La Costituzione messicana del 1917, nata da questa guerra, fu una delle più avanzate al mondo, introducendo per la prima volta diritti fondamentali per i lavoratori e la riforma agraria.
Tra il 1911 e il 1912 avvenne la caduta dell'Impero Cinese. Il crollo dell'Impero, avvenuto ufficialmente nel febbraio del 1912 con l'abdicazione dell'ultimo imperatore bambino, Pu Yi, non fu solo un cambio di governo. Fu la fine del concetto stesso di "Mandato Celeste" che andava avanti da oltre duemila anni (dalla dinastia Qin nel 221 a.C.). Fino a quel momento la famiglia reale era vista come un'entità divina e, come tale, intoccabile, oltre la legge.
La Rivoluzione di Xinhai, guidata da Sun Yat-sen, pose fine a millenni di dominio imperiale e instaurò la Repubblica di Cina. Sun Yat-sen cercò di portare la democrazia e la modernizzazione in un Paese immenso, anche se purtroppo la neonata Repubblica sprofondò presto nel caos dei "Signori della Guerra" e, successivamente, nella guerra civile.
E poi, tornando in Europa, abbiamo forse la rivoluzione più conosciuta di tutte: quella russa del 1917. La Russia già da qualche anno viveva una situazione molto turbolenta. Nel decennio precedente, in seguito ai moti del 1905, lo Zar aveva tentato di raffreddare gli animi creando la "Duma", ovvero il parlamento russo, e allentando la corda del controllo. Purtroppo non fu sufficiente. Il regime zarista crollò nel 1917, in piena guerra mondiale. In ottobre, i bolscevichi guidati da Lenin, ispirato dalle opere di Karl Marx, presero il potere. La famiglia reale tentò una fuga che non riuscì, portando successivamente al ritiro della Russia dalla guerra e alla nascita del primo Stato socialista al mondo (l'URSS verrà formalizzata poco dopo).
1910-1920: Società e Salute.
1913 è un anno dipinto di rosa. Il movimento per il diritto di voto alle donne intensifica le proteste. Molte nazioni (come il Regno Unito nel 1918 e gli USA nel 1920) inizieranno a concedere il suffragio femminile proprio in questo decennio. È il segnale che il movimento femminista viene ascoltato e gli uomini cominciano a dare quei diritti che le donne ormai lavoratrici richiedono giustamente a gran voce.
Come non citare l'influenza spagnola. Siamo nel 1918. La Prima Guerra Mondiale è finita e gli uomini tornano dal fronte con traumi fisici e mentali tra i più orribili, tra mutilazioni e disturbi da stress post-traumatico. Oltre a ciò, accadde qualcosa di incredibile: qualcuno, sia in Kansas che sui fronti francesi, iniziò a tossire. Lì per lì nessuno ci diede peso, considerandolo un malessere causato dalla stagione. Il dettaglio tragico fu che, per via della censura di guerra, i Paesi coinvolti nel conflitto (Francia, Inghilterra, Germania, USA) nascondevano la notizia dell'epidemia per non demoralizzare i soldati e la popolazione. Quindi i soldati tornarono a casa malati, infettando amici, colleghi di lavoro e famiglie: civili che non sapevano perché nelle città la gente morisse a grappoli. Poi i casi si moltiplicarono a macchia d'olio e il malessere di stagione divenne un'epidemia. Sembra quasi un déjà vu.
Il virus lo si scoprì solo durante la pandemia dalla Spagna. La nazione iberica rimase neutrale e non aveva la censura bellica: i suoi giornali furono i primi a parlarne apertamente. Il mondo, leggendo solo i giornali spagnoli, si convinse erroneamente che il virus fosse partito da lì.
Nell'arco di due anni quella pandemia globale colpì un mondo già stremato dalla guerra, causando tra i 50 e i 100 milioni di morti e superando di gran lunga le vittime del conflitto bellico stesso.
Oltre a un virus mortale, la fine del decennio portò con sé anche un altro fenomeno: il Proibizionismo. Negli Stati Uniti entrò in vigore il XVIII emendamento, che vietava la produzione e la vendita di alcolici. Di per sé poteva sembrare una buona iniziativa, poiché si trattava di una legge che avrebbe dovuto tenere lontana la gente dall'alcolismo e da problemi di salute anche gravi. Quello che il governo non capì fu un dettaglio semplice: se si vieta qualcosa a qualcuno, quel divieto verrà aggirato. E non si trattò solo di una questione di principio, ma del fatto che il mercato dell'alcol rispondeva a un bisogno radicato e a un business colossale.
Quell'emendamento diede il via alla nascita di bar clandestini (gli speakeasy), dove si registrava un ampio consumo di alcolici procurati per vie illegali dal crimine organizzato. La mafia americana, alimentata anche dall'immigrazione europea di quel periodo, da un lato intrattenne la società americana gestendo i locali notturni, ma dall'altro fu l'attrice principale di sanguinose faide cittadine, come la celebre strage di San Valentino di qualche anno dopo, nel 1929.
1910-1920: Cultura e Avanguardie.
Ma cambiamo del tutto argomento e andiamo a parlare di cultura e d'arte, dopo paragrafi pregni di morte e devastazione.
Il 1910 fu l'anno del primo acquerello astratto. Il pittore Wassily Kandinsky segnò la nascita dell'arte astratta, allontanandosi dalla rappresentazione della realtà che, per tutto l'Ottocento, era stata il tema dominante e aveva monopolizzato l'arte, dando alla pittura quell'alone fiabesco, quasi da sognatore. Il pittore distrugge la figura geometrica e la realtà oggettiva proprio mentre la scienza (con Bohr ed Einstein) dimostra che la realtà microscopica e macroscopica non è affatto come la vediamo. Bello questo contrasto di visioni.
Tre anni più tardi, nel 1913, andò in scena "La Sagra della Primavera". Stravinskij con quest'opera portò a teatro ritmi ossessivi, quasi tribali e violenti. Al debutto a Parigi il pubblico rimase talmente shockato dalle armonie dissonanti che scoppiò una vera e propria rissa in sala. A posteriori, quei suoni duri e quasi violenti sono un'anteprima della colonna sonora metallica ed esplosiva che avrebbe travolto l'Europa l'anno successivo.
Infine, nel 1919, nacque il Bauhaus. In Germania, Walter Gropius fondò questa celebre scuola d'arte e design che avrebbe influenzato l'architettura moderna per tutto il secolo. Il Bauhaus sorse dalle macerie di un Paese ormai economicamente stremato e in procinto di subire una crisi finanziaria e iperinflazionistica senza precedenti. Nacque con l'idea di ricostruire un mondo nuovo, unendo l'arte all'industria ed eliminando le decorazioni inutili del passato a favore della funzionalità.
Piccole riflessioni.
In definitiva, il decennio tra il 1910 e il 1920 non è stato semplicemente un periodo di transizione, ma un vero e proprio acceleratore particellare della storia umana. Se la Belle Époque si era aperta all'insegna dell'arroganza tecnologica e di certezze millenarie, si è chiusa lasciando dietro di sé un panorama completamente distorto e irriconoscibile. Abbiamo visto l'uomo toccare i confini del mondo al Polo Sud e spingersi fino ai segreti dell'atomo e dello spazio-tempo, mentre le fabbriche di Ford reinventavano il concetto stesso di lavoro e di società. Eppure, quella stessa straordinaria spinta verso il futuro ha mostrato il suo lato più oscuro e letale: l'acciaio inaffondabile del Titanic è colato a picco, la catena di montaggio ha armato l'industria della morte nelle trincee, e i sogni di gloria di imperi millenari si sono polverizzati nel fango, lasciando spazio a ideologie radicali e a confini instabili.
Persino l'arte, con le dissonanze di Stravinskij e le scomposizioni di Kandinsky, aveva intuito il caos prima ancora che i cannoni iniziassero a sparare o che la Spagnola e il Proibizionismo ridisegnassero i concetti di salute e legalità. Gli anni Dieci si chiudono così, tra le macerie economiche da cui sorge il Bauhaus e le dure catene del Trattato di Versailles. L'umanità ferita, ma profondamente cambiata nei diritti e nella struttura sociale, si affaccia così agli anni Venti: un'epoca che nascerà sotto il segno dei locali clandestini e del jazz, ma che porterà con sé, scritte indelebilmente nel codice genetico, le ferite e le lezioni del primo, vero trauma globale della modernità.
M.










































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