1900-1910: L'Alba del Secolo (e del dramma).
- Mauro Longoni
- 17 mag
- Tempo di lettura: 12 min

Molto spesso si dice "ai miei tempi si stava meglio!", criticando sempre e comunque l'epoca in cui si vive, anche quando si tratta di qualcosa di grandioso. Perciò mi sono chiesto: ma sarà vero? Hanno ragione i vecchietti a dire che il passato era idilliaco e che il presente è sempre peggio?
Perché allora non facciamo questo giochino: viaggiamo attraverso i vari decenni di tutto il XX secolo e vediamo se l'erba del passato era davvero così verde. Partiamo dal primo decennio del secolo scorso, ovvero quello che va dal 1900 al 1910.
Il primo decennio del XX secolo viene spesso ricordato come parte della Belle Époque. Ma che diavolo è la Belle Époque? È un periodo storico piuttosto lungo, che va dal 1871 allo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Dopo decenni di instabilità, l'Europa visse un lungo periodo di pace tra le grandi potenze. Questo, unito alla Seconda Rivoluzione Industriale, creò una fiducia incrollabile nella scienza e nella tecnologia. Si pensava che il progresso umano fosse inarrestabile e che avrebbe sconfitto ogni male, dalle malattie alla povertà. Sono stati decenni in cui le persone potevano davvero pianificare il futuro a lungo termine, e il primo decennio del '900 è di fatto la massima manifestazione di questo sentimento di ottimismo e fiducia.
1900-1910: L'Alba del Secolo (e del dramma).
Grandi scoperte e progressi tecnologici.
Partiamo subito col botto. Correva l'anno 1901. Guglielmo Marconi riesce a inviare un segnale radio dalla Cornovaglia a Terranova. Quella fu la prima trasmissione radio transatlantica, segnando l'inizio dell'era delle comunicazioni globali.
Il come riuscì ha dell'incredibile. tutti i più grandi scienziati dell'epoca gli davano del pazzo, sostenendo che fosse una missione impossibile perché le onde radio, viaggiando in linea retta, si sarebbero perse nello spazio a causa della curvatura della Terra (esisteva già i "terrappiattisti" per le onde radio). Marconi li ignorò completamente ed andò avanti per la sua strada. Lui si posiziono a Terranova, in Cornovaglia c'erano i suoi collaboratori. Per ricevere il segnale, Marconi fece volare un'antenna legata a un aquilone in mezzo a una tempesta. E funzionò: tre piccoli scatti, tre "bip" che formavano la lettera S in codice Morse. Se oggi possiamo parlare al telefono in tutto il mondo è grazie a quella prima trasmissione. Questo è positivo.
Due anni dopo, nel 1903, assistiamo forse a due degli eventi più straordinari della storia moderna. A Kitty Hawk, la vigilia di Natale accadde qualcosa di impennsabile, quasi un miracolo: il "Flyer" prende il volo. Che cos’era il Flyer? Un trabiccolo di legno, tela e fili di ferro, con un'elica e un motore leggerissimo, capace di stare in aria per appena 12 secondi. Quel volo brevissimo cambiò tutto. Il Flyer era la creatura dei Fratelli Wright, due geniali riparatori di biciclette che, partendo dal nulla, rivoluzionarono per sempre il concetto di trasporto e permisero all'umanità di esaudire il suo desiderio più antico: poter volare. Il volo è si ottimo, perché permette a persone e merci di volare, ma ha permesso di sganciare bombe dall'alto. Il bicchiere è mezzo pieno.
E poi abbiamo Marie Curie. Qualche tempo prima questa donna aveva scoperto la radioattività, permettendo alla medicina di fare passi avanti enormi grazie all'invenzione della radiografia. Nel 1903 diventa la prima donna a ricevere il Premio Nobel (per la Fisica). Purtroppo a quel tempo una donna da sola non poteva vincere il Nobel, perciò dovette condividere il premio insieme al marito Pierre e a Henri Becquerel, anche se la testa della ricerca era la sua. Comunque, un grande passo verso quell'uguaglianza che si stava cercando di ottenere.
Proprio agganciandoci a quell'incredibile ed enorme energia che si sprigiona dagli atomi, nel 1905 Albert Einstein entra nella chat. In quel solo anno pubblica quattro articoli scientifici che ribaltano completamente la nostra comprensione dell'universo, tra cui la teoria della relatività ristretta e la celebre equazione E = mc^2. Quegli articoli sono tuttora la Bibbia per gli astrofisici (molte delle sue teorie sono state provate sperimentalmente solo di recente) ma, ironia della sorte per uno scienziato profondamente pacifista, quella formula che legava massa ed energia pose anche le basi teoriche per la futura creazione della bomba atomica. Se si guarda il lavoro di Einstein per quello che è, è qualcosa di incredibile, se si guardano le applicazioni, siamo ben lontani da qualcosa di positivo. La bomba atomica ha di fatto tenuto sotto scacco il mondo per decenni durante la guerra fredda.
Leo Baekeland Nel 1907 inventa la bachelite, la prima plastica sintetica della storia. All'epoca fu vista come un miracolo: isolante, indistruttibile, economica. Potevi farci dai telefoni alle palle da biliardo. Quel materiale fu la scintilla per lo sviluppo di tutte quelle plastiche che abbiamo usato per più di un secolo. Abbiamo reso la produzione economica da una parte, ma dall'altra parte, quella scoperta gettò le basi per il problema della plastica e di tutti i problemi che porta quando si deve buttare via. Altro che "si stava meglio", stavano solo preparando i nostri rifiuti!
Spostiamoci in avanti di un paio d'anni e atterriamo nel 1908, l'anno in cui Henry Ford introduce sul mercato la leggendaria Ford Modello T. Questa vettura cambierà per sempre la storia dell'industria. Anche se la celebre catena di montaggio mobile con il nastro trasportatore arriverà solo cinque anni più tardi, nel 1913, è proprio con la Modello T che Ford progetta l'idea della produzione di massa basata su pezzi standardizzati e intercambiabili.
Mr. Ford riuscì ad abbattere drasticamente i costi di produzione e di vendita, rendendo l'automobile – per la prima volta nella storia – un bene accessibile alle masse e non più un lusso per pochi eletti. Se oggi abbiamo i supermercati stracolmi di merce standardizzata a basso costo, lo dobbiamo proprio a quella filosofia industriale che ha rivoluzionato il mondo intero.
Però quella scoperta gettò le basi per la produzione eccessiva, quindi allo spreco, specialmente quello alimentare.
Società e Cultura
Anche la società, inteso come essere fluido di persone, stava cambiando. Questa continua trasformazione tecnologica ha portato le persone ha pensare fuori dagli schemi e sperimentare qualcosa di nuovo e mai visto prima.
Nel 1900 Sigmund Freud – noto personaggio da cui sto alla larga, perché mi inquieta quanto abbia spesso ragione sulla psiche umana – pubblica L'interpretazione dei sogni, ponendo le basi della psicoanalisi. In poche parole scrive un saggio dove, per la prima volta, dice: "I sogni hanno dei significati che vanno interpretati, affinché si possa capire il dolore originario del paziente". Se oggi un'intelligenza artificiale ti può dire cosa significa il sogno che le hai appena raccontato, il Sig. Freud è la risposta all'origine di tutto.
Nello stesso anno andò in scena la grandiosa Esposizione Universale di Parigi, la prima del nuovo secolo. Se non avete ben chiaro cosa sia l'Expo, è quel mega evento mondiale (che oggi capita ogni cinque anni) dove ogni Paese allestisce un proprio padiglione e ci porta tutto il meglio che ha da offrire tecnologica e culturalmente, proprio come è successo recentemente a Milano e a Dubai. Quell'edizione del 1900 vide oltre 50 milioni di visitatori accorrere per celebrare le innovazioni del nuovo secolo, tra cui il cinema e le scale mobili. Fu anche l'Expo che consacrò la celebre Torre Eiffel: una struttura di ferro pazzesca creata in realtà per l'edizione del 1889, che sarebbe dovuta essere demolita e che invece rimase lì, per la fortuna di Parigi e del mondo intero.
Nel 1909 Filippo Tommaso Marinetti pubblica sul giornale Le Figaro il Manifesto del Futurismo, che lancia il movimento artistico e culturale incentrato sulla velocità e la modernità. Questa è solo una nota a margine, dato che il movimento futurista non dura molto.
Anche nello sport cambiano le cose. Nel 1903 fu la prima edizione del Tour de France, la più celebre corsa a tappe del mondo.
Nella fine del decennio visto il successo del Tour de France, il 13 maggio 1909, alle 2:53 del mattino, parte il primo Giro d'Italia. 127 corridori, strade che definire "sterrate" è un complimento, bici che pesavano come cancelli e si correva anche di notte. Piccola nota goliardica, nel 1909 i corridori si fermavano nelle osterie a bere vino rosso per farsi passare il dolore alle gambe. Questo sì che era sport eroico.
Nello stesso anno del giro d'Italia, nasce il concetto dei "Grandi Magazzini". Con al produzione di massa e la catena di montaggio, In questo decennio che lo shopping diventa un passatempo e non solo una necessità. Nasce il consumismo della classe media, le vetrine illuminate, la pubblicità moderna. Se oggi le donne alle volte vogliono fare shopping al fine settimana al centro commerciale è per via di questo momento....ed a Henry Ford che standardizzò la produzione.
Esplorazioni.
Non fu un periodo di grandi scoperte geografiche continentali. Dal 1492 fino alla metà dell'Ottocento, le zone bianche sulla mappa del mondo erano state progressivamente riempite: agli inizi del '900 la geografia del pianeta era ormai nota. Restavano, però, le due frontiere più estreme e inospitali: i poli. Il 6 aprile 1909, Robert Peary sostiene di aver raggiunto per la prima volta il Polo Nord (sebbene il primato sia ancora oggi oggetto di accesi dibattiti accademici rispetto a quello del rivale Frederick Cook). Fu un momento storico per l'esplorazione mondiale, che di lì a poco, con la successiva conquista del Polo Sud, avrebbe chiuso per sempre l'epoca delle grandi mappe da completare.
Geopolitica e Conflitti
1900 avvenne la ribellione dei Boxer. Qui siamo al comico involontario. Nel 1900, la Cina decide che ne ha abbastanza degli occidentali con la Ribellione dei Boxer. Sì, perché la Cina era una colonia. Chi erano i Boxer? Una società segreta di nazionalisti cinesi (il nome vero era "I pugni della giustizia e dell'armonia", da qui "Boxer") convinti che, grazie a particolari arti marziali e rituali magici, avrebbero potuto schivare i proiettili stranieri. Decidono quindi di fare terra bruciata intorno a tutto ciò che è occidentale o cristiano.
Quello che accadde dopo fa ridere. Per sedare la rivolta si unisce un'alleanza (la famosa "Coalizione delle otto nazioni") mai vista prima: Gran Bretagna, Russia, Francia, Germania, Stati Uniti, Giappone, Impero Austro-Ungarico. Questi arrivano in Cina con i mitragliatori e i boxer scoprono molto in fretta che il Kung Fu e la magia non fa schivare proiettili delle mitragliatrici a canne rotanti.
Nel 1901 muore la Regina Vittoria, ponendo fine all'era vittoriana dopo ben 63 anni di regno. Quel periodo fu di fatto uno dei più prosperi, potenti e longevi della storia britannica. Il suo successore, Edoardo VII, guiderà il Paese in questo decennio di transizione, preparando il palcoscenico per il figlio Giorgio V, che si troverà sul trono proprio durante la prima guerra mondiale e assisterà all'inizio della fine del colonialismo che la regina Vittoria aveva portato al suo apice.
1904-1905 Onestamente non sapevo nemmeno che Giappone e Russia avessero mai avuto un qualsivoglia rapporto; invece non solo lo ebbero, ma si scannarono pure. Questa fu la prima volta in epoca moderna in cui una potenza asiatica riuscì a sconfiggere clamorosamente una grande potenza europea.
Proprio nel pieno di questo conflitto, nel gennaio del 1905, l'idillio crolla definitivamente con la Domenica di Sangue, l'evento che darà il via alla prima vera Rivoluzione Russa. Il popolo odiava la tirannia dello Zar sempre di più, le risorse scarseggiavano e i regnanti stavano camminando su un filo molto sottile. Quando una folla enorme protestò pacificamente a San Pietroburgo per chiedere riforme, la manifestazione venne repressa nel sangue a colpi di fucile. Il popolo, già furioso, si incazzò ancora di più, scatenando scioperi e rivolte in tutto il Paese. Lo Zar Nicola II, che ci teneva parecchio ad avere la testa ben attaccata al collo, capì la stupidità delle sue azioni, fece un'inversione a U e concesse la creazione della Duma (il parlamento). Si trattava, di fatto, solo di un modo per posticipare l'inevitabile. Questa accoppiata micidiale – la sconfitta militare e le rivolte interne – accelerò la crisi irreversibile della Russia zarista che sfocerà, nel 1917, nel crollo della monarchia e nella successiva Rivoluzione d'Ottobre, con la conseguente nascita del comunismo.
Se in Russia erano belli pronti a far saltare il banco, in Europa la situazione non era di certo migliore. Due eventi da segnalare: la crisi diplomatica di Tangeri (1905) o la Crisi Bosniaca (1908).
Correva l'anno 1905. La Francia voleva prendersi il Marocco. Per farlo, si era già messa d'accordo segretamente con la Gran Bretagna (la famosa Intesa Cordiale). L'imperatore tedesco Guglielmo II si sentì escluso dalla spartizione dell'Africa. Così, nel marzo 1905, sbarcò a Tangeri e dichiarò che il Marocco doveva rimanere uno Stato libero e indipendente, sfidando apertamente i francesi. Guglielmo II sperava così di isolare la Francia e far saltare l'accordo franco-britannico. Invece, l'anno dopo (alla Conferenza di Algeciras), la Gran Bretagna, l'Italia e persino gli Stati Uniti si schierarono con la Francia.
Il risultato? La Germania rimase isolata e la Francia ottenne comunque il controllo sul Marocco. Fu la prima vera grande prova generale delle alleanze che si sarebbero scontrate nel 1914.
Poi, nel 1908 altra giro altra crisi. La Bosnia-Erzegovina era già amministrata dall'Impero Austro-Ungarico, ma formalmente apparteneva ancora all'Impero Ottomano. Approfittando di un momento di caos in Turchia, nel 1908 l'Austria decise di annetterla a tutti gli effetti. La Serbia andò su tutte le furie (perché voleva la Bosnia per creare la "Grande Serbia") e chiese aiuto alla Russia, sua storica protettrice. La Russia minacciò di intervenire militarmente contro l'Austria. A quel punto entrò in chat la Germania, che si schierò al fianco dell'Austria e lanciò un ultimatum alla Russia: "O accettate l'annessione o si fa la guerra". La Russia, ancora debole dopo la mazzata presa dal Giappone nel 1905, dovette fare marcia indietro e incassare l'umiliazione.
Praticamente tutto era pronto per la prima guerra mondiale. Serviva solo uno che premeva il grilletto.
Nel 1906, invece, a tremare – e parecchio – non è la società, ma il pianeta. Il 18 aprile San Francisco viene colpita da un terremoto devastante, seguito da tre giorni di incendi incontrollabili che distruggono l'80% delle abitazioni, lasciando metà della popolazione senzatetto. Ma la vera chicca dell'assurdità umana sta in come cercarono di spegnere le fiamme: i pompieri, rimasti senza acqua perché le tubature erano esplose sotto terra, decisero di usare la dinamite per abbattere i palazzi e creare una linea tagliafuoco. Suona come una buoa idea, peccato che non sapessero usare bene l'esplosivo, finendo per dare fuoco a edifici che erano ancora intatti.
Rimanendo in tema di terremoti, il 28 dicembre 1908 si verifica una delle più grandi catastrofi naturali del secolo. Un terremoto devastante seguito da un maremoto rade al suolo Messina e Reggio Calabria, facendo oltre 80.000 morti. Fu la prima grande emergenza globale coperta dai media di tutto il mondo.
Salute, Diritti Civili e Istruzione: la vita reale.
Visto che abbiamo parlato di scienziati in smoking, mostre parigine e signori che leggevano Freud nei caffè, facciamo un bagno di realtà. Come si viveva davvero tra il 1900 e il 1909 se non eri un nobile o un ricco borghese? Guardiamo i tre pilastri della dignità umana.
Salute: se superavi i 5 anni eri un supereroe
Oggi ci lamentiamo se c'è fila al pronto soccorso, ma nel primo decennio del '900 la salute era un terno al lotto. L'aspettativa di vita media in Europa superava a malapena i 45 anni. Malattie che oggi curi con un antibiotico da 5 euro (spoiler: la penicillina la inventeranno solo nel 1928), all'epoca ti mandavano al creatore in tre giorni. Tubercolosi, colera, malaria e persino il tetano per un chiodo arrugginito erano condanne a morte. La mortalità infantile era alle stelle: un bambino su quattro non arrivava al quinto anno di età. Negli ospedali l'igiene era ancora un'opinione e la radiografia di Marie Curie era appena nata. Insomma, se avevi l'appendicite, l'unica vera anestesia accessibile era un rosario e tanta speranza.
Diritti Civili: le donne entravano nei Nobel, ma non nei seggi.
Parliamo di diritti civili? Bene, nel 1900 metà della popolazione mondiale (le donne) non aveva letteralmente diritto di voto in quasi nessun Paese civile. Nel primo decennio del secolo, in Gran Bretagna le Suffragette iniziano a fare sul serio per chiedere il diritto di voto, e lo Stato rispondeva arrestandole e picchiandole durante le manifestazioni. Per non parlare dei diritti dei lavoratori: si lavorava anche 12-14 ore al giorno, sei giorni su sette, senza ferie, senza mutua e senza pensione. Se ti amputavano un braccio in fabbrica con la catena di montaggio di Ford, il padrone ti licenziava e assumeva il disoccupato fuori dal cancello. I diritti civili e sindacali non erano "garantiti", erano fantascienza per cui la gente moriva nelle piazze.
Istruzione: saper firmare con una X era già un traguardo.
La scuola elementare obbligatoria esisteva ormai sulla carta in quasi tutto il mondo occidentale, ma la realtà dei fatti era che le aule rimanevano vuote. All'inizio del Novecento, l'analfabetismo globale era una piaga gigantesca: persino nelle grandi potenze come l'Europa industriale o gli Stati Uniti, milioni di persone non sapevano né leggere né scrivere, e firmare i documenti con una "X" era la normalità.
Il motivo era puramente economico. I bambini delle famiglie contadine o della classe operaia non andavano a scuola a imparare la grammatica; venivano mandati nei campi a zappare, nelle fabbriche tessili o dritti nelle miniere a raccogliere carbone. Il lavoro minorile non era un'eccezione illegale, era la normalità assoluta e strutturale dell'economia dell'epoca: servivano braccia per portare il pane a casa. In questo scenario, l'istruzione superiore e l'università non erano un diritto, ma un club d'élite ultra-esclusivo sbarrato a tripla mandata e riservato solo ai figli dei ricchi.
Piccole Riflessioni
Quindi, cari vecchietti, l'erba del passato era davvero più verde?
La risposta è un sonoro no. Il primo decennio del '00 è stato un'epoca affascinante, ma era un mondo ingiusto, faticoso, violento e seduto su una bomba a orologeria. Si stava meglio solo se facevi parte di quell'1% che poteva permettersi il lusso di ignorare la realtà. Per tutti gli altri, la vita era una lotta quotidiana per la sopravvivenza.
E se pensate che questo decennio sia stato movimentato, sappiate che le cose stanno per farsi infinitamente più drammatiche. Allacciate le cinture, perché nel prossimo post entreremo nei favolosi e tragici anni '10. Spoiler: tra transatlantici "inaffondabili" che colano a picco e una guerra mondiale che spazzerà via quattro imperi, ci sarà pochissimo da stare allegri.
M.












































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